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Piano Ue, chi vince e chi perde

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Chi vincerà e chi perderà con il piano Ue? L’intervento di Giuseppe Spadafora, vicepresidente di Unimpresa

 

Secondo i burocrati politicanti bruxellesi valiamo esattamente 81,807 miliardi di euro, una volta e mezzo il valore del decreto Rilancio che per inciso sarà, forse, operativo tra 90 giorni mancando tutti i decreti attuativi.

Comunque sia, il totale assegnato all’Italia è di 172,7 miliardi e solo 90,938 miliardi andrebbero restituiti.

Partiamo da alcune considerazioni.

La prima: nessuno domani avrà soldi in tasca, questa è una proposta che deve passare dal Consiglio europeo e dal Parlamento dell’Unione.

La seconda, importante quanto la prima, non sono soldi che si potranno spendere come si vuole.

L’Italia sarà obbligata a presentare un piano nazionale di sviluppo di infrastrutture green e un piano di azioni che rendano smart alcuni processi, tipo eliminare in via definitiva il contante.

Chi perde e chi guadagna.

Chi perde, è chiaro, è tutto il meridione d’Italia, per una serie di motivi e questioni ataviche che attanagliano compresa la cattiva gestione dei territori. Ma si spera di sbagliare nel giudizio.

Chi guadagna, invece, ancora non è chiaro, ma un’idea si potrebbe avere.

Le partecipate di Stato saranno in prima linea nella realizzazioni di questi progetti green e i sub appalti andranno come sempre a quelle aziende che hanno interessi anche fuori Italia.

Il risultato anche in questo caso è abbastanza scontato: 172,7 miliardi non andranno a creare lavoro di artigiani e pmi, andranno a creare ricchezza a multinazionali e grandi gruppi che pagano le tasse fuori dall’Italia.

Tutto questo al netto di appalti truccati con relativa mazzetta e sempre che l’Europa sia d’accordo.

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