Economia

Perché Vivendi e Amber si alleano a sorpresa contro Lagardère

di

Vivendi Telecom

Vivendi e Amber si alleano a sorpresa in Lagardère. Ecco tutti i dettagli dell’accordo fra primo e secondo azionista di Lagardère

Vivendi e Amber si alleano a sorpresa in Lagardère. Ecco tutti i dettagli dell’accordo fra Vivendi e Amber che sono rispettivamente il primo e il secondo azionista di Lagardère con il 23,5% e il 20% del capitale.

“Nonostante le loro divergenze e in seguito ai pessimi risultati annunciati da Lagardère qualche giorno fa, Amber Capital e Vivendi hanno deciso di siglare un patto”, indica un comunicato diffuso dal gruppo francese che fa capo a Bolloré.

Vivendi e Amber avvieranno iniziative presso Lagardère al fine di avere ciascuno una rappresentanza minoritaria nel consiglio di sorveglianza, di tre membri per Amber e uno per Vivendi, precisa la nota.

I due neo-alleati intendono inoltre “stabilizzare l’azionariato” di Lagardère “consentendosi per cinque anni un diritto di prima offerta e un diritto di prelazione reciproci”.

“Nelle battaglie finanziarie gli amici e i nemici cambiano a seconda dell’opportunità del momento. E così il fondo attivista Amber, che in Italia su Mediaset e Telecom si è più volte schierato contro Vivendi, ora sigla un patto con il colosso dei media di Vincent Bolloré per fare quadrato contro Arnaud Lagardère, patron dell’omonimo gruppo francese”, ha commentato Repubblica.

Vincent Bollorè, attraverso Vivendi, era entrato nel capitale di Lagardere ad aprile, proprio in soccorso di Arnaud Lagardère che era stato messo sotto attacco dal fondo attivista critico sulla gestione e le performance negative del titolo in Borsa.

L’establishment francese aveva fatto quadrato intorno alla famiglia che possiede la casa editrice Hachette, radio Europe 1 e tra gli altri la storica testata Paris Match.

In assemblea con l’aiuto del fondo del Qatar, di Marc Ladret de Lacharrière (con il 5%) e appunto Vivendi, avevano respinto il tentato ribaltone del finanziere franco-armeno Joseph Oughourlian.

Arnault Lagardère, consigliato da Rotschild doveva aver intuito le mosse di Bollorè che assicurava di voler fare solo un investimento finanziario e aveva rafforzato il capitale facendo entrare Bernard Arnault a monte, nella holding Lagardère Capital & Management che di fatto controlla il gruppo editoriale con il 7% del capitale.

Ora Vivendi e Amber Capital, che nel frattempo sono diventati il primo e il secondo maggiore azionista di Lagardère con il 23,5% e il 20% del capitale sociale, hanno annunciato che “avvieranno i passi in questo quadro con Lagardère per cercare ciascuno una rappresentanza di minoranza nel Consiglio di Sorveglianza, di tre membri per Amber Capital e un membro per Vivendi”.

Le due società vogliono anche “stabilizzare l’azionariato di Lagardère con un patto a 5 anni e un accordo di prelazione sulle loro azioni Lagardère” conclude la nota diffusa al mercato.

Vivendi e Amber chiederanno la convocazione di una nuova assemblea degli azionisti di Lagardère per ottenere la rappresentanza nel consiglio di sorveglianza. E’ quanto emerge dal testo dell’accordo siglato tra Vivendi e il fondo britannico e inviato all’Amf, l’autorità dei mercati finanziari francesi. Le due società – si legge nel documento – ‘intraprenderanno le iniziative necessarie alla designazione dei rappresentanti (nel cds, ndr) presso la gerenza e/o il consiglio di sorveglianza, in particolare nell’inviare congiuntamente a Lagardere nei 10 giorni lavorativi successivi al presente avviso una domanda scritta amichevole di convocazione dell’assemblea’. L’accordo annunciato oggi da Vivendi e Amber prevede che la società che fa capo a Bollore’ abbia un rappresentante nel cds Lagardere, mentre il fondo attivista punta a tre rappresentanti.

Se da parte della Lagardère arrivasse un rifiuto alla convocazione dell’assemblea, precisa il patto tra Vivendi e Amber, “ciascuna delle parti avrà facoltà di rivolgersi alla giustizia” per ottenere la convocazione. L’impegno di voto tra i due aderenti al patto “e’ limitato all’assemblea generale a cui saranno sottoposte tali risoluzioni (per l’elezione dei rappresentanti al cds e la revoca di attuali membri, ndr) e terminerà immediatamente dopo l’assemblea”. Il testo dell’accordo sottolinea in effetti che le parti “non intendono agire di concerto nei confronti di Lagardère, che non intendono esercitare i loro diritti di voto nella Lagardère per attuare una politica comune” e che “non condivideranno informazioni, ne’ cercheranno di armonizzare le loro decisioni prima delle assemblee generali o per le riunioni del consiglio di sorveglianza”. Il patto, che ha una durata prevista di 5 anni, decadrà nel momento in cui uno dei due contraenti cesserà di detenere meno del 10% del capitale di Lagardère. Il comunicato diffuso da Amber evidenzia poi che “il patto non crea alcun accordo tra i firmatari sulla strategia e il controllo di Lagardère”.

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