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Perché si è dimesso il collegio sindacale di Olidata (con i conti in rosso)

Nuova bufera su Olidata. Tutti i dettagli

 

Il collegio sindacale di Olidata ha rassegnato ieri le dimissioni irrevocabili con effetto immediato dalla carica ricevuta dall’assemblea dei soci con delibera del 13 aprile 2018 di Olidata indicando che “in considerazione di manifesta e perdurante incertezza e difficoltà senza che siano in vista interventi immediati, non è più possibile per il Collegio Sindacale proseguire nell’incarico”.

Il presidente Riccardo Tassi – si legge nella nota della società – “provvederà a convocare l’assemblea per l’approvazione dei bilanci e per la nomina delle nuove cariche dell’organo amministrativo e del collegio sindacale giunti a formale scadenza con l’approvazione degli stessi”.

A fine 2019 erano stati i revisori di Olidata a gettare la spugna.

Ecco il passaggio saliente di Audiredi sui conti dei primi sei mesi di Olidata, società attiva nell’Ict con sede a Cesena: “La società di revisione ha evidenziato l’impossibilita’ di esprimere un giudizi, sulla conformita’ al principio contabile internazionale applicabile per l’informativa finanziaria infrannuale (IAS 34) adottato dall’Unione Europea, del Bilancio consolidato semestrale abbreviato del Gruppo Olidata al 30 giugno 2019 a causa degli effetti connessi alle incertezze descritte nel paragrafo ‘Elementi alla base della dichiarazione di impossibilita’ di esprimere delle conclusioni’. Le criticita’ descritte quali elementi alla base della dichiarazione di Audirevi richiamano in particolare ‘le condizioni sospensive all’efficacia degli accordi con due nuovi soggetti investitori contenute nelle LOI sottoscritte dalla Societa’ capogruppo con gli investitori industriali, le quali costituiscono un’incertezza circa il buon esito del nuovo Piano industriale e pertanto rappresentano una limitazione della continuità aziendale”.

La lettera di Audiredi giunse dopo i conti del primo semestre del 2019, periodo chiuso con ricavi per 1,67 milioni di euro e una perdita netta di 975mila euro. A fine giugno 2019 la posizione finanziaria netta era negativa per 1,85 milioni di euro, mentre il patrimonio netto era positivo per 3,97 milioni di euro.

I dati sono ulteriormente peggiorati.

Ecco che cosa emerge dal comunicato stampa di Olidata dello scorso febbraio:

A seguito di specifica richiesta della CONSOB formulata a Olidata S.p.A. (di seguito anche “la Società”), mediante lettera del 22 aprile 2010, ai sensi dell’art. 114, comma 5, del D. Lgs. n. 58/98 e relativa alla pubblicazione mensile di informazioni rilevanti sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria della Società, si precisa quanto segue.

1. Posizione finanziaria netta della Società con evidenziazione delle componenti a breve separatamente da quelle a medio-lungo termine.

La Posizione finanziaria netta della Società al 31 gennaio 2021 è negativa di Euro 188 mila ed è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al 31 dicembre 2020. La Società ha reso noto in data 29 dicembre 2017, che, a seguito dell’ottenimento della totale adesione dei creditori sociali al Piano di risanamento ex art. 67, C.3, lettera D) R.D. n. 267/1942, ha perfezionato l’operazione di vendita dell’immobile di proprietà sito in Cesena (FC) Via Fossalta, 3055, al Gruppo industriale cesenate Camac. Le risorse finanziarie rivenienti dall’atto di dismissione dell’immobile, avvenuto in data 28 dicembre 2017, hanno permesso il perfezionamento di accordi stragiudiziali con tutti i creditori ricompresi nell’ambito della Procedura ex art 67 C.3, lettera D) R.D. n.267/1942 (la “Manovra”), approvata in data 27 dicembre 2017 dall’allora Liquidatore unico Sig. Riccardo Tassi ed attestata dal Dott. Maurizio Dorigo presso lo Studio Notarile Porfiri di Cesena in data 28 dicembre 2017. L’obiettivo della Manovra consiste nel soddisfare, nelle misure previste, tutti i creditori della Società nell’arco temporale 2017-2021. Di seguito viene riportato il dettaglio delle variazioni finanziarie nell’ultimo periodo di riferimento:

2. Posizioni debitorie scadute ripartite per natura (finanziaria, commerciale, tributaria, previdenziale e verso dipendenti) e le connesse eventuali iniziative di reazione dei creditori del gruppo (solleciti, ingiunzioni, sospensioni della fornitura, ecc.).

Al 31 dicembre 2020 risultano le seguenti posizioni debitorie scadute ripartite per natura

Le posizioni debitorie commerciali, comprendono i seguenti effetti passivi:

  • Euro 386 mila nei confronti di Poste Italiane S.p.A.
  • Euro 349 mila nei confronti di Consip/Finworld
  • Euro 228 mila nei confronti di Consip S.p.A.
  • Euro 162 mila nei confronti di Audirevi S.p.A.
  • Euro 150 mila nei confronti di Titi Dott. Fabio
  • Euro 135 mila nei confronti di Kreston RS S.r.l.
  • Euro 103 mila nei confronti di Baker & Mckenzie
  • Euro 92 mila nei confronti di Kaufmann & Partners, S.L.U.
  • Euro 89 mila nei confronti di Dismano District S.r.l.
  • Euro 84 mila nei confronti di Tiscini Prof. Riccardo
  • Euro 82 mila nei confronti di Microsoft Ireland Op. Lim.
  • Euro 78 mila nei confronti di Studio Serafini S.r.l.
  • Euro 66 mila nei confronti di Succi Dott.ssa Tecla
  • Euro 43 mila nei confronti di Padovano Avv. Raffaele
  • Euro 40 mila nei confronti Studio Notaio Porfiri
  • Euro 36 mila nei confronti di Bondi Dott. Stefano
  • Euro 35 mila nei confronti di Gim Legal STA S.r.l.
  • Euro 30 mila nei confronti di Maina Consulting Srls
  • Euro 29 mila nei confronti di CFO Centre Italy S.r.l.
  • Euro 28 mila nei confronti di Computershare S.p.A.
  • Euro 28 mila nei confronti di Turci Dott. Samuele
  • Euro 27 mila nei confronti di Coveri Dott. Alberto
  • Euro 23 mila nei confronti di Banca Finnat Euramerica S.p.A.
  • Euro 21 mila nei confronti di BT Italia S.p.A.
  • Euro 20 mila nei confronti di Pullano Dott. Domenico
  • Euro 19 mila nei confronti di Milanesi Dott.ssa Stefania
  • Euro 19 mila nei confronti Marcobi Gualtiero
  • Euro 18 mila nei confronti di Studio Legale Stufano Gigantino
  • Euro 16 mila nei confronti di Anconelli Avv. Paolo
  • Euro 16 mila nei confronti di Consip S.p.A
  • Euro 15 mila nei confronti di Studio Associato Venturi
  • Euro 12 mila nei confronti di Interoute S.p.A.
  • Euro 12 mila nei confronti di Rolli Avv. Marta
  • Euro 12 mila nei confronti di Rolli Avv. Rita
  • Euro 11 mila nei confronti di Lanfluid Sistemi S.r.l.
  • Euro 11 mila nei confronti di Masini Dott. Andrea
  • Euro 10 mila nei confronti di Redifin S.p.A.
  • Euro 10 mila nei confronti di Anconelli Avv. Giordano
  • Euro 9 mila nei confronti di Spafid Connect S.p.A.
  • Euro 7 mila nei confronti di Studio dei Notai Ruben Israel
  • Euro 7 mila nei confronti di Cura Gas & Power S.p.A.
  • Euro 7 mila nei confronti di Sorgenia S.p.A.
  • Euro 6 mila nei confronti di Studio Notarile Associato Maltoni – Scozzoli
  • Euro 6 mila nei confronti di Berqui S.r.l.
  • Euro 5 mila nei confronti di Bizplace Holding Srl
  • Euro 5 mila nei confronti di PC Engines GMBH
  • Euro 5 mila nei confronti di I.B.S. Vigilanza S.r.l.
  • Euro 5 mila nei confronti di TFA Service Srl
  • Euro 4 mila nei confronti di Zinca S.r.l.
  • Euro 4 mila nei confronti di Ingram Micro S.r.l.
  • Euro 4 mila nei confronti di ABC Solutions S.r.l.
  • Euro 4 mila nei confronti di Montonati Silvio
  • Euro 4 mila nei confronti di Monte Titoli S.p.A.
  • Euro 3 mila nei confronti di WIND TRE S.p.A.
  • Euro 3 mila nei confronti di Antonelli Dott.ssa Cristina
  • Euro 3 mila nei confronti di BIT Market Services S.p.A.
  • Euro 3 mila nei confronti di LAMED S.r.l.
  • Euro 3 mila nei confronti di Toscano Avv. Vincenzo
  • Euro 3 mila nei confronti di Nicora Alberto S.r.l.
  • Euro 3 mila nei confronti di Studio Paci & C. S.r.l.
  • Euro 3 mila nei confronti di Esprinet S.p.A.
  • Euro 3 mila nei confronti di Visibilia Concessionaria S.r.l.
  • Euro 3 mila nei confronti di Valida GMBH
  • Euro 1 mila nei confronti di De Simone Maurizio
  • Euro 1 mila nei confronti di Il Solco Srl

L’importo residuo di Euro 70 mila è riferibile a vari debiti, ciascuno di importo non rilevante.

Come innanzi riportato, la Società ha perfezionato accordi stragiudiziali con tutti i creditori ricompresi nell’ambito di un Piano di Risanamento ex art 67 C.3, lettera D) R.D. n.267/1942, attestato in data 28 dicembre 2017 ma, allo stato attuale, non sono stati rispettati i termini di pagamento con la maggior parte dei creditori nell’elenco sopra riportato. Si segnala inoltre che la Società ha raggiunto ulteriori accordi con i creditori medesimi e con i restanti per ridefinire e riscadenzare il debito, ma per alcune posizioni non sono stati rispettati i nuovi termini di pagamento, già scaduti al 31 gennaio 2021, per mancanza di liquidità.

In merito alle suddette posizioni debitorie commerciali scadute al 31 gennaio 2021, la Società ha ricevuto solleciti e ingiunzioni di pagamento da diversi creditori a fronte dei quali sono in corso contatti e trattative ai fini di un nuovo riscadenzamento del debito. In particolare, la Società rappresenta i colloqui in corso con il creditore Poste Italiane S.p.A. i cui legali in data 26 giugno 2019 hanno inviato alla Società una richiesta di pagamento e un invito a prendere contatti al fine di definire congiuntamente la soluzione del contenzioso. Si ricorda che il credito originariamente ammontava a Euro 4.385 mila (prima dell’accordo di stralcio ricompreso nel Piano di Risanamento ex art 67 C.3, lettera D) R.D. n.267/1942). Si segnalano inoltre i seguenti Atti Giudiziari: – in data 19 novembre 2019, la Società ha ricevuto la notifica relativa all’emissione di un decreto ingiuntivo da parte dell’Ufficio del Giudice di pace di Lecce a seguito di apposito ricorso presentato dai legali del creditore De Simone Maurizio, relativo al pagamento di una somma pari a Euro 3.418,80 (oltre spese legali e interessi) di cui la Società ha già versato, come da accordi col creditore, la somma di Euro 2.279,20.

In data 17 febbraio 2021 la Società ha ricevuto la notifica relativa ad atto di precetto limitatamente ad Euro 2.080,32 oltre a interessi.

– in data 16 gennaio 2020 ha ricevuto la notifica relativa all’emissione di un Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo con pedissequo precetto da parte del Tribunale di Forlì a seguito di apposito ricorso presentato dal legale del creditore Studio Serafini Srl, relativo al pagamento di una somma pari a Euro 30.000,00 (oltre spese legali e interessi quantificati in Euro 2.307,00); a causa dell’epidemia “covid 19-coronovirus” il pignoramento richiesto non è stato eseguito, pertanto in data 18 settembre 2020 è stato notificato alla società atto di precetto in rinnovazione per complessivi Euro 32.307,00 oltre interessi al quale ha fatto seguito in data 27 novembre 2020 la notifica dell’atto di pignoramento presso terzi ex art. 543 c.p.c.;

– in data 31 gennaio 2020 ha ricevuto la notifica relativa all’emissione di un Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo con pedissequo precetto da parte del Giudice di Pace di Forlì a seguito di apposito ricorso presentato dal legale del creditore Il Solco Scarl, relativo al pagamento di una somma pari a Euro 825,00 (oltre spese legali e interessi quantificati in Euro 1.146,89) a cui ha fatto seguito in data 19 novembre 2020 la notifica di atto di precetto in rinnovazione;

– in data 4 febbraio 2020 ha ricevuto la notifica relativa all’emissione di un Decreto ingiuntivo da parte del Giudice di Pace di Monza a seguito di apposito ricorso presentato dal legale del creditore Esprinet S.p.A., relativo al pagamento di una somma pari a Euro 2.737,42 (oltre spese legali e interessi quantificati in Euro 1.191,44); successivamente in data 23 giugno 2020 è stato notificato atto di precetto per complessivi Euro 4.652,31 oltre interessi;

– in data 21 maggio 2020 ha ricevuto la notifica relativa all’emissione di un Decreto ingiuntivo da parte del Tribunale ordinario di Milano a seguito di apposito ricorso presentato dal legale del creditore Studio dei notai Ruben Israel e Elena Terrenghi, relativo al pagamento di una somma pari a Euro 7.213,94 (oltre spese legali e interessi); il predetto decreto, in difetto di opposizione nei termini, è stato dichiarato esecutivo con decreto del Tribunale di Milano del 28 agosto 2020 e pubblicato in data 3 settembre 2020, pertanto, in data 8 settembre 2020, è stato notificato alla società atto di precetto per complessivi Euro 11.329,34 a cui ha fatto seguito in data 09 dicembre 2020 la notifica di ulteriore atto di precetto per complessivi Euro 11.489,38;

– in data 09 luglio 2020 ha ricevuto la notifica relativa all’emissione di un Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo e contestuale notifica di atto di precetto da parte del Tribunale di Milano a seguito di apposito ricorso presentato dal legale del creditore Computershare S.p.A., relativo al pagamento di una somma pari a Euro 18.345,53 (oltre spese legali e interessi quantificati in Euro 2.865,79) a cui ha fatto seguito in data 20 gennaio 2021 la notifica di atto di precetto in rinnovazione per la somma complessiva di Euro 21.995,46;

– in data 14 luglio 2020 ha ricevuto la notifica relativa all’emissione di un Decreto ingiuntivo da parte del Tribunale di Roma a seguito di apposito ricorso presentato dall’Avvocatura Generale dello Stato nell’interesse di Consip S.p.A. contro Olidata S.p.A. quale debitore principale e Finworld S.p.A. in fallimento quale debitore in solido, relativo al pagamento di una somma pari a Euro 349.252,07 (oltre interessi quantificati in Euro 3.534,15 e spese legali) a titolo di risarcimento per il mancato adempimento nell’esecuzione delle obbligazioni derivanti dalla Convenzione per la fornitura di Personal Computer Desktop a ridotto impatto ambientale e dei servizi connessi per le Pubbliche Amministrazioni ed. 13 – lotto n. 2;

– in data 18 settembre 2020 ha ricevuto la notifica relativa all’emissione di un Decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo da parte del Giudice di Pace di Forlì e contestuale notifica di atto di precetto a seguito di apposito ricorso presentato dal legale del creditore S.I.C. S.r.l., relativo al pagamento di una somma pari a Euro 976,00 (oltre spese legali e interessi quantificati in Euro 581,96); in data 16 dicembre 2020 si è fatto seguito con la notifica di atto di pignoramento presso terzi per complessivi Euro 2.336,94; la società ha recentemente raggiunto un accordo con il creditore e ha provveduto a versare quanto stabilito a saldo e stralcio della posizione.

Per quanto concerne la posizione tributaria, tale debito corrisponde principalmente al residuo Iva al 31 dicembre 2018 scaduto il 16 gennaio 2019. A tal proposito, si rileva che uno dei fornitori della Società il cui credito, a fine 2017, è stato oggetto di stralcio, a seguito del deposito del Piano di risanamento predisposto e attestato ai sensi dell’art. 67 L.F., ha esercitato la facoltà di cui all’art. 26 del DPR 633/72 per il recupero dell’iva originariamente applicata a titolo di rivalsa sulle fatture oggetto del succitato stralcio, generando in tal modo un debito Iva per la Società.

In merito alla posizione previdenziale, verso i dipendenti e verso gli Amministratori, la Società rappresenta la sospensione di tali pagamenti causa la mancanza di liquidità. In particolare, si segnala che la Società ha ricevuto:

– in data 27 novembre 2019 la notifica relativa all’emissione di un decreto ingiuntivo da parte del Tribunale Civile di Forlì – Giudice Unico del Lavoro – a seguito di apposito ricorso presentato dal legale di un dipendente, licenziatosi per giusta causa, relativo al pagamento di una somma lorda pari a Euro 17.860,60 e netta Euro 14.271,75 (oltre spese legali e interessi). Successivamente in data 28 aprile 2020 è stato notificato atto di precetto per complessivi Euro 19.511,17 lordi e Euro 15.922,32 netti oltre interessi al quale ha fatto seguito in data 29 maggio 2020 la notifica dell’atto di pignoramento presso terzi ex art. 543 c.p.c.. Quest’ultimo atto è risultato solo parzialmente positivo, pertanto, è stato proposto un ulteriore pignoramento presso terzi notificato alla Società in data 25 giugno 2020. In data 10 luglio 2020 si è tenuta l’udienza avanti al Tribunale di Forlì con l’assegnazione di tutte le somme disponibili e conseguente estinzione delle procedure. In data 9 settembre 2020 è stato notificato atto di precetto in rinnovazione per il residuo maggior credito vantato pari a Euro 17.928,21 lordi e Euro 14.709,44 netti a cui ha fatto seguito in data 03 novembre 2020 la notifica da parte del Tribunale di Forlì dell’esecuzione mobiliare con vendita post legge 80; in data 13 gennaio 2021 il Tribunale di Forlì – Sezione esecuzioni mobiliari ha notificato alla società il provvedimento di nomina di I.V.G. Forlì quale custode dei beni pignorati e la fissazione della prima udienza di comparizione delle parti;

– in data 29 giugno 2020 la notifica relativa all’emissione di un verbale di diffida accertativa per crediti patrimoniali da parte dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ravenna-Forlì-Cesena ai sensi dell’art. 12, D.Lgs. 23 aprile 2004, n. 124 a seguito di accertamento su dipendente, licenziatosi per giusta causa, relativo al pagamento di una somma netta pari a Euro 28.960,38; la diffida è stata poi convalidata con provvedimento notificato in data 28 agosto 2020 che ha attribuito alla stessa valore di accertamento tecnico con efficacia di titolo esecutivo a cui ha fatto seguito in data 22 ottobre 2020 la notifica del ricorso per ingiunzione di pagamento provvisoriamente esecutivo con pedissequo precetto da parte del Tribunale di Forlì – Giudice Unico del Lavoro per Euro 56.657,63 lordi, oltre spese legali e interessi quantificati in Euro 2.215,18, e quindi per complessivi Euro 58.872,81; in data 10 dicembre 2020 si è fatto seguito con la notifica del ricorso per intervento nell’esecuzione mobiliare con vendita post legge 80 pendente innanzi al Tribunale di Forlì promosso da altri dipendenti procedenti;

– in data 30 giugno 2020 la notifica relativa all’emissione di un verbale di diffida accertativa per crediti patrimoniali da parte dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ravenna-Forlì-Cesena ai sensi dell’art. 12, D.Lgs. 23 aprile 2004, n. 124 a seguito di accertamento su dipendente, licenziatosi per giusta causa, relativo al pagamento di una somma netta pari a Euro 14.194,54; la diffida è stata poi convalidata con provvedimento notificato in data 28 agosto 2020 che ha attribuito alla stessa valore di accertamento tecnico con efficacia di titolo esecutivo a cui ha fatto seguito atto di precetto per complessivi Euro 18.785,78 lordi e Euro 14.522,84 netti, notificato in data 23 settembre 2020; in data 16 dicembre 2020 si è fatto seguito con la notifica del ricorso per intervento nell’esecuzione mobiliare con vendita post legge 80 pendente innanzi al Tribunale di Forlì promosso da altri dipendenti procedenti;

– in data 03 luglio 2020 la notifica relativa all’emissione di un verbale di diffida accertativa per crediti patrimoniali da parte dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Ravenna-Forlì-Cesena ai sensi dell’art. 12, D.Lgs. 23 aprile 2004, n. 124 a seguito di accertamento su dipendente, licenziatosi per giusta causa, relativo al pagamento di una somma netta pari a Euro 10.925,08; la diffida è stata poi convalidata con provvedimento notificato in data 28 agosto 2020 che ha attribuito alla stessa valore di accertamento tecnico con efficacia di titolo esecutivo a cui ha fatto seguito atto di precetto per complessivi Euro 23.636,91 lordi e Euro 11.253,38 netti, notificato in data 9 settembre 2020 e successivamente in data 03 novembre 2020 la società ha ricevuto dal Tribunale di Forlì la notifica dell’esecuzione mobiliare con vendita post legge 80; a cui ha fatto seguito in data 19 novembre 2020 la notifica di atto di precetto in rinnovazione; in data 13 gennaio 2021 il Tribunale di Forlì – Sezione esecuzioni mobiliari ha notificato alla società il provvedimento di nomina di I.V.G. Forlì quale custode dei beni pignorati e la fissazione della prima udienza di comparizione delle parti;

– in data 14 luglio 2020 la richiesta di pagamento e costituzione in mora ex art. 1219 c.c. da parte di un dipendente ed ex amministratore per la somma complessiva di Euro 57.473,01.

Si segnala infine un Finanziamento scaduto il 31.05.2019 di euro 100.000 (per il quale la Società ha ottenuto tacita proroga) e un ulteriore Finanziamento di terzi scaduto di Euro 35.000.

3. I rapporti verso le parti correlate della Società e del gruppo ad essa facente capo.

Con riferimento alle operazioni con parti correlate si riportano nella seguente tabella riepilogativa i rapporti in essere al 31 dicembre 2020:

Come reso noto con Comunicato del 29 giugno 2018, Olidata S.p.A. ha perfezionato in data 28 giugno 2018 l’acquisto della totalità del capitale azionario di Italdata S.p.A., azienda attiva nell’Information Technology, con una forte specializzazione nello sviluppo di servizi e soluzioni IoT (Internet of Things) in ambito Smart Cities e Smart Mobility. Alla data del 31 gennaio 2021 non sono intervenute transazioni economico/finanziarie con la suddetta società.

4. Ulteriori informazioni.

Si rappresenta che, per effetto del mancato perfezionamento dell’aumento di Capitale (deliberato dall’Assemblea straordinaria dei Soci del 2 maggio 2019 per l’ammontare massimo di euro 30.000.000,00 da collocarsi, sottoscriversi e versarsi entro il termine ultimo del 31 maggio 2019), imputabile al mancato raggiungimento – nei termini – degli accordi sottostanti con talune controparti, la Società non ha superato importanti criticità finanziarie costringendola al mancato rispetto, negli originari termini, di taluni pagamenti sottostanti il Piano ex art. 67 LF sottoscritto in data 28 dicembre 2017 così come sopra riportato.

Sono pertanto in corso contatti e trattative con i creditori ai fini dello riscadenzamento del debito, taluni dei quali già accordati. In considerazione del mancato perfezionamento del citato aumento di Capitale, la Società ha proceduto a rettificare parzialmente il Piano Industriale che era stato approvato dal Consiglio di Amministrazione del 20 dicembre 2018 e tale nuovo Piano è stato approvato in data 23 agosto 2019. Nei mesi di luglio e agosto 2019 la Società – anche al fine di esprimere i primi risultati concreti rispetto agli obiettivi evidenziati nel nuovo Piano Industriale – ha quindi proceduto a sottoscrivere due Lettere di Intento (“Letters Of Intent” o anche “LOI”) con due importanti player industriali in base alle quali tali due realtà hanno manifestato insieme ad Olidata la comune volontà di procedere ad una aggregazione in un unico Gruppo in linea col nuovo Piano Industriale.

Nelle more della sottoscrizione delle suddette Lettere di Intento, che contemplano condizioni sospensive legate al preliminare reperimento di nuovi capitali finalizzati al rafforzamento patrimoniale di Olidata e delle due realtà firmatarie delle LOI, Olidata, in collaborazione con tali partner, ha predisposto il suddetto nuovo Piano Industriale, che fungerà da veicolo per reperire le citate potenziali risorse finanziarie con le quali verranno realizzate le condizioni sospensive (che prevedono il totale esdebitamento di Olidata) connesse alle suddette LOI e quindi, sempre secondo le intenzioni, verrà realizzata l’aggregazione in un unico Gruppo. Si segnala inoltre che l’Assemblea Straordinaria dei Soci del 10 gennaio 2020 ha deliberato di attribuire, ai sensi dell’art. 2443 del codice civile, al Consiglio di Amministrazione, la facoltà di aumentare il Capitale Sociale a pagamento in una o più volte, in via scindibile, parte in denaro e parte con apporto di beni in natura, entro il periodo di tre anni dalla data della deliberazione, mediante emissione di nuove azioni ordinarie aventi le stesse caratteristiche di quelle in circolazione e godimento regolare da offrire in opzione agli aventi diritto per la parte in denaro, e con esclusione del diritto di opzione, ai sensi dell’art. 2441, commi 4, 5 e 6, del Codice Civile, per la parte in natura, per un importo massimo, comprensivo di eventuale sovrapprezzo, di Euro 7 milioni, con ogni più ampia facoltà per il Consiglio di Amministrazione di stabilire, di volta in volta, nel rispetto dei limiti sopra indicati, il numero ed il prezzo di emissione delle nuove azioni, comprensivo dell’eventuale sovrapprezzo, nonché le modalità, i termini, i tempi e le condizioni tutte per l’esecuzione dell’aumento di Capitale.

L’Assemblea ha conseguentemente deliberato di modificare l’articolo 4 dello statuto sociale per prevedere e introdurre la possibilità di apporto a Capitale sociale anche di beni in natura. L’aumento di capitale programmato, deve intendersi strumentale e propedeutico e quindi collegato, al Progetto ed al relativo Piano industriale adottato dalla Società. In data 6 Maggio 2020 il Consiglio di Amministrazione di Olidata S.p.A. è stato chiamato a deliberare in merito ad alcune manifestazioni di interesse pervenute relativamente alla sottoscrizione dell’aumento di capitale di Euro 7.000.000, e lo stesso Consiglio ha deliberato l’emissione di numero 22.000.000 nuove azioni al prezzo di € 0,10, di cui numero 17.000.000 a favore di un gruppo imprenditoriale laziale, riconducibile al Dott. Antonio Di Murro, la cui offerta vincolante prevedeva l’impegno al versamento entro il 15 Maggio 2020.

In data 30 giugno 2020, si è riunito il Consiglio di Amministrazione, che, prendendo atto del mancato perfezionamento dell’offerta vincolante da parte del Sig. Antonio Di Murro, ha deciso di attuare tutte le azioni a tutela della Società e dei suoi azionisti.

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