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Perché Pfizer scommette su Valneva

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Il colosso farmaceutico Pfizer investirà 90,5 milioni di euro nella società francese di vaccini Valneva per portare avanti la partnership sul vaccino contro la malattia di Lyme. Tutti i dettagli

 

Pfizer investirà 90,5 milioni di euro nell’azienda francese di vaccini Valneva per l’acquisto di una quota dell’8,1%. Le due case farmaceutiche hanno annunciato che porteranno avanti la partnership contro la malattia di Lyme, a cui verrà riservato un aumento di capitale.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO

Con un comunicato stampa, Pfizer ha annunciato che acquisterà l’8,1% di Valneva al prezzo di 9,49 euro per azione, per un investimento totale di 90,5 milioni di euro, attraverso un aumento di capitale riservato per supportare ulteriormente la partnership strategica tra le due società sul vaccino sperimentale per malattia di Lyme.

Il closing è previsto per il 22 giugno 2022.

LA REAZIONE DELLA BORSA

Nella mattinata di ieri, le azioni di Valneva, scrive Investing, hanno reagito con un forte rialzo, arrivando a guadagnare il 14,5% a 9,09 euro nei primi scambi.

LA MALATTIA DI LYME

La malattia o borreliosi di Lyme, si legge sul sito dell’Istituto superiore di sanità (Iss), deve il nome all’omonima cittadina americana in cui fu descritto il primo caso nel 1975. È un’infezione trasmessa dalle zecche e causata dalla spirocheta Borrelia spp.

L’infezione, di origine batterica, colpisce prevalentemente la pelle, le articolazioni, il sistema nervoso e gli organi interni. Può manifestarsi con sintomi gravi, persistenti e, se non viene curata, assume un decorso cronico.

Dal momento che gli esami di laboratorio non sono sempre in grado di confermare o escludere in modo definitivo la malattia, spiega l’Iss, la decisione di iniziare il trattamento antibiotico dovrebbe essere presa sulla base della diagnosi clinica e dei dati anamnestici ed epidemiologici.

VACCINI E CURE

Negli Stati Uniti sono disponibili vaccini contro la malattia di Lyme ottenuti con tecniche di ingegneria genetica, ma se ne raccomanda la somministrazione solo alle persone di età compresa tra 15 e 70 anni che risiedono, lavorano o trascorrono per attività ricreative gran parte della giornata in zone infestate da zecche infette.

In Italia e in Europa, tuttavia, questi vaccini non sono attualmente utilizzabili, perché negli Usa è presente solo l’agente patogeno B.burgdorferi sensu strictu, mentre in Europa sono presenti tutte le genospecie di Borrelie, che sono distinte tra loro dal punto di vista antigenico.

“La malattia di Lyme continua a gravare pesantemente sui Paesi del Nordamerica e dell’Europa, con una stima di 600.000 casi all’anno in entrambe le regioni”, ha dichiarato Kathrin U. Jansen, vicepresidente e responsabile ricerca e sviluppo vaccini di Pfizer.

IL VACCINO CONTRO LA MALATTIA DI LYME

Valneva, che sta anche lavorando a un vaccino anti Covid-19, utilizzerà i proventi dell’investimento azionario di Pfizer per sostenere lo sviluppo della fase 3 del programma per contrastare la malattia di Lyme attraverso il vaccino sperimentale VLA15.

Come già annunciato lo scorso aprile, Pfizer prevede di avviare lo studio di Fase 3 di VLA15 nel terzo trimestre del 2022.

“L’investimento di Pfizer in Valneva evidenzia la qualità del lavoro che abbiamo svolto insieme negli ultimi due anni ed è un forte riconoscimento dell’esperienza di Valneva in materia di vaccini”, ha commentato Thomas Lingelbach, Ceo di Valneva.

“La malattia di Lyme – ha continuato il Ceo – si sta diffondendo e rappresenta un’elevata esigenza medica insoddisfatta che ha un impatto sulla vita di milioni di persone nell’emisfero settentrionale. Non vediamo l’ora di approfondire lo studio del nostro candidato VLA15 nella Fase 3, che potenzialmente ci porterà un passo più vicino a contribuire a proteggere adulti e bambini da questa malattia devastante”.

I TERMINI DELL’ACCORDO SUL VACCINO

Le due aziende, fa sapere Teleborsa, hanno stipulato un Equity Subscription Agreement e hanno aggiornato i termini del loro contratto di collaborazione e licenza per il candidato vaccino.

Valneva, si legge nella nota, finanzierà ora il 40% dei restanti costi di sviluppo condivisi rispetto al 30% dell’accordo iniziale. Pfizer pagherà a Valneva royalties a più livelli che vanno dal 14 al 22%, rispetto alle royalties a partire dal 19% dell’accordo iniziale.

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