“Dopo un’attenta valutazione delle attuali esigenze aziendali di Oracle, abbiamo deciso di eliminare il tuo ruolo nell’ambito di un più ampio cambiamento organizzativo. Di conseguenza, oggi è il tuo ultimo giorno di lavoro”. È stato il buongiorno riservato ieri a un numero non ben definito di dipendenti del colosso tecnologico del milionario Larry Ellison.
La mossa – ormai quasi all’ordine del giorno tra le Big Tech – è dovuta alla stretta di liquidità che Oracle si trova ad affrontare a causa della sua aggressiva espansione nelle infrastrutture di data center per l’intelligenza artificiale, la quale non sta sostituendo i lavoratori ma i soldi che servono a finanziarla sì.
DOVE TAGLIA ORACLE
Le notifiche, riferisce Business Insider, sono state inviate nelle prime ore della giornata e hanno colpito dipendenti in diverse aree geografiche e divisioni aziendali, tra cui Oracle Health, Sales, Cloud, Customer Success e NetSuite.
Secondo testimonianze interne e post pubblicati sui social, i licenziamenti riguardano figure senior come ingegneri, architetti, responsabili operativi e specialisti tecnici. “Le persone coinvolte non sono state licenziate per qualcosa che hanno fatto o non fatto”, ha scritto un manager, sottolineando come i tagli non siano legati alle performance.
I NUMERI E L’IMPATTO
Oracle, che contava circa 162.000 dipendenti a tempo pieno a maggio 2025, avrebbe già coinvolto migliaia di lavoratori, con alcune stime che, stando a Bbc, parlano di circa 10.000 posti tagliati. In un caso specifico, l’azienda ha comunicato il licenziamento di 491 dipendenti tra lo Stato di Washington e Seattle, con effetto dal 1° giugno, nell’ambito di una “riduzione della forza lavoro e altre cessazioni”.
Secondo analisti di TD Cowen, un ridimensionamento tra 20.000 e 30.000 dipendenti potrebbe generare tra 8 e 10 miliardi di dollari di flusso di cassa libero aggiuntivo.
I MOTIVI DIETRO I LICENZIAMENTI
Alla base della riorganizzazione, spiega Cnbc, ci sono le crescenti pressioni finanziarie legate agli investimenti nell’intelligenza artificiale. Oracle ha annunciato a gennaio un piano da 50 miliardi di dollari tra debito e capitale proprio per sostenere lo sviluppo delle infrastrutture.
Secondo le stime di Wall Street, scrive Quartz, questi investimenti potrebbero mantenere il flusso di cassa in territorio negativo per diversi anni, con ritorni attesi intorno al 2030.
In un documento ufficiale, la società ha inoltre indicato costi fino a 2,1 miliardi di dollari per il piano di ristrutturazione fiscale 2026, in gran parte legati alle buonuscite.
IL RUOLO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Oracle continua a rafforzare la propria presenza nell’IA, sia attraverso infrastrutture proprietarie sia tramite partnership strategiche, tra cui quella con OpenAI. Stando a Cnbc, un accordo ha contribuito a far crescere le obbligazioni di performance residue fino a oltre 450 miliardi di dollari, superando successivamente i 553 miliardi.
“La domanda di infrastrutture per l’IA, sia GPU che CPU, continua a superare l’offerta”, ha dichiarato il co-Ceo Clay Magouyrk durante una recente call sui risultati. Parallelamente, i dirigenti hanno evidenziato come l’uso interno di strumenti di IA consenta a un numero ridotto di dipendenti di gestire volumi maggiori di lavoro.
REAZIONE DEI MERCATI E CONTESTO SETTORIALE
A differenza di chi ha ricevuto l’email, la notizia dei licenziamenti è stata accolta positivamente dai mercati. Il titolo Oracle infatti è salito di circa il 5% nel corso della giornata, pur rimanendo in calo tra il 25% e il 29% dall’inizio dell’anno.
Ma Oracle non è la sola. Il caso si inserisce in una tendenza più ampia del settore tecnologico, con oltre 70 aziende che hanno tagliato circa 40.480 posti di lavoro nel 2026, mentre risorse sempre maggiori vengono destinate all’intelligenza artificiale. Aziende come Amazon, Meta e Microsoft hanno intrapreso strategie simili, combinando licenziamenti e aumento degli investimenti in data center e infrastrutture.







