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Perché OpenAI fa ruzzolare SoftBank e Oracle in Borsa

Gli affari di OpenAI non vanno così bene. L'azienda guidata da Sam Altman infatti ha mancato obiettivi chiave relativi a ricavi e numero di utenti, trascinando giù in Borsa titoli che le sono legati come SoftBank e Oracle. Ecco cosa non dice Altman. Fatti, numeri e commenti

 

Tra una guerra legale con Elon Musk e il recente allontanamento da Microsoft, l’Ipo di OpenAI, prevista entro la fine dell’anno, si fa sempre più incerta. Inoltre, un report del Wall Street Journal evidenzia nella software house segnali di debolezza non trascurabili come una crescita di ricavi e nuovi utenti inferiore ai propri obiettivi.

A questo si aggiungerebbero le voci secondo cui la direttrice finanziaria Sarah Friar e il consiglio di amministrazione avrebbero messo in dubbio la saggezza degli ingenti investimenti nei data center a fronte di un rallentamento della crescita.

Friar, scrive il Wsj, ha riferito ad altri dirigenti di temere che la società possa non riuscire a far fronte ai futuri contratti per la capacità di calcolo se i ricavi non cresceranno abbastanza rapidamente.

Motivo per cui la direttrice finanziaria e altri dirigenti stanno ora cercando di contenere i costi e di imporre maggiore disciplina nella gestione, trovandosi però talvolta in contrasto con il Ceo, Sam Altman.

IPO IN BILICO E TENSIONI INTERNE

Negli ultimi mesi, secondo quanto riportato dal Wsj, Friar avrebbe espresso anche riserve sui piani di quotazione entro la fine dell’anno, sottolineando ai dirigenti e al board la necessità di rafforzare i controlli interni e avvertendo che l’azienda non sarebbe ancora pronta a soddisfare gli standard di rendicontazione richiesti a una società pubblica.

In parallelo, OpenAI affronta una fase di instabilità anche sul piano manageriale, dopo che la seconda figura apicale, Fidji Simo, ha preso un congedo medico imprevisto. Sullo sfondo resta inoltre il procedimento legale avviato da Musk, che mira a rimuovere Altman e a contestare la trasformazione dell’azienda in società a scopo di lucro.

TRA OBIETTIVI MANCATI E CONCORRENZA

Stando al report del Wsj, OpenAI avrebbe mancato un obiettivo interno di raggiungere un miliardo di utenti attivi settimanali per ChatGPT entro la fine dell’anno scorso, traguardo che non è stato ancora comunicato ufficialmente, generando preoccupazione tra alcuni investitori. L’azienda avrebbe inoltre fallito il target annuale di ricavi legato a ChatGPT, complice la forte crescita di Gemini di Google, che ha eroso quote di mercato nella parte finale dell’anno. Anche i tassi di abbandono degli abbonati risultano elevati, mentre sul fronte enterprise e coding la concorrenza di Anthropic avrebbe contribuito a una serie di mancati obiettivi mensili nel corso del 2026.

Sul piano dei prodotti, OpenAI ha accelerato su Codex, lo strumento di programmazione in rapida espansione, mentre ha ridimensionato iniziative considerate non strategiche come l’app video Sora. Contemporaneamente è stato rilasciato GPT-5.5, che ha registrato risultati elevati in diversi benchmark di settore.

TERREMOTO SUI MERCATI E TRA GLI INVESTITORI

L’impatto delle notizie su OpenAI ha prodotto effetti anche sui mercati azionari e sui futures statunitensi, con il Nasdaq-100 che ha perso l’1,4%.

Nel comparto tecnologico, riporta Cnbc, Nvidia ha ceduto oltre il 2%, Broadcom più del 4%, AMD quasi il 6%, Intel circa il 4% e Oracle oltre il 7%.

GLI EFFETTI SULL’ECOSISTEMA IA

Le ricadute hanno colpito anche le società direttamente o indirettamente legate all’infrastruttura dell’intelligenza artificiale. Come si legge su Bloomberg, SoftBank ha perso quasi il 10% a Tokyo, mentre CoreWeave e Oracle hanno ceduto oltre il 7% nel pre-market statunitense. Anche Microsoft, Amazon Web Services, Advanced Micro Devices e altri operatori sono considerati esposti in quanto partner o fornitori strategici dell’ecosistema OpenAI.

Nel settore infrastrutturale, GE Vernova e Vertiv Holdings hanno perso oltre il 2,5%, mentre Caterpillar è scesa di circa l’1,5%. Secondo Bloomberg Intelligence, “il mancato raggiungimento degli obiettivi di vendite e utenti avrà “un impatto sull’intero ecosistema dell’infrastruttura IA, con Oracle come il più esposto in termini di rischio per i propri obiettivi finanziari””.

Un paniere di società legate a OpenAI, aggiunge la testata economica, ha inoltre registrato una performance inferiore rispetto ai peer, con una crescita di circa il 75% dalla fine del 2024, contro oltre il 300% di un gruppo analogo legato ad Alphabet.

PREVISIONI INCERTE

Nel contesto di una settimana chiave per le trimestrali, con Alphabet, Amazon, Meta, Microsoft e Apple tra i principali gruppi attesi, gli operatori restano attenti all’impatto del rallentamento della crescita di OpenAI sulle valutazioni del settore tecnologico.

“Ritengo che parte della forza del primo trimestre sia già stata anticipata dal mercato – ha dichiarato John Belton, gestore di portafogli growth presso Gabelli Funds -. Ma i fondamentali restano solidi e le aspettative elevate: è difficile dire come reagiranno i titoli il giorno delle trimestrali in questo contesto. Guardando però al lungo periodo, penso che restino opportunità piuttosto interessanti”.

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