Economia

Perché l’occupazione a maggio è stata frizzante

di

ASSEGNO GARANZIA GIOVANI

Il commento di Paolo Mameli, senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, al dato disoccupazione a maggio

La disoccupazione è calata ben più del previsto a maggio, al 10,7%: si tratta di un minimo da agosto del 2012. Gli occupati sono cresciuti in misura significativa per il terzo mese consecutivo, raggiungendo un nuovo massimo storico (e un record da 10 anni per il tasso di occupazione), in presenza di un tasso di inattività che resta sui minimi storici. Soprattutto, non si tratta solo di contratti temporanei ma anche di occupazione stabile.

Anche il tasso di disoccupazione giovanile è calato, a 31,9% da 32,8% precedente. In sintesi, i dati sul mercato del lavoro di maggio sono molto incoraggianti: negli ultimi mesi stiamo assistendo a una ripresa di vigore dell’occupazione (anche permanente), dopo la frenata vista in precedenza. La disoccupazione è calata assai più del previsto a maggio, al 10,7%. Il dato di aprile è stato rivisto verso il basso a 11% dopo una prima lettura a 11,2%. Si tratta di un minimo da agosto del 2012.

Per il terzo mese consecutivo si è registrato un robusto incremento degli occupati, pari a +114 mila unità (+0,5% m/m). Il livello degli occupati ha raggiunto un nuovo massimo storico a 23 milioni 382 mila unità. Il tasso di occupazione è salito dal 58,4% al 58,6% (record da quasi dieci anni). Nel frattempo, le forze di lavoro hanno continuato ad espandersi, visto l’ulteriore calo degli inattivi, sia pure in minor misura che nei mesi precedenti (-14 mila unità). Il tasso di inattività è rimasto fermo al minimo storico di 34%. Un altro segnale positivo è la significativa crescita nel mese degli occupati dipendenti permanenti: +70 mila unità (+0,5% m/m), l’incremento congiunturale maggiore da due anni e mezzo.

Anche i dipendenti temporanei sono cresciuti, all’incirca in egual misura, mentre gli autonomi hanno corretto dopo aver fatto segnare ad aprile l’incremento mensile massimo degli ultimi sette anni. Su base annua, l’occupazione ha aumentato decisamente velocità, a +457 mila (+2% a/a), un massimo da quando sono disponibili le serie mensili, anche se il miglioramento tendenziale resta interamente confinato ai contratti temporanei (+434 mila unità, +16,5%).

Il tasso di disoccupazione giovanile è calato anch’esso, a 31,9% da 32,8% precedente. Al netto della componente demografica, si conferma il miglior andamento tendenziale per le classi di età estreme (+3% circa sia per i lavoratori più giovani che per quelli più anziani), mentre il gruppo di età intermedio (35-49 anni) resta attardato (+0,9% a/a). In sintesi, i dati sul mercato del lavoro di maggio sono molto incoraggianti: negli ultimi mesi stiamo assistendo a una ripresa di vigore dell’occupazione, dopo la frenata vista in precedenza. Soprattutto, nei dati più recenti non si tratta solo di contratti temporanei ma anche di occupazione stabile.

Questi segnali positivi sono coerenti con il deciso miglioramento delle aspettative delle famiglie sull’occupazione registrato dall’ultima indagine sulla fiducia dei consumatori dell’Istat. Dopo tali dati, rivediamo leggermente al ribasso la nostra stima sul tasso medio di disoccupazione nel 2018, a 10,8% (da 11,3% nel 2017). Per l’anno prossimo, il nostro scenario di base vede un ulteriore calo a 10,2%, tuttavia i rischi su tale previsione sembrano verso l’alto vista l’elevata incertezza sull’andamento del ciclo nel 2019.

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