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Perché l’F-35 non fa brillare troppo i conti di Lockheed Martin

Nel terzo trimestre Lockheed Martin registra un aumento dei ricavi grazie alla domanda per i suoi prodotti militari sostenuta dalle tensioni geopolitiche. Tuttavia, i ricavi del segmento aeronautico sono diminuiti del 5% su base annua mentre la società afferma che i jet F-35 subiscono ritardi nella consegna a causa dell’aumento della domanda.

Trimestrale in chiaroscuro per Lockheed Martin.

Nel terzo trimestre 2023 il colosso della difesa statunitense ha registrato utili netti pari a 1,7 miliardi di dollari, o 6,73 dollari per azione, rispetto a 1,8 miliardi di dollari, o 6,71 dollari per azione, nel terzo trimestre del 2022. Il più grande contractor militare al mondo ha chiuso il trimestre terminato il 24 settembre con un fatturato netto pari a 16,9 miliardi di dollari, rispetto ai 16,6 miliardi di dollari del terzo trimestre del 2022 (+2%). La liquidità derivante dalle operazioni è stata di 2,9 miliardi di dollari (vs 3,1 miliardi di dollari un anno fa), mentre il free cash flow è stato di 2,5 miliardi di dollari (vs rispetto ai 2,7 miliardi di dollari un anno fa).

Tuttavia, Lockheed è ancora ostacolata dalle interruzioni della manodopera e della catena di fornitura legate alla pandemia nel suo segmento aeronautico che produce l’avanzato aereo da caccia F-35. Di conseguenza, le vendite della sua unità aeronautica, la più grande per dimensioni, hanno registrato un calo del 5,2% nel terzo trimestre.

Comunque Lockheed Martin ha confermato l’outlook 2023, con vendite nette tra 66,25 e 66,75 miliardi di dollari e un utile per azione tra 27,00 e 27,20 dollari.

Tutti i dettagli.

LA GUERRA IN UCRAINA SPINGE (ANCORA) LE ENTRATE DI LOCKHEED MARTIN

Le vendite nette trimestrali sono aumentate di circa l’1,78% a 16,88 miliardi di dollari per Lockheed Martin, con sede a Bethesda, nel Maryland.

La guerra in corso in Ucraina ha spinto a rifornire di armi e munizioni come missili a spalla, artiglieria e altri armamenti, fornendo alle società di difesa statunitensi sostanziosi contratti con il Pentagono, segnala Reuters aggiungendo che le armi prodotte da Lockheed Martin, come il sistema di razzi guidati a lancio multiplo Gmlrs e i missili anticarro Javelin, realizzati in collaborazione con la società di difesa RTX, si sono rivelati fondamentali per gli sforzi bellici dell’Ucraina.

Infatti i ricavi dell’unità Missiles and Fire Control, che produce il sistema missilistico di artiglieria ad alta mobilità, sono stati di 2,94 miliardi di dollari, in crescita del 3,8% rispetto all’anno precedente.

CHE SUCCEDE AL DIVISIONE LOCKHEED MARTIN AERONAUTICS, RESPONSABILE DEL PROGRAMMA F-35

Non si può dire lo stesso nel segmento dei ricavi aeronautici di Lockheed Martin diminuiti del 5% su base annua e la società afferma che i jet F-35 subiscono ritardi nella consegna a causa dell’aumento della domanda.

Il mese scorso la società ha tagliato il suo obiettivo di consegna di jet F-35 per l’intero anno a causa dei ritardi dei fornitori e ha ritardato le consegne dei suoi jet Technology Refresh 3 (TR-3) aggiornati, aveva rivelato Reuters. TR-3 è l’aggiornamento critico dell’elettronica di elaborazione del computer dell’F-35. “Il numero di consegne di F-35 nel 2024 dipenderà da quando verrà consegnato il primo velivolo in configurazione TR-3 e dal tempo necessario per completare il processo di accettazione del cliente”, ha affermato il mese scorso la società.

Il caccia di quinta generazione ha ricevuto un aumento della domanda a seguito dell’accresciuta volatilità globale, secondo Bloomberg Intelligence, tuttavia le consegne subiranno ritardi fino all’approvazione del software TR-3 che alimenta la versione più avanzata del jet.

LE PAROLE DEL CEO

“I risultati del nostro terzo trimestre sono stati pari o superiori alle nostre aspettative su tutta la linea, generando 2,5 miliardi di dollari di free cash flow, con quasi il 100% restituito agli azionisti attraverso dividendi e riacquisti di azioni – ha affermato il ceo Jim Taiclet – Il nostro portafoglio ordini rimane solido, pari a 156 miliardi di dollari, poiché sia gli ordini nazionali che quelli internazionali sono stati forti”.

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