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Perché le grandi banche daranno Carige a Bper

Dossier Carige: l’esclusiva di Fitd a Bper, il sollievo delle grandi banche italiane, i piccoli istituti pure contenti per il minore esborso, Credit Agricole al palo (dalla Francia nessun avallo al ramo italiano sull’offerta per la banca ligure). Fatti, numeri e indiscrezioni

 

Carige martedì 11 gennaio è stata riammessa agli scambi in Piazza Affari con un calo dell’11% a 0,795 euro. Il titolo si riporta così al livello del prezzo dell’Opa a 0,8 euro confermato da Bper (+2% a 1,95 euro), che ha ottenuto l’esclusiva dal Fitd – formato dalle banche italiane, quelle grandi in primis come Intesa Sanpaolo e Unicredit – per esaminare i conti dell’Istituto ligure.

COSA HA DECISO IL FITD SU CARIGE

Al Fondo Interbancario, Bper ha chiesto un aumento di capitale di 530 milioni di euro prima di procedere all’acquisto della propria partecipazione dell’80%, dimezzando di fatto la richiesta iniziale di 1 miliardo.

OFFERTE VERE E PRESUNTE PER CARIGE

Bper ha dunque ottenuto l’esclusiva per trattare l’acquisizione di Carige. La decisione è stata presa dal comitato di gestione del Fondo Interbancario (Fitd), azionista all’80% della banca ligure, riunito ieri per valutare le offerte arrivate dalla banca modenese, dal Crédit Agricole e dal fondo Cerberus. Una decisione avallata e di fatto auspicata dalle grandi banche, in accordo informale anche con il gruppo Unipol, socio forte di Bper.

LA MOSSA DECISIVIA DI BPER SU CARIGE

Decisiva è stata la mossa dell’istituto guidato da Piero Montani e partecipato al 20% da Unipol di rivedere domenica in termini favorevoli al Fitd la richiesta della dote per rilevare l’istituto genovese che il fondo ha in vendita da aprile, ha sottolineato il Corriere della Sera.

LA NOTA DI CARIGE

La richiesta di una dote più bassa è avvenuta – ha spiegato una nota della banca ligure – grazie al rinnovo dei benefici fiscali delle Dta e dopo l’analisi di alcuni dati di Carige da cui emergono minori costi per l’integrazione. Bper ha invece mantenuto invariato il prezzo dell’opa sul 20% di flottante a 0,80 euro.

LE DIFFERENZE

A differenza della proposta iniziale, tra le azioni oggetto di opa ci sono anche quelle di Ccb, che ha l’8%. Bper comunque usufruirà di 350 milioni di (Dta): “Di fronte al rilancio di Bper, i francesi guidati in Italia da Giampiero Maioli hanno ritirato la loro proposta dichiarandosi indisponibili a entrare in gara, mentre quella di Cerberus è stata scartata”, ha rimarcato il Corriere della Sera.

MEDIOBANCA ASSISTE BPER SU CARIGE

A Bper, assistita da Mediobanca, viene tecnicamente data «un’esclusiva di 4 settimane per la «due diligence confirmatoria» per firmare la vendita «nel più breve tempo possibile, e comunque non oltre il 15 febbraio».

LO SCHEMA DI BPER PER CARIGE

Lo schema originario della proposta Bper, arrivata al fondo presieduto da Salvatore Maccarone lo scorso 14 dicembre, era stato respinto perché avrebbe richiesto un impegno finanziario superiore ai limiti statutari del fondo stesso, che per gli «interventi preventivi» può arrivare attorno a 700 milioni. Era inoltre una proposta non concordata, che aveva fatto irritare le banche più piccole (qui l’approfondimento di Start Magazine), in proporzione le più gravate dal nuovo esborso di denaro, dopo i 650 milioni versati nel salvataggio, ha ricordato oggi il Corriere della Sera.

I TEMPI E I PROSSIMI PASSI

Dopo un processo di valutazione «comparativa» e di interlocuzioni con «un numero considerevole di soggetti potenzialmente interessati», il Fondo interbancario di garanzia dei depositi ha deciso di dare alla banca modenese un periodo di esclusiva di un mese, per arrivare «nel più breve tempo possibile» e comunque entro il 15 febbraio alla presentazione di un’offerta vincolante su Carige. In quest’arco di tempo Bper effettuerà – ha scritto Repubblica – una due diligence sulla banca, assistita dai suoi advisor Rothschild e Mediobanca, per arrivare a formalizzare la proposta definitiva.

COSA E’ SUCCESSO AL CREDIT AGRICOLE?

Ma perché il gruppo francese Credit Agricole si è defilato sul dossier Carige? Il gruppo italo-francese si era fatto avanti nei giorni scorsi con l’obiettivo di consolidare la sua presenza nel Nord Italia, dopo il colpo sul Creval (con cui il gruppo francese ha usufruito degli sconti fiscali legati alle Dta). Una proposta in verità mai ufficializzata al mercato, ma che a quanto risulta presupponeva una ricapitalizzazione attorno ai 550 milioni, ha chiosato il Sole. Inoltre c’è stata una moral suasion contrario verso i francesi da parte del Copasir, ha rilevato il quotidiano La Verità, anche se nelle sale operative si parla di un via libera mai giunto formalmente dalla Francia al ramo italiano del Credit Agricole sul dossier Carige. Con sollievo implicito delle grandi banche italiane.

LA MOSSETTA DI CERBERUS CON BANDO DESIO

Sul tavolo del Fitd c’era in verità anche un’altra offerta: quella avanzata dal fondo americano Cerberus che – secondo quanto scritto dal Sole 24 Ore – si è fatto avanti in tandem con Banco Desio, realtà in salute e che punta a giocare un ruolo di primo piano nel risiko bancario delle banche medio-piccole.

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