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Tassi

Perché la Bce non si impegnerà a tagliare i tassi molto presto

Che cosa deciderà la Bce questa settimana. Il punto di Tomasz Wieladek, chief european economist di T. Rowe Price.

 

La riunione della Bce di questa settimana sarà importante, dato che la banca centrale aggiornerà tutte le sue previsioni.

Data l’evoluzione dei dati, è probabile che le previsioni sulla crescita della produzione scenderanno, condizionate da un ciclo di tagli più lento rispetto all’ultima previsione di dicembre, quando la Bce prevedeva un’inflazione HICP del 2,1% per il 2025 e del 2% per il 2026.

Le previsioni per l’HICP core, escludendo gli effetti dell’energia e degli alimenti, erano del 2,3% e del 2,1% per il 2025 e il 2026 rispettivamente.

Questa volta è probabile che le previsioni sull’HICP vengano riviste al ribasso al 2% per il 2025. I mercati finanziari potrebbero interpretarlo come un segnale che la Bce taglierà i tassi di interesse molto presto.

Tuttavia, ci aspettiamo che la Bce non modifichi in modo sostanziale la sua forward guidance sui tempi dei tagli.

Ci sono diverse ragioni per cui il Consiglio direttivo continuerà a essere cauto nella comunicazione delle politiche future. Sebbene le previsioni sull’inflazione HICP nominale si attesteranno probabilmente al 2% nel 2025, le previsioni sull’HICP core rimarranno probabilmente al di sopra del 2% nel 2025.

Inoltre, l’ultimo dato forte sull’inflazione dei servizi HICP è stato dello 0,5% su base mensile per febbraio, e dà l’impressione che finora la disinflazione nei servizi dell’area dell’euro sia stata al massimo marginale. Questo dato è stato pubblicato solo venerdì scorso e non sarebbe stato incluso nelle proiezioni.

Il Consiglio direttivo sarà molto preoccupato per la persistenza dell’inflazione dei servizi ed è quindi improbabile che fornisca una forte forward guidance sull’imminenza di un taglio dei tassi.

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