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Perché la Bce non si allinea ancora alla Fed

Meeting Bce

L’esito del meeting della Bce commentato da Michele Morra, Portfolio Manager di Moneyfarm

Per il meeting della Bce di ieri gli analisti si aspettavano generalmente di non vedere alcun cambiamento nella politica monetaria, né per quanto riguarda il Pepp, né tanto meno per quanto riguarda un aumento dei tassi d’interesse.

I mercati erano focalizzati più sul tono delle dichiarazioni della Lagarde, che su azioni concrete, ricercando qualche segnale di cambiamento dell’entità degli acquisti da giugno in poi.

Certo, nella mattinata abbiamo assistito a un minimo nervosismo, con i tassi delle obbligazioni Europee che sono saliti marginalmente fino alle 15:00, per poi ritornare a scendere sotto i livelli di ieri dopo l’intervento della Lagarde, che ha confermato le aspettative non attuando alcun cambiamento sostanziale, utilizzando una retorica accomodante e confermando che la politica monetaria europea sarà slegata da quella americana.

Rispetto alla Fed, la Bce mantiene un approccio più intransigente rispetto al vincolo di inflazione del 2%, anche perché il target è molto più lontano, dato che le aspettative negli Usa per il 2021 vedono un CPI al 2.6%, mentre in Europa i valori sono più contenuti (1.6%) in linea con la crescita depressa dell’ultimo decennio.

Questo per adesso non basta a raffreddare i mercati, che comunque vedono la traiettoria dei prezzi ancora ampiamente sotto controllo, ma potrebbe creare una fonte di ambiguità sul medio-lungo termine, specialmente se si dovesse accendere in Ue una dinamica di ripresa simile a quella vista negli Stati Uniti”.

Infatti, i miglioramenti sul fronte economico e la distribuzione dei vaccini potrebbero portare i tassi d’interesse europei a salire prima del previsto, comportando alcune sfide, non solo per l’obbligazionario, impattato per via diretta dalle decisioni della Bce, ma anche per l’azionario, le cui valutazioni si basano su una crescita degli utili spinta anche da una politica monetaria espansiva.

Una rivalutazione della ripresa economica inciderà principalmente sulla parte medio-lungo della curva, la cui pendenza è già aumentata in maniera sostanziale rispetto a tre mesi fa, ma ci aspettiamo che il percorso di normalizzazione rimanga graduale e attinente alle condizioni di mercato.

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