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Wartsila

Perché i sindacati sbuffano sul piano Msc per Wartsila

Com'è andato l'incontro tra le organizzazioni sindacali e Msc sulla cessione Wartsila

Per i sindacati le proposte di Msc per il passaggio dei lavoratori da Wartsila Italia a Msc sono “largamente insufficienti”.

È quanto hanno tuonato nei giorni scorsi in una nota congiunta le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil a seguito dell’incontro “tra le Organizzazioni sindacali di Fim, Fiom, Uilm nazionali, territoriali, le Rsu ed Msc sulla cessione Wartsila, per la verifica del piano industriale, della salvaguardia dell’occupazione e delle condizioni contrattuali per il passaggio dei lavoratori da Wartsila Italia a Msc”.

La compagnia di trasporto marittimo guidata da Gianluigi Aponte si è fatta avanti per salvare la Wartsila di Trieste, la società finlandese che nel luglio 2022 ha annunciato la volontà di cessare l’attività produttiva nell’impianto di Bagnoli della Rosandra (che fornisce motori a Fincantieri) con conseguenti 450 esuberi per delocalizzare in Finlandia.

Lo scorso marzo il gruppo Msc ha presentato al ministero delle Imprese e del Made in Italy l’ipotesi di progetto per la reindustrializzazione del sito industriale di Wartsila Italia a Bagnoli della Rosandra.

Ma dall’incontro tenuto la scorsa settimana a Trieste per i sindacati “la trattativa è partita subito in salita.”

Tutti i dettagli.

IL PIANO DI MSC PER WARTSILA

Come spiegato in una nota del Mimit, l’ipotesi di progetto avanzata da Msc per la reindustrializzazione del sito industriale triestino di Wartsila prevede di creare un impianto di produzione di vagoni ferroviari per il trasporto merci. Il gruppo italo-svizzero, che ha in progetto la costruzione di carri ferroviari nel sito, ha l’obiettivo è di produrre 1.000 vagoni l’anno, di riassorbire tutti i lavoratori e partire con la produzione a pieno regime entro massimo 36 mesi (luglio 2027).

Il valore dell’investimento di Msc è di circa 100 milioni di euro secondo il piano industriale di riconversione del sito Wartsila di Bagnoli della Rosandra a Trieste presentato ai sindacati da Msc durante l’incontro appena concluso al Mimit.

“Abbiamo raggiunto un accordo: Wartsila ha chiuso uno stabilimento che produceva motori e ha licenziato 300 persone. Noi riprendiamo le 300 persone e creiamo una fabbrica di carri ferroviari per le merci” aveva spiegato a inizio marzo Aponte in un’intervista al Secolo XIX.

PROPOSTE MSC PER IL PASSAGGIO DEI LAVORATORI WARTSILA RITENUTE “LARGAMENTE INSUFFICIENTI”

Ora Msc sta discutendo con i sindacati sulle retribuzioni dei lavoratori che si apprestano a passare da Wartsila al gruppo elvetico.

“In particolare rispetto alle condizioni contrattuali del passaggio dei lavoratori da Wartsila a Msc, quest’ultima, pur essendo disponibile ad avviare una trattativa, ha dichiarato di voler riconoscere la sola applicazione dei trattamenti economici e normativi del Ccnl e l’anzianità maturata dei lavoratori, oltre che rendersi disponibile a riconoscere una parziale integrazione economica durante la cassa integrazione e a ridurre il più possibile l’utilizzo degli ammortizzatori sociali” spiegano i sindacati nella nota diffusa a margine dell’incontro.

“Come Fim, Fiom, Uilm abbiamo ritenuto largamente insufficienti tali proposte, rivendicando la necessità di salvaguardare gli effetti della contrattazione aziendale vigente per tutti i lavoratori ex-Wartsila” precisano le sigle sindacali.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI

Sempre nella mattinata di ieri “le organizzazioni sindacali e le Rsu hanno anche incontrato la Direzione di Wartsila Italia per una verifica degli organici del Gruppo e per un aggiornamento del piano industriale.  Su quest’ultimo come Fim, Fiom, Uilm e Rsu abbiamo chiesto al Gruppo impegni industriali, investimenti e garanzie sull’occupazione in tutti i siti italiani oltre il 31 dicembre 2025, data di scadenza del piano presentato da Wartsila” prosegue la nota.

“Abbiamo inoltre  chiesto — si legge ancora nella nota di Fim, Fiom, Uilm — di trovare soluzioni economiche per i lavoratori che transiteranno a Msc e di definire gli organici sito per sito e il numero dei lavoratori che Wartsila intende trasferire alla società subentrante, tutto ciò tenendo conto della volontà di Wartsila Italia di cedere l’intero compendio aziendale triestino a Msc divenendone nei fatti società affittuaria”.

PROSSIMO INCONTRO IL 28 MAGGIO

Vista la distanza tra le parti, concludo le sigle sindacali, il confronto è stato aggiornato al 28 maggio prossimo per il prosieguo della trattativa”.

Nel frattempo dal Mimit, segnala Radiocor, è arrivata la convocazione sull’accordo di programma di Wartsila per un incontro per il 17 maggio, a cui sono stati invitati i sindacati, il ministero del Lavoro, la Regione Friuli Venezia Giulia, Invitalia, Wartsila, Msc, Confindustria Alto Adriatico, Autorità Porto di Trieste.

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