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Perché i revisori di Deloitte criticano i conti di Invitalia di Arcuri

Regioni Vaccino Arcuri Gabanelli

“Giudizio con rilievi” dei revisori di Deloitte sul bilancio 2020 di Invitalia, la società statale capeggiata da Domenico Arcuri. Ecco che cosa ha svelato La Stampa

 

Scontro fra revisori e vertici di Invitalia, la società controllata dal ministero dell’Economia che è guidata dall’amministratore delegato, Domenico Arcuri, già commissario all’emergenza Covid rimpiazzato dal governo Draghi con Francesco Paolo Figliuolo.

Sono i riflessi contabili di un’operazione della società Invitalia a dividere vertici e revisori.

Infatti dai revisori dei conti di Deloitte arriva un “giudizio con rilievi” sui numeri del bilancio consolidato del 2020 della società capeggiata da Arcuri, svela La Stampa: “In estrema sintesi, a detta di Deloitte, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, guidata proprio dall’amministratore delegato Arcuri, avrebbe archiviato lo scorso anno con utili di 16,4 milioni anziché con i 36,9 milioni appena annunciati dalla società e proprio ieri approvati dall’assemblea degli azionisti, e quindi dal Tesoro che ne è unico proprietario”, ha scritto Carlotta Scozzari su La Stampa.

La differenza di vedute è legata ai 20,5 milioni di svalutazioni degli immobili che rientrano nel piano di dismissioni del gruppo pubblico, aggiunge il quotidiano. In base a quanto evidenziano i revisori, tali rettifiche sono state inserite dalla società «nel prospetto della redditività complessiva anziché nel conto economico, come previsto dagli International Financial Reporting Standards (Ifrs) adottati dall’Unione Europea», scrive La Stampa: “E ciò, sempre secondo Deloitte, «costituisce una deviazione rispetto a tali principi, in quanto non ricorrono le circostanze previste per la deroga dalla loro applicazione». Cercando di tradurre in termini più semplici, Invitalia ha inserito le svalutazioni immobiliari in una riserva di patrimonio netto, quando per i revisori avrebbe dovuto riportarle nel conto economico, con un impatto negativo di pari importo, e quindi di 20,5 milioni, sul risultato netto finale”.

Se i revisori criticano, Invitalia si autoelogia. “I Gruppo Invitalia chiude l’esercizio 2020 con un risultato positivo di Euro 36.897.000 e registra un consistente miglioramento (+159%) rispetto all’anno precedente. La crescita del risultato di Gruppo riflette un miglioramento organico di tutti i principali indicatori del conto economico. Cresce il valore della produzione, il valore aggiunto e il margine operativo. La crescita rilevante del risultato netto, rispetto a quello del precedente esercizio, conferma la validità delle scelte operate in coerenza con il Piano Industriale”, ha comunicato ieri la società controllata dal Mef e che vede come direttore generale l’economista Ernesto Somma.

“Una tempestiva reazione alla pandemia di COVID-19 con l’adozione di misure a tutela del personale dipendente, un impegno forte alla digitalizzazione di tutte le procedure operative e un supporto costante a tutti gli stakeholder ed alla Pubblica Amministrazione hanno rafforzato le basi e favorito l’operatività con risultati eccellenti anche in un anno così difficile. Il risultato di esercizio è, infatti, il più positivo dell’ultimo decennio”, è il commento di Invitalia via comunicato stampa di ieri sul bilancio approvato pure dal Mef. Ma i revisori non elogiano il bilancio.

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