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Perché Bayer porta in tribunale Moderna, Pfizer e J&J

Sebbene dallo scoppio della pandemia sembri passato molto tempo, per qualcuno la questione non è ancora chiusa. Bayer infatti sta facendo la guerra ai principali fornitori di vaccini - Moderna, Pfizer e Johnson & Johnson. C'entra forse anche la crisi che sta vivendo il gruppo tedesco? Tutti i dettagli

 

I vaccini anti-Covid sono stati spesso motivo di discussione ma questa volta a far litigare non è il loro effetto bensì la proprietà intellettuale della tecnologia di RNA messaggero, nota come mRNA. Bayer, proprietaria di Monsanto, ha infatti avviato una serie di cause legali contro i principali produttori di vaccini, accusandoli di aver utilizzato in modo improprio la tecnologia sviluppata decenni fa dalla controllata americana.

Le cause sono state depositate in tribunali federali statunitensi: nel Delaware contro Moderna e contro il duo Pfizer-BioNTech, e nel New Jersey contro Johnson & Johnson.

LA TECNOLOGIA DELLA DISCORDIA

Come riportato da Fierce Pharma, secondo le denunce, i produttori dei vaccini avrebbero impiegato la tecnologia di Bayer “per eliminare sequenze codificanti ‘problematiche’ nei mattoni delle cellule, al fine di migliorare la stabilità dell’mRNA e la quantità o la qualità della proteina prodotta”. Questa tecnologia era stata sviluppata negli anni ’80 da Monsanto per rafforzare l’mRNA nelle colture, rendendole più resistenti ai parassiti e riducendo la necessità di pesticidi.

L’Ufficio brevetti e marchi Usa aveva infine concesso il brevetto nel 2010, dopo il deposito originale del 1989. Bayer, nel 2016, ha acquisito Monsanto per 66 miliardi di dollari.

RICAVI E PROFITTI DEI VACCINI ANTI-COVID

Bayer non ha partecipato allo sviluppo né alla produzione dei vaccini, ma richiede un risarcimento economico e royalties sui ricavi generati dalle vendite passate e future. Nel 2024, ricorda Reuters, Comirnaty di Pfizer e BioNTech ha prodotto oltre 3,3 miliardi di dollari, mentre Spikevax di Moderna ha generato circa 3,2 miliardi, mentre Johnson & Johnson ha interrotto le vendite del suo vaccino negli Stati Uniti nel 2023.

Bayer ha anche chiarito di non chiedere il blocco della produzione dei vaccini.

L’IMPORTANZA DELLA STABILITÀ DELL’mRNA

Secondo la denuncia, l’instabilità dell’mRNA, responsabile della scarsa espressione proteica, è stata una sfida centrale per lo sviluppo dei vaccini. Risolverla ha migliorato la “capacità dei vaccini di conferire immunità al virus”, e la tecnologia contestata viene considerata cruciale anche per il vaccino tradizionale a vettore virale di J&J.

TUTTI ACCUSANO TUTTI

Le cause di Bayer, osserva Fierce Pharma, si inseriscono in un quadro di contenziosi più ampio tra grandi aziende farmaceutiche. Negli ultimi anni, Moderna ha citato in giudizio Pfizer e BioNTech, mentre CureVac e GSK hanno intrapreso cause simili legate alla proprietà intellettuale dell’mRNA.

Cinque mesi fa, GSK ha ottenuto 320 milioni di dollari in un accordo con Pfizer e BioNTech, che includeva anche CureVac. Il settore dei vaccini a mRNA continua a essere caratterizzato da cause reciproche, licenze incrociate e dispute sui brevetti.

UN MOMENTO NON CASUALE

Le azioni legali non arrivano in un momento qualunque. Bayer, che sta attuando una ristrutturazione interna, è alle prese con perdite e contenziosi ereditati da Monsanto, inclusi oltre 67.000 procedimenti legali negli Stati Uniti relativi al glifosato. La divisione Crop Science resta sotto pressione, mentre la società punta a valorizzare la proprietà intellettuale come leva economica. Intanto, sul fronte farmaceutico, Bayer scommette su nuovi prodotti come Kerendia, Nubeqa e Lynkuet per sostenere la crescita futura.

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