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Perché l’Antitrust Ue non digerisce Oro Saiwa, Oreo e Lu

Bruxelles avvia un’indagine antitrust sul colosso alimentare statunitense Mondelez, proprietario dei marchi Oro Saiwa, Oreo e Lu

 

Gli snack Lu o i biscotti Oreo potrebbero costare di più in alcuni paesi Ue rispetto ad altri per colpa della società proprietaria.

Giovedì i regolatori antitrust dell’Ue hanno aperto un’indagine formale su Mondelez International per timore di aver limitato la concorrenza nelle vendite transfrontaliere dei suoi prodotti in Europa.

L’antitrust Ue valuterà quindi se il colosso alimentare Mondelez abbia limitato la concorrenza in una serie di mercati nazionali di cioccolato, biscotti e caffè. Ostacolando quindi il commercio transfrontaliero tra gli Stati membri dell’Ue.

Mondelez è uno dei maggiori produttori di cioccolato, biscotti e caffè in Europa e ha tra i propri marchi Oro Saiwa, Oreo e Lu.

L’indagine sul produttore di snack con sede a Chicago si concentrerà dunque sul commercio transfrontaliero nello spazio economico europeo. I sospetti della Commissione l’avevano portata a effettuare ispezioni senza preavviso nella sede di Mondelez nel novembre 2019.

Il caso è l’ultimo esempio del giro di vite della Commissione europea nei confronti delle società che impongono limiti alle vendite di prodotti tra i paesi dell’Ue. La scorsa settimana ha multato ha multato Valve e altri 5 grandi editori di videogame per un totale di 7,8 milioni di euro proprio per blocco geografico.

Tutti i dettagli sull’indagine nei confronti di Mondelez.

LA DICHIARAZIONE DELLA COMMISSARIA VESTAGER

“Stiamo aprendo una formale indagine per vedere se Mondelēz potrebbe aver limitato la libertà di concorrenza nei mercati interessati mediante l’attuazione di varie pratiche che ostacolano i flussi commerciali, in ultima analisi, portando a prezzi più elevati per i consumatori”, ha detto la vicepresidente della Commissione Ue responsabile della Concorrenza, Margrethe Vestager.

ANTITRUST INDAGA SU LIMITAZIONE DEL COMMERCIO

La Commissione teme che il gruppo possa aver bloccato il commercio tra paesi in cui i prezzi dei prodotti sono diversi. Questo si chiama commercio parallelo. L’antitrust indagherà se il commercio parallelo ha portato a un aumento dei prezzi o volumi limitati per i clienti in tutto il blocco dei paesi Ue.

Nell’indagine sono incluse inoltre le possibili restrizioni sulle lingue utilizzate sugli imballaggi e gli accordi che potenzialmente minano la scelta dei paesi dove vendere.

LA POSSIBILE VIOLAZIONE DI MONDELEZ

In concreto, Mondelez potrebbe aver impedito a commercianti e dettaglianti di acquistare prodotti in uno Stato membro in cui il prezzo è più basso per rivenderli sui mercati in cui i prezzi sono più alti, una pratica che generalmente consente di abbassare i prezzi. Ciò porterebbe a “prezzi più alti a scapito del consumatore”, ma anche a “ridurre la diversità di offerta”.

A RISCHIO MULTA

Mondelez rischia multe fino al 10% del suo fatturato globale se ritenuto colpevole di aver violato le regole di concorrenza Ue.

IL GRUPPO PRODUCE I BISCOTTI OREO, I CRACKER RITZ E I CERALI ALPEN

Mondelez ha registrato nel 2019 un fatturato di 21,4 miliardi di euro e un utile netto di 3,2 miliardi di euro.

Il gruppo con sede a Chicago, scorporato da Kraft nel 2012 prima della sua fusione con Heinz, produce anche i cracker Ritz e cereali Alpen. Mondelez possiede anche la crema di formaggio Philadelphia, la bevanda Tang e i cracker Tuc.

L’ACCUSA DELLA COMMODITY FUTURES TRADING COMMISSION USA

Non è la prima volta che Mondelez finisce nel mirino dei regolatori. Come ricorda il Financial Times, due anni fa il colosso ha raggiunto un accordo con la Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti per l’accusa di aver manipolato i prezzi del grano insieme a Kraft Heinz.

IL POLSO DURO DELL’ANTITRUST UE

Come dicevamo all’inizio, la Commissione europea scruta a fondo le possibile pratiche anti-concorrenziali all’interno del blocco dei paesi Ue.

Nel 2019 AB InBev, la produttrice di birra numero uno al mondo, è stata multata per 200 milioni di euro dall’Antitrust europeo per aver ostacolato le importazioni della sua produzione di birra Jupiler dall’Olanda, paese in cui è meno costosa, verso il Belgio.

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