Il titolo di Ibm crolla in Borsa dopo che Anthropic ha annunciato nuove capacità del suo strumento Claude Code per la modernizzazione dei sistemi Cobol, cuore storico del business mainframe del gruppo. La reazione del mercato è stata immediata: il titolo ha perso tra l’11% e il 13% in una sola seduta, bruciando miliardi di dollari di capitalizzazione e portando il calo da inizio anno oltre il 24%, in un contesto già segnato da forte volatilità sui titoli tecnologici legata ai timori sull’impatto dell’intelligenza artificiale.
Parallelamente, un secondo annuncio relativo alla sicurezza del software ha colpito il comparto cybersecurity.
CROLLO IN BORSA E IMPATTO SULLA CAPITALIZZAZIONE
Le azioni di International Business Machines (Ibm) hanno chiuso una delle peggiori sedute dell’anno in calo di quasi il 13,2%, a 223,35 dollari per azione. In precedenza, altri resoconti avevano indicato una flessione dell’11%, evidenziando comunque una perdita a doppia cifra in una sola giornata. Il movimento ha cancellato miliardi di dollari di valore di mercato, in un clima di panico descritto dagli operatori come “sell first and ask questions later” (letteralmente “prima vendi e poi fai domande”), con gli investitori intenti a ricalibrare le valutazioni delle società percepite come esposte alla disruption dell’IA.
Il ribasso di lunedì ha ampliato le perdite accumulate dall’inizio dell’anno, con il titolo in calo di oltre il 24%, segnale di una crescente pressione sul gruppo in una fase cruciale della sua trasformazione strategica.
LA MINACCIA DELL’IA AL BUSINESS COBOL
All’origine delle vendite, spiega Cnbc, vi sono le dichiarazioni di Anthropic secondo cui il suo Claude Code può essere utilizzato per automatizzare le attività di esplorazione e analisi che rappresentano gran parte della complessità nella modernizzazione del Cobol, una delle aree chiave per Ibm. Il gruppo di Armonk è storicamente leader nella vendita e manutenzione di sistemi mainframe ottimizzati per l’elaborazione di transazioni su larga scala, ambito in cui il Cobol resta ampiamente utilizzato.
Secondo quanto riportato dalla testata americana, circa il 95% delle transazioni ATM negli Stati Uniti si basa ancora su Cobol, linguaggio sviluppato alla fine degli anni Cinquanta e profondamente radicato nei sistemi di pagamento, nelle assicurazioni e nelle infrastrutture pubbliche. Stando a TechBuzz, si stima che nel mondo siano ancora in produzione centinaia di miliardi di righe di codice Cobol, elemento che ha garantito per decenni flussi di ricavi stabili legati alla manutenzione e all’aggiornamento dei sistemi legacy.
COSA HA DETTO ANTHROPIC
In un post pubblicato ieri, Anthropic ha sottolineato la pervasività del linguaggio: “Centinaia di miliardi di righe di Cobol vengono eseguite ogni giorno in produzione, alimentando sistemi critici nella finanza, nelle compagnie aeree e nel settore pubblico. Nonostante ciò, il numero di persone che lo comprendono diminuisce ogni anno”.
La società ha aggiunto che “l’IA eccelle nello snellire le attività che un tempo rendevano la modernizzazione del Cobol proibitiva in termini di costi”. In merito alle funzionalità di Claude Code, ha spiegato che lo strumento può mappare le dipendenze tra migliaia di righe di codice, documentare i flussi di lavoro e individuare rischi che “richiederebbero mesi agli analisti umani per emergere”.
“La modernizzazione del codice legacy – si legge ancora nel blog – è rimasta bloccata per anni perché comprendere il codice esistente costava più che riscriverlo. L’IA ribalta questa equazione”.
UN MODELLO DI RICAVI SOTTO PRESSIONE
Il business mainframe di Ibm si basa su un ecosistema integrato che comprende hardware, sistema operativo z/OS e software enterprise, con un modello di ricavi ricorrenti che ha storicamente sostenuto i conti del gruppo. Gli investitori, afferma TechBuzz, temono che l’automazione resa possibile dall’IA possa ridurre la necessità di competenze specialistiche e consulenze ad alto margine, incidendo su una delle linee di attività considerate più difendibili.
Il mercato, prosegue la testata, ha finora tollerato la lenta trasformazione di Ibm verso l’IA e il cloud ibrido proprio grazie alla stabilità garantita dai mainframe, ma l’ipotesi che strumenti di nuova generazione possano accelerare la modernizzazione o la migrazione dei sistemi legacy ha innescato una revisione delle aspettative sulle prospettive di medio termine.
“L’ironia è evidente – scrive TechBuzz -. IBM è stata una delle pioniere della ricerca sull’intelligenza artificiale, con Watson sotto i riflettori un decennio fa. Ora viene messa sotto pressione da una startup di IA di tre anni che sembra aver trovato il modo di minacciare il suo business più redditizio rimasto. Questa è l’industria tecnologica nel 2026: o ti muovi velocemente o muori, anche se esisti da 112 anni”.
CLAUDE CODE SECURITY E L’IMPATTO SULLA CYBERSECURITY
Separatamente dall’annuncio sulla modernizzazione del Cobol, Anthropic ha presentato una nuova funzionalità denominata Claude Code Security, un’estensione dello stesso ecosistema, ma dedicata specificamente all’analisi delle vulnerabilità software.
Secondo quanto comunicato, Claude Code Security può analizzare le codebase alla ricerca di falle e vulnerabilità da sottoporre alla revisione umana. È stato questo secondo annuncio, osserva Cnbc, a incidere sulle quotazioni di diverse società di cybersecurity, che hanno registrato ribassi significativi nelle sedute successive alla presentazione.






