Skip to content

trimestrali eli lilly

Aggiungi Startmag.it

alle tue fonti preferite su Google

Per i farmaci del futuro Eli Lilly va a cercare fortuna in Cina

Eli Lilly ha firmato con la biotech di Hong Kong Insilico Medicine un accordo da 2 miliardi di dollari per lo sviluppo di farmaci con l'intelligenza artificiale, un trend intrapreso anche da altre grandi aziende farmaceutiche. Fatti, numeri e commenti

 

La ricerca farmaceutica entra in una nuova fase guidata dall’intelligenza artificiale e Insilico Medicine ed Eli Lilly ampliano la loro partnership con un accordo multimiliardario che mette al centro algoritmi avanzati e pipeline precliniche, segnando un passo significativo nella convergenza tra biotech cinese e grandi gruppi globali.

UN ACCORDO MULTIMILIARDARIO PER L’IA NELLA FARMACEUTICA

Insilico Medicine ha siglato con Eli Lilly un accordo globale di licenza e ricerca che potrebbe valere fino a 2,75 miliardi di dollari, includendo pagamenti legati al raggiungimento di obiettivi di sviluppo, regolatori e commerciali. L’intesa prevede un pagamento iniziale di 115 milioni di dollari, oltre a royalties progressive sulle vendite future. Eli Lilly otterrà i diritti esclusivi a livello mondiale per sviluppare, produrre e commercializzare farmaci orali attualmente in fase preclinica.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’accordo include anche l’accesso alle piattaforme avanzate di intelligenza artificiale di Insilico e la collaborazione su più programmi di ricerca relativi a target selezionati dalla multinazionale statunitense.

LA REAZIONE DELLA BORSA

L’annuncio dell’accordo ha avuto un impatto immediato sui mercati: le azioni di Insilico, scriveva ieri Bloomberg, sono salite fino al 15% all’apertura delle contrattazioni a Hong Kong, registrando il miglior rialzo intraday degli ultimi due mesi.

Parallelamente il Financial Times osserva che Eli Lilly sta invece affrontando una fase di maggiore competizione e volatilità in Borsa, con il titolo in calo nel 2026 nonostante la forte crescita registrata l’anno precedente, sostenuta dal boom dei farmaci per la perdita di peso.

UNA PARTNERSHIP GIÀ AVVIATA E IN ESPANSIONE

L’accordo con Insilico, scrive Reuters, rappresenta un’estensione di una collaborazione avviata nel 2023 con un’intesa di licenza software basata sull’IA e ampliata con un accordo di ricerca nel novembre successivo. La nuova intesa consolida il rapporto tra le due aziende, rafforzando l’integrazione tra le capacità di scoperta di Insilico e l’esperienza clinica di Eli Lilly.

“Le capacità di scoperta basate sull’IA di Insilico rappresentano un potente complemento alla profonda esperienza di Lilly nello sviluppo clinico in molteplici aree terapeutiche”, ha dichiarato Andrew Adams, vicepresidente di Eli Lilly.

LA STRATEGIA DI ELI LILLY TRA IA E NUOVE PIPELINE

Nonostante il successo commerciale dei farmaci per diabete e obesità, tra cui Mounjaro, Eli Lilly sta investendo significativamente per sviluppare una nuova generazione di terapie. L’azienda punta infatti sull’intelligenza artificiale per accelerare un processo tradizionalmente lungo e complesso come quello dello sviluppo farmacologico.

A supporto di questa strategia, Eli Lilly ha costruito un supercomputer basato su tecnologia Nvidia presso la sede di Indianapolis e ha annunciato la creazione di un nuovo laboratorio di ricerca da 1 miliardo di dollari a San Francisco. “La sfida che abbiamo davanti ora è capire come trovare un nuovo ciclo di successo prima che quello attuale si esaurisca, possibilmente molto prima, e mantenere lo slancio – ha dichiarato l’amministratore delegato Dave Ricks -. Possiamo scoprire più biologia usando l’IA? Questo è davvero il Santo Graal”.

UN PRECURSORE NON ANCORA REDDITIZIO

Fondata nel 2014 presso la Johns Hopkins University, Insilico Medicine è stata tra le prime aziende a sviluppare farmaci utilizzando l’intelligenza artificiale, anticipando l’attuale espansione del settore. La società, quotata a Hong Kong, dispone di una suite di modelli che coprono l’intero processo di sviluppo dei farmaci, dalla scoperta dei biomarcatori fino alla modellizzazione di sistemi biologici complessi.

L’azienda, stando al Ft, ha dichiarato di non essere ancora redditizia, ma considera gli accordi di licenza una fonte centrale di ricavi. La sua tecnologia consente di identificare bersagli terapeutici con applicazioni multiple. “Distribuendo tecnologie di IA che spaziano dai biomarcatori ai modelli della vita, fino a modelli globali della vita umana e animale, possiamo identificare bersagli multifunzionali che guidano più malattie contemporaneamente”, ha affermato il fondatore e Ceo Alex Zhavoronkov.

L’INTERESSE GLOBALE PER I FARMACI SVILUPPATI IN CINA

L’operazione si inserisce in una più ampia tendenza che vede le grandi aziende farmaceutiche rivolgersi sempre più alla Cina per individuare nuovi farmaci. Nel 2025, afferma il Ft, un numero record di aziende non cinesi ha acquisito in licenza medicinali sviluppati da gruppi cinesi, per un totale di 5,6 miliardi di dollari in pagamenti iniziali.

In questo contesto, Eli Lilly ha già concluso accordi rilevanti nella regione, tra cui un’intesa con Innovent Biologics per farmaci oncologici e immunologici, un investimento in Excalipoint e un accordo da 345 milioni di dollari con una controllata di XtalPi, entrambe biotech con sede a Shanghai.

A gennaio, anche AstraZeneca ha siglato un’intesa con il gruppo cinese CSPC Pharmaceuticals del valore fino a 4,7 miliardi di dollari per sviluppare farmaci contro obesità e diabete.

Torna su