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Pensioni: ecco le proposte di partiti e coalizioni

Pensioni

Tutte le proposte dei partiti in tema di pensioni: dal superamento della riforma Fornero, alle pensioni di garanzia per i più giovani.

Nel nostro paese ci sono circa 14 milioni di pensionati, il 23,7% della popolazione ha, infatti, più di 65 anni. Per questa ragione il tema delle pensioni è molto sentito questo dai partiti e dalle coalizioni che il prossimo 25 settembre si sfideranno per eleggere i componenti del nuovo Parlamento. Tra l’altro quest’anno il tema delle pensioni ritorna centrale perché dopo le deroghe temporanee di Quota 100 e Quota 102, se non dovessero intercorrere novità, dal 1° gennaio 2023 tornerà a essere applicata la Legge Fornero. Ciò significa che, tra il 2023 e il 2025, non sarà possibile andare in pensione a meno di 67 anni.

CENTRODESTRA: SUPERARE LA LEGGE FORNERO

Uno degli obiettivi del centrodestra, e della Lega in particolare, è superare la legge Fornero. A dire la verità nel programma di coalizione alle pensioni sono dedicate solo poche righe:

  • Innalzamento delle pensioni minime, sociali e di invalidità
  • Flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e accesso alla pensione, favorendo il ricambio generazionale.

Molto più articolate sono le proposte presenti nel programma di Fratelli d’Italia che propone una riforma pensionistica più organica che garantisca il “Diritto a una vecchiaia serena”. Di seguito alcune proposte:

  • Innalzamento delle pensioni minime e sociali.
  • Flessibilità in uscita dal mondo del lavoro e accesso facilitato alla pensione, favorendo al contempo il ricambio generazionale;
  • Stop all’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita.
  • Rinnovo della misura “Opzione donna”.
  • Ricalcolo, oltre un’elevata soglia, delle “pensioni d’oro” che non corrispondono a contributi effettivamente versati.
  • Rivalutazione dei trattamenti pensionistici erogati per fare fronte alla svalutazione monetaria.
  • Introduzione di un meccanismo di solidarietà intergenerazionale, con agevolazioni fiscali per i percettori di redditi di pensione e per gli over 65 che sostengono oneri in favore di parenti under 36, diretti e indiretti, per spese sanitarie, istruzione scolastica e universitaria, pratica sportiva dilettantistica, canoni di locazione per uso abitativo, acquisto della prima casa.

Anche la Lega, anzi soprattutto la Lega, ha a cuore il tema delle pensioni. Il partito di Matteo Salvini inserisce tra i punti del programma il superamento della Legge Fornero rendendo strutturale Quota 41. Tra gli altri punti del Carroccio ci sono:

  • Pensione vecchiaia donne a 63 anni
  • Pensione di garanzia per i giovani (Pensione minima di 1.000 euro per carriere discontinue)
  • Rivalutazione pensioni
  • Opzione donna
  • Ape social
  • Riscatto laurea

PD: PENSIONI DI GARANZIA E FLESSIBILITÀ NELL’USCITA DALLA FORZA LAVORO

Anche il Partito Democratico sottolinea la necessità di garantire una maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione “a partire dai 63 anni di età e da realizzarsi nell’ambito dell’attuale regime contributivo e in coerenza con l’equilibrio di medio e lungo termine del sistema previdenziale”. Il partito di Enrico Letta riconosce l’importanza di introdurre una pensione di garanzia “per le nuove generazioni” che garantisca una “pensione dignitosa a chi ha carriere lavorative discontinue e precarie”. Tra le altre proposte troviamo:

  • accesso alla pensione a condizioni più favorevoli a chi ha svolto lavori gravosi o usuranti o lavori di cura in ambito familiare, anche rendendo strutturali APE sociale (da estendere agli autonomi) e Opzione donna;
  • un aumento del valore e della platea dei beneficiari della “quattordicesima”;
  • rafforzare la previdenza complementare e gli strumenti che possono favorire il ricambio generazionale e la gestione delle crisi aziendali.

All’interno della coalizione progressista quella di Sinistra Italiana e Verdi è la proposta più “generosa”. Nel programma si prevede che si “possa uscire dal lavoro a 62 anni o con 41 anni di contributi (è la quota 41 chiesta anche dalla Lega), riconoscendo inoltre i periodi di disoccupazione involontaria, il lavoro di cura non retribuito, la maternità”, e la pensione minima, come chiesto da Forza Italia, “non dovrebbe essere inferiore a 1.000 euro”. 

M5S: STOP LEGGE FORNERO E PENSIONI DI GARANZIA

Anche per il M5S una priorità è evitare il ritorno alla riforma Fornero. L’obiettivo viene perseguito attraverso una riforma delle pensioni che punti all’ampliamento “delle categorie dei lavori gravosi e usuranti e attraverso meccanismi di uscita flessibile dal lavoro”, alla “Proroga di opzione donna per l’uscita anticipata dal lavoro” e alla “Pensione anticipata per le mamme lavoratrici”. Anche il M5S crede che sia necessaria una “Pensione garanzia giovani” per tutelare chi ha avuto carriere discontinue.

TERZO POLO: LE PENSIONI NON SONO LA PRIORITÀ

La coalizione che sembra meno attenta al tema delle pensioni è quella formata da Azione e Italia Viva. All’interno del programma non è presente un capitolo dedicato alle pensioni. Il leader di Azione, Calenda, ha dichiarato che le pensioni non dovrebbero essere una priorità dell’agenda politica, mentre il partito di Renzi, Italia Viva, è favorevole alla flessibilità in uscita e vorrebbe lavorare per ampliare la platea di quanti possono richiedere l’Ape sociale.

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