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Non solo Mps, ecco conti e magagne di Amco

Amco

Business, buchi e conti di Amco, la società del Tesoro per i crediti deteriorati. L’articolo di Emanuela Rossi

 

La gestione del 2020 di Amco è stata segnata dall’acquisizione dei crediti deteriorati di Montepaschi. L’affermazione arriva dalla Corte dei Conti che ha scritto la relazione sulla gestione finanziaria 2020 di Asset Management Company spa (AMCO), l’ex Sga nata nel 1997 come bad bank del Banco di Napoli, approvata con delibera n. 27/2022 dalla Sezione controllo enti della magistratura contabile.

Nel documento la Corte evidenzia come l’operazione sia stata realizzata nella forma di una scissione parziale, non proporzionale, asimmetrica di un ramo della banca.

I RISULTATI 2020 DI AMCO

Nel complesso, segnala la magistratura contabile, i risultati e i dati di bilancio 2020 sono positivi nonostante gli effetti della pandemia sulle attività finanziarie e gestionali di Amco. Il bilancio presenta un risultato economico positivo (74.800.684 euro), in crescita rispetto al 2019. Tra le componenti attive, si registra l’aumento delle commissioni nette (+4,9%) e del margine di intermediazione (+59,8%).

Per quanto riguarda invece i dati patrimoniali di bilancio, l’incremento complessivo dell’attivo è di circa 6,8 miliardi di euro. Segno più, rispetto all’anno precedente, anche per l’attivo del bilancio consolidato (6.900.372.000 euro), leggermente maggiore di quello individuale, con uno scostamento dovuto perlopiù all’incidenza delle attività finanziarie valutate al costo ammortizzato e risultate superiori per circa 100mila euro. Il patrimonio netto del bilancio consolidato – segnala la Corte – si presenta migliore rispetto a quello individuale, per effetto dell’incremento dell’utile, del sovrapprezzo di emissione e dell’operazione Monte dei Paschi di Siena. Tra le passività più consistenti, ci sono quelle dovute a titoli in circolazione (circa 2,9 milioni di euro) con un’incidenza delle notes senior di cartolarizzazione emesse dalla controllata Fucino NPL’s srl e dei prestiti obbligazionari senior unsecured, emessi dalla capogruppo nel 2019 e 2020.

Infine, sul fronte dell’attività di gestione e recupero dei crediti conferiti nei Patrimoni Destinati delle ex banche venete, nel 2020 Amco ha retrocesso flussi di cassa per un totale di 550 milioni, in flessione rispetto a quanto registrato nel 2019.

L’ANALISI

Ha scritto pochi giorni fa Carlotta Scozzari, giornalista esperta di economia e finanza del gruppo Gedi: “Qualche riflessione su Amco (100% Tesoro), che nel 2021 ha perso 422 milioni dopo svalutazioni per 529 milioni su portafoglio crediti #Mps (65% Tesoro). In autunno 2020 ex Sga aveva acquistato da Monte sofferenze e inadempienze probabili del valore lordo di oltre 8 miliardi, già svalutati a 4,1. Motivi della svalutazione del 2021? Covid? O Amco non ha gestito bene crediti? O aveva pagato prezzi troppo elevati? Ex ad Ifis Colombini, a novembre 2020, aveva detto che “Amco falsa mercato npl” acquistando a prezzi tropo alti. Se così fosse, significherebbe che una società del Tesoro ha fornito di fatto un “aiutino” a un’altra società, bancaria, controllata dal Tesoro e quotata in Borsa. E che, come conseguenza, la società non quotata in Borsa ha perso oltre 400 milioni”.

DOSSIER MPS PER AMCO

Per tornare alla relazione della magistratura contabile, la Corte presieduta da Guido Carlino afferma che “è rilevante il portafoglio di crediti deteriorati di Monte dei Paschi di Siena acquisito da Amco spa nel 2020: l’acquisizione e il suo perfezionamento hanno contraddistinto, per l’anno in esame, la gestione operativa della società di intermediazione finanziaria, interamente partecipata dal Mef e attiva sul mercato dei crediti deteriorati”. Si ricorda che Amco, la quale nel 2017 è stata coinvolta nella gestione della crisi finanziaria delle ex banche venete (Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza) in qualità di cessionario di due compendi di crediti deteriorati delle stesse, successivamente ha sviluppato l’attività di acquisizione di portafogli di NPE (non performing exposures).

Ricordiamo che a novembre 2020 è stato stipulato l’atto di scissione parziale non proporzionale con opzione asimmetrica di Mps a favore di Amco. La scissione – come informa una nota stampa dell’epoca – doveva essere attuata, in virtù del rapporto di cambio, tramite attribuzione ai soci di Siena oltre 55 milioni di azioni di categoria B di Amco di nuova emissione e al contempo l’annullamento di quasi 138 milioni di azioni ordinarie Mps in capo ai soci della banca. In seguito all’emissione delle azioni B di Amco il capitale sociale di quest’ultima è stato pari a più di 655 milioni di euro, di cui 600 milioni di azioni ordinarie, e sono state assegnate ai soci di Montepaschi mentre le corrispondenti azioni dell’istituto di credito sono state annullate in capo ai soci in misura non proporzionale.

Va ricordato infatti che circa il 90% delle azioni Mps da annullare erano detenute dal ministero dell’Economia e delle Finanze, azionista di maggioranza di Rocca Salimbeni, e circa il 10% dagli altri azionisti.

LE GRANE MPS PER AMCO

C’e’ un profilo “di obiettiva criticata’ e rischio” nell’operazione tra parti correlate Amco-Mps per la cessione del compendio di 8,1 miliardi di crediti deteriorati realizzata a fine 2020. Lo scrive la Corte dei conti nella relazione sul suo controllo sulla gestione finanziaria di Amco, la società pubblica guidata da Marina Natale. La Corte dei Conti arriva con i suoi tempi ad analisi il bilancio 2020 (Amco nell’approvazione dei conti del 2021 ha già effettuato una copertura one-off di oltre 528 milioni sul portafoglio acquistato dal Monte dei Paschi). I magistrati contabili hanno chiesto ad Amco un approfondimento sull’operazione riscontrando come – trattandosi di operazione tra società soggette a controllo da parte del medesimo ente, il Mef – la scissione sia stata eseguita ‘in continuita’ dei valori contabili’, assumendo i valori contabili ai quali le attività e le passività risultavano iscritte nel bilancio della banca scissa, alla data di efficacia della medesima”. La Corte aggiunge quindi: “Deve rilevarsi sul punto come l’ampiezza del portafoglio sia suscettibile di generare, in esito al suddetto processo di valutazione, significativi scostamenti contabili sottoforma di rettifiche/riprese di valore. Si tratta di un profilo di obiettiva criticata’ e rischio, la cui dimensione risulterà apprezzabile compiutamente nella sede di formazione del bilancio 2021”.

CAPITOLO POPOLARE DI BARI PER AMCO

Sempre nel 2020 un’altra operazione in soccorso di una banca in sofferenza da anni (e in amministrazione straordinaria). A giugno Amco ha infatti sottoscritto con Popolare di Bari un contratto di cessione per un portafoglio di crediti deteriorati dal valore lordo di bilancio (Gross Book Value) di circa 2 miliardi, composto per circa il 60% da posizioni classificate come unlikely to pay (UTP) e per la parte rimanente da sofferenze. Il prezzo complessivo dell’operazione, come si evince da una nota della stessa Amco, è stato di circa 500 milioni. L’efficacia della cessione è stata condizionata al versamento dell’aumento di capitale di popolare di Bari, approvato dall’assemblea di giugno 2020.

CREVAL E AMCO

Eccoci poi a due banche di sicuro non nelle condizioni delle precedenti, ovvero Creval e Banco Bpm. Ad agosto 2020 Amco ha acquistato dal Credito Valtellinese un portafoglio di crediti deteriorati dal valore lordo di bilancio (Gross Book Value) di circa 270 milioni di euro, prevalentemente verso clientela corporate, composto per circa il 60% da posizioni classificate come sofferenze e per circa il 40% come Utp. Nella nota di accompagnamento dell’operazione, Amco confermava il suo obiettivo di una crescita sostenibile “che fa leva sulle economie di scala, all’interno di un mercato altamente competitivo”. Nel precedente mese di marzo la società, peraltro, aveva già realizzato un’operazione di cessione con Creval per l’acquisto di circa 177 milioni di crediti in sofferenza secured.

BANCO BPM

A novembre invece Amco ha emesso una binding offer a favore di Banco Bpm per l’acquisto di un portafoglio di crediti deteriorati di titolarità della banca dal valore lordo di bilancio di oltre 600 milioni, soprattutto verso clientela corporate classificate Utp. L’operazione – si legge nella nota – è stata condotta attraverso una procedura competitiva a seguito della quale due operatori – uno dei quali Amco – hanno acquistato due diversi portafogli, entrambi oggetto della procedura.

CARIGE

Tornando agli istituti di credito in difficoltà ma spostandoci al 2021, lo scorso dicembre Amco e Banca Carige hanno perfezionato il trasferimento di un nuovo portafoglio di crediti deteriorati derivanti da contratti di leasing. La cessione, che ha avuto efficacia giuridica dal 17 dicembre 2021 ed efficacia economica dal 1 luglio 2021, riguarda un portafoglio con un valore lordo complessivo di circa 17,7 milioni e composto da crediti in sofferenza e Utp derivanti da contratti di leasing senza sottostante o con sottostante di natura immobiliare o strumentale. A marzo dello stesso anno Amco aveva già realizzato un’operazione di cessione con la banca ligure – di cui Bper acquisirà l’80% in mano al Fondo interbancario di tutela dei depositi – per l’acquisto di circa 70 milioni di crediti in sofferenza e Utp. L’operazione di dicembre 2021 ha rappresentato per Amco la terza acquisizione di crediti in leasing completata nell’anno.

GLI EMOLUMENTI DI MARINA NATALE

La relazione su Amco mette infine in evidenza come nel corso del 2020 la società ha assunto la qualifica di società emittente (ha poi emesso obbligazioni) e quindi sia stata esentata dal rispettare il regolamento sui compensi agli amministratori delle società controllate dal Tesoro (legge 22 dicembre 2011).  La conseguenza è che la retribuzione percepita dalla direttrice generale a amministratrice delegata Marina Natale sia balzata del 62,8% rispetto al 2019 a un importo di 345.032 euro. Oltre alla Ral da 400mila euro annue (deliberata a decorrere dal maggio 2020), scrive la Corte dei Conti, alla top manager Amco spetta un variabile da 200mila euro legato al raggiungimento di alcuni obiettivi (cosiddetti target bonus mbo).

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