Economia

Negozi, che cosa prevede l’accordo M5S-Lega sulle domeniche

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Assicurate almeno 30 aperture l’anno. La scelta verrà effettuata dalle Regioni. Deroghe per le città turistiche e i centri storici. Tutti i dettagli

I negozi potranno rimanere aperti per più della metà delle domeniche di ogni anno. E saranno le singole Regioni a fissare il calendario. Si profila su queste basi l’intesa all’interno della maggioranza giallo-verde dopo mesi di confronto per scardinare le liberalizzazioni degli orari voluta dal governo Monti.

LA MEDIAZIONE SULLE DOMENICHE DOPO UN LUNGO CICLO DI AUDIZIONI

Dopo un lungo ciclo di audizioni – circa 40 – la commissione Attività produttive presieduta dalla leghista Barbara Saltamartini è arrivata a una sintesi tra la posizione del M5s, che puntava a tenere aperto il 25% degli esercizi commerciali, e quella della Lega, che proponeva un tetto di otto aperture.

SARANNO LE REGIONI A SCEGLIERE LE DOMENICHE DI APERTURA

Il testo base il cui relatore relatore è l’esponente del Carroccio Andrea Dara – dovrà essere sottoposto al voto della Commissione e prevede una certa autonomia in capo alle Regioni che potranno scegliere quali saranno le domeniche, sentendo le associazioni di categoria e i sindacati.

SI PARTE DA UNA BASE DI 26 DOMENICHE, PIÙ ALTRE 4 A DISCREZIONE

La base di partenza è la possibilità di rimanere aperti per 26 domeniche su 52 annuali con deroghe per le festività nazionali (laiche e religiose), durante le quali le saracinesche potranno rimanere alzate per altre quattro volte su dodici. Per un totale massimo di 30 aperture domenicali annue.

ATTENZIONE PARTICOLARE A ZONE TURISTICHE E CENTRI STORICI

Un’attenzione particolare verrà rivolta alle zone turistiche: nel provvedimento si chiarisce che in queste aree sarà possibile concentrare le aperture tutte nell’alta stagione mentre nelle grandi città gli esercizi commerciali potranno rimanere aperti tutte le domeniche, eccezione fatta per le festività (Capodanno, Epifania, Pasqua e Pasquetta, Liberazione, festa del Lavoro, della Repubblica, Ferragosto, Ognissanti, Immacolata concezione, Natale e Santo Stefano), all’interno dei centri storici e nei negozi “di vicinato” cioè quelli subito adiacenti al centro. Nei Comuni fino a 10.000 abitanti, potranno rimanere aperti negozi di vicinato fino a 150 mq mentre nei Comuni con più di 10.000 abitanti quelli fino a 250 mq.

ESENTATI MONOPOLI, CINEMA, AUTOSTRADE, PASTICCERIE

Inoltre, potranno essere sempre aperte le rivendite di generi di monopolio; gli esercizi di vendita interni ai campeggi, ai villaggi e ai complessi turistici e alberghieri; gli esercizi di vendita al dettaglio nelle aree di servizio lungo le autostrade, nelle stazioni ferroviarie, marittime e aeroportuali; le rivendite di giornali; le gelaterie e gastronomie; le rosticcerie e le pasticcerie; gli esercizi specializzati nella vendita di bevande, fiori, piante e articoli da giardinaggio, mobili, libri, dischi, nastri magnetici, musicassette, videocassette, opere d’arte, oggetti d’antiquariato, stampe, cartoline, articoli da ricordo e artigianato locale, nonché le stazioni di servizio autostradali e le sale cinematografiche e in aggiunta gli autosaloni e gli esercizi commerciali al dettaglio ubicati nelle autostazioni, nei parchi divertimento, negli stadi e nei centri sportivi.

MULTE SALATE PER CHI VIOLA LE NORME

Previste sanzioni per chi viola le norme. Sanzioni amministrative da 10.000 a 60.000 euro per chi non rispetta le norme che, in caso di recidività, raddoppiano. I proventi delle sanzioni saranno utilizzati per il contrasto dell’abusivismo commerciale e per azioni di promozione del decoro urbano.

CONFESERCENTI: SU DOMENICHE PASSI AVANTI. ORA CONFRONTO CON DISTRIBUZIONE

“La proposta di legge sulle chiusure segna un passo avanti rispetto ai dl che erano stati presentati fino ad ora e per i quali eravamo stati auditi. Ora però è necessario un confronto, più ampio possibile, con i rappresentanti della distribuzione per una soluzione condivisa da tutti”, ha commentato Confesercenti in una nota.

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