Economia

Ubi, Mps, Carige, Unicredit e non solo. Ecco promosse e bocciate secondo Mediobanca

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Che cosa si legge in un report degli analisti di Mediobanca sulle banche europee e quelle italiane in particolare su Npl e dintorni. Un report in controtendenza. Ecco perché nell’articolo di Fernando Soto

Report in controtendenza rispetto agli umori consueti, seppure sovente errati, degli analisti fra Stati Uniti ed Europa quello sfornato da Mediobanca. Perché in controtendenza? Perché non picchia contro le banche italiane, anzi le mette in cima a una speciale classifica e non per indurle al pubblico ludibrio. Ecco tutti i dettagli.

IL REPORT

La sintesi del report di Mediobanca? Eccolo: gli analisti dell’istituto di Piazzetta Cuccia preferiscono le banche italiane che vanno sovrappesate in portafoglio, tenuto conto di valutazioni, possibili M&A e tassi. In particolare il giudizio outperform va a Unicredit, Credem, Ubi e Bper. In seconda fila Intesa Sanpaolo. In basso alla classifica Mps e Carige.

NPL E NON SOLO

Ecco uno dei passaggi clou del report: “Il miglioramento del quadro macroeconomico dovrebbe rivelarsi come una sorta di pilota automatico per gli istituti di credito nella riduzione negli Npe (Non-performing exposure). Inoltre, non tutti gli Npe sono uguali: i bad loan possono essere venduti, mentre gli unlikely-to-pay possono essere ristrutturati”.

I CONSIGLI DEGLI ANALISTI

La strategia che Mediobanca suggerisce alla banche italiane per rilanciarsi punta sui crediti unlikely to pay ossia sugli Utp. Secondo Piazzetta Cuccia, le strategia delle banche dovrebbero basarsi proprio sugli UTP “utilizzando le risorse liberate grazie alla riduzione degli NPL”. Grazie a una strategia incentrata sugli UTP, il Cet1 potrebbe migliorare di circa 10 -15 punti base per anno entro il 2020. Anche gli utili per azione potrebbero avere un miglioramento di circa il 6%.

L’OGGETTO DELLO STUDIO

Nello studio dedicato al settore bancario del Sud Europa, Mediobanca ritiene che il timore legato alla riduzione dei crediti deteriorati abbia penalizzato troppo gli istituti del credito della periferia, che ora possono recuperare. “A partire da quelli italiani quali Ubi, Bper, Credito Emiliano e Unicredit, che meritano un giudizio outperform”, sottolinea Mf.

I GIUDIZI DEGLI ANALISTI

Gli esperti di Mediobanca  rimarcano che finora la necessità di ridurre gli Npe (non performing exposure), ossia i crediti deteriorati, ha rappresentato uno spettro per le banche del Sud Europa. L’idea è che ridurre velocemente i crediti deteriorati comporta perdite e questo urta la redditività delle banche. Ma secondo Mediobanca questo è un approccio troppo semplicistico. “Il miglioramento macroeconomico può aiutare la riduzione degli Npe e non tutti i crediti deteriorati sono uguali: i bad loans possono essere venduti, ma gli unlikely-to-pay possono essere ristrutturati”, si legge nell’analisi di Piazzetta Cuccia.

L’EVOLUZIONE IN EUROPA

Mediobanca ha stimato l’evoluzione dei non performing asset (Npa) per le banche del Sud Europa. Secondo gli esperti l’Italia può ridurre gli Npe di un terzo entro il 2021 (2/3 vendendoli, 1/3 recuperandoli).

COME STANNO LE ITALIANE

Questo vorrebbe dire – secondo gli analisti di Mediobanca – che entro il 2019 l’Npe ratio (rapporto tra crediti deteriorati e totale) sarebbe inferiore al 10%, con Unicredit  e Credito Emiliano  in testa, Intesa Sanpaolo  e Ubi all’inseguimento e Mps  e Banca Carige  che restano indietro. “Ipotizziamo che non ci sarà più erosione del Cet1 dalla vendita di Non performning loan (Npl) dopo l’adozione del Ifrs9. La Spagna potrà tagliare di un terzo gli Npa entro il 2020 raggiungendo un Npa ratio del 7-8%”, dice il report. Quindi la qualità degli asset non è più un problema per le banche spagnole.

IL COMMENTO DI MF/MILANO FINANZA

“Di fatto dall’analisi di Mediobanca  emerge un quadro confortante sul cammino di de-risking delle banche del Sud Europa”, scrive Mf. Tra contesto macro positivo e crescita dei crediti, riduzione degli asset deteriorati innocua e un’accelerazione delle rinegoziazioni portà portare a un rapporto Npa del 6-7% nel 2021, in linea con la media Ue. I

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