Economia

Mediocredito, ecco chi e perché ha stoppato Ccb in Trentino

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Bcc ccb

Che cosa sta succedendo in Trentino fra Mediocredito, la banca che sostiene le pmi locali, e Ccb, il gruppo cooperativo che è diventato anche azionista di Carige

Ccb bussa alla porta ma Mediocredito non apre. Sulle colonne del Corriere del Trentino negli scorsi giorni è stata scritta – a meno di colpi di scena – la parola fine sull’acquisto di Mediocredito da parte del gruppo cooperativo, guidato dal presidente Giorgio Fracalossi.

Mediocredito, banca che sostiene lo sviluppo delle piccole e medie imprese, è detenuta dalle Province di Trento e Bolzano. L’altro forte azionista, con il 35,2%, è Ccb (Cassa centrale banca) che vorrebbe acquistare le quote delle Province con un’operazione che varrebbe circa 120 milioni di euro. Ma se Bolzano è d’accordo nel dismettere la sua parte non è così per Trento e il presidente Maurizio Fugatti lo ha confermato chiaramente. Un giorno dopo la richiesta ufficiale – sempre tramite intervista – di Fracalossi.

COS’E’ CCB

Cassa Centrale Banca, primo esperimento di gruppo bancario cooperativo insieme a Iccrea, festeggerà il 1° gennaio 2020 il suo primo anno di vita dovuto alla riforma del credito cooperativo decisa da Matteo Renzi nel 2016.

Oggi Ccb riunisce circa 80 Bcc sparse su tutto il territorio nazionale ma in origine erano 122, cifra che si è poi ridotta in seguito a diverse fusioni. Di esse 17 sono Casse rurali trentine. Lo scorso luglio Ccb – che dà lavoro a 500 persone di cui 300 assunte negli ultimi due anni – ha deciso di partecipare al salvataggio di Carige, la banca ligure commissariata e a rischio liquidazione. Dopo l’approvazione del riassetto, nell’assemblea di settembre, il gruppo cooperativo ha acquisito il 9,9% del capitale di Carige e ha garantito un esborso di 163 milioni. Non solo: entro il 2021 Ccb potrà comprare la maggioranza delle quote dell’istituto dal Fondo interbancario per la tutela dei depositi (Fitd) che ha partecipato all’operazione come partner industriale.

LE MIRE DI CCB SU MEDIOCREDITO

Nell’intervista al Corriere del Trentino Fracalossi è stato chiaro: “Noi stiamo aspettando che a Provincia decida cosa vuole fare con le sue quote. Al momento deteniamo la gestione industriale, per così dire, di Mediocredito ma il nostro obiettivo sarebbe farla diventare la banca corporate del gruppo”. Il numero uno di Ccb nota infatti che “già oggi Mediocredito non lavora solo in Trentino Alto Adige ma anche in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna. Può essere secondo noi la banca delle imprese”.

IL NO DI FUGATTI

Ma se Fracalossi nutriva ancora qualche speranza, ieri Fugatti – sempre dalle colonne del Corriere del Trentino – è stato esplicito. “Lo ripeto un’altra volta: noi non abbiamo intenzione di vendere le nostre quote. Detto questo, anche se fosse, non è che queste quote andrebbero a Cassa centrale banca perché lo decidiamo noi. Ci deve essere una procedura di evidenza pubblica”. Il presidente della provincia di Trento ha aggiunto elementi: “Bolzano vuole vendere le proprie quote, Trento no. Ma attenzione: la nostra visione di Mediocredito è quella di una banca che si occupa delle piccole e medie imprese locali e che mantiene un forte radicamento territoriale”. Insomma, una banca “con testa e piedi in Trentino”.

Per quanto riguarda il possibile acquisto delle quote bolzanine, Fugatti spiega: “Valuteremo tutte le carte sul tavolo. Chiunque bussi alla nostra porta e proponga delle ipotesi verrà ascoltato: noi, nell’interesse della parte pubblica, abbiamo l’obbligo di valutare tutte le ipotesi in campo. Tenendo presente che c’è anche la questione della provvista: Mediocredito deve avere qualcuno che faccia provvista di liquidità per finanziare le piccole e medie imprese. Da solo non può stare”. Sui tempi, il politico leghista è stato altrettanto netto: “Vogliamo fare in fretta. Anche alla luce di un altro aspetto” ovvero “le polemiche nate per fusioni e accorpamenti. E’ chiaro – ha evidenziato Fugatti – che questo aumenta la delicatezza della questione di Mediocredito. Che rappresenta un patrimonio del Trentino”.

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