Economia

Mediobanca, Nagel silura Unicredit e coccola Assicurazioni Generali (Del Vecchio, tiè)

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Che cosa ha detto l’amministratore delegato di Mediobanca, Nagel, alla presentazione del nuovo piano industriale. Parole gelide sull’uscita di Unicredit. Parole dolci per Generali. Silenzi (o quasi) sull’arrembante Del Vecchio, a parte qualche stoccata indiretta…

“Considero la vendita della quota UniCredit positiva per tutti”. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, nel corso della conference call di presentazione del nuovo piano industriale. L’uscita di UniCredit dal capitale, ha spiegato, è in primo luogo “positiva per noi, che così abbiamo una base azionaria più normale”. Unicredit, ha aggiunto, “non è mai stato considerato un azionista credibile di Mediobanca dato che opera negli stessi settori e negli stessi mercati’. Quindi la vendita della partecipazione, ha ribadito, “è positiva per noi, per Unicredit e per le banche italiane, che credo abbiamo migliori chance se hanno un azionariato standard, istituzionale, normale, che poi si riflette nel sistema di governance”.

I NUMERI DEL PIANO DI MEDIOBANCA

Col nuovo piano al 2023 Mediobanca punta sulla crescita. I ricavi saliranno del 4% a 3 miliardi, gli utili vedranno un earning per share in aumento del 4% a 1,1 euro per azione e il Rote si attesterà all’11% dal 10%.

LE RISPOSTE AGLI ANALISTI

“Per un buon asset la priorità è di non chiedere capitale ai nostri soci e utilizzare il capitale disponibile”. Quanto a una big deal che richiederebbe la vendita di una parte della quota in Generali “Siamo disponibile ma per il momento non ci sono discussioni”, ha detto Nagel rispondendo alle domande degli analisti su M&A. “Dobbiamo esser pronti a tutto anche se il primo impegno è di crescere a livello organico, assumendo persone e guadagnando quote di mercato. Il M&A può aumentare la nostra crescita”, ha affermato su acquisizioni di dimensioni più ridotte. “E’ difficile che facciamo un grande acquisizione in asset management”

CAPITOLI FINECO, BANCA GENERALI E MEDIOLANUM

In questo settore fra le società quotate in Borsa come Fineco, Banca Generali e Mediolanum “non ci sono target disponibili. Sono società che vanno bene, vogliono restare indipendenti o appartengono a gruppi o famiglie. Non c’è disponibilità per una acquisizione. Poi conta il valore. La valutazione delle società di gestione del risparmio quotate è alta”.

IL RITORNO DEGLI AZIONISTI

Negli ultimi 5 anni Mediobanca ha consentito un ritorno totale agli azionisti pari al 77%, che la colloca al primo posto tra le banche italiane. E’ quanto emerge dalle slide diffuse in occasione della presentazione del nuovo piano 2019-2023. In base ai dati, al secondo posto c’è Intesa Sanpaolo con il 24%, mentre tutti gli altri principali istituti fanno segnare performance negative: -38% per Bper, -53% per Ubi Banca, -62% per UniCredit e -78% per Banco Bpm.

IL RUOLO DI GENERALI PER MEDIOBANCA

La partecipazione in Generali, pari al 12,91%, continuerà a contribuire in maniera positiva alla creazione dei ricavi e degli utili di Mediobanca, migliorandone la stabilità e visibilità. “La valenza dell’investimento risiede nella buona redditività e nell’opzione di valore che l’interessenza assicura al Gruppo Mediobanca in termini di risorse disponibili ed attivabili in caso di operazioni di crescita”, si legge nella nota sul nuovo piano nella quale l’istituto segnala che continuerà a valutare opportunità di crescita tramite acquisizioni. Parole che sono da un lato un elogio per ruolo e vertici di Assicurazioni Generali e dall’altro una stoccata indiretta verso chi – come l’arrembante Leonardo Del Vecchio che con la sua finanziaria lussemburghese Delfin sta salendo nel capitale di Mediobanca – ha criticato proprio l’eccesso di peso di Generali per i conti dell’istituto di Piazzetta Cuccia.

LE PREVISIONI DI MEDIOBANCA

Mediobanca prevede di aumentare la remunerazione complessiva degli azionisti del 50% fino a 2,5 miliardi nel nuovo piano strategico 2019-2023 rispetto a quanto distribuito negli ultimi 4 anni. Nel dettaglio, il dividendo unitario salira’ del 10% il prossimo anno a 0,52 euro dagli 0,47 pagati sull’esercizio chiuso il 30 giugno. La crescita sarà poi del 5% annuo: a 0,54 euro nel 2021, a 0,57 nel 2022 e a 0,60 nel 2023. Complessivamente Piazzetta Cuccia prevede quindi di distribuire nel quadriennio dividendi per 1,9 miliardi, a cui si dovrà aggiungere un piano di buyback compreso tra i 300 e i 600 milioni.

DOSSIER BUYBACK

Nel dettaglio, Mediobanca spiega che “a valle della crescita organica e delle acquisizione effettuate, il gruppo distribuirà ogni anno il capitale eccedente il 13,5% del Cet1 phase-in attraverso una politica di remunerazione che assocerà il pagamento di dividendi ad operazioni di riacquisto e cancellazione di azioni proprie”. Il buyback, d’altra parte, partirà a ottobre 2020 “con valutazione annuale in funzione dell’andamento dei coefficienti patrimoniali (corrispondenti ad un massimo annuo del 2% del capitale)”. La politica di distribuzione agli azionisti, infine, “verrà rivista qualora il Cet1 phase-in sia inferiore al 13%”, considerando un ‘management buffer di 50 punti base per assicurare flessibilità gestionale”.

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