Economia

Ecco come i turbo-liberisti del Foglio si strattonano via Twitter su Cdp in Tim

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Cdp
Prosegue il dibattito fra intellettuali di impostazione liberistica dopo la decisione della Cassa depositi e prestiti di entrare nel capitale sociale di Tim. A scatenare la disputa è stato un tweet dell’ex fogliante Oscar Giannino che ha criticato il Foglio… L’articolo di Fernando Soto

Non conosce soste il dibattito a colpi di tweet fra liberali-liberisti sulla mossa della Cassa depositi e prestiti, controllata dal ministero dell’Economia, che ha deciso di entrare in Tim con spiegazioni non del tutto collimanti rispetto alle dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda (qui l’approfondimento di Michele Arnese sul tema per Start Magazine).

Se nei giorni scorsi sono stati alcuni intellettuali liberisti a rimbrottare e a interrogare Calenda sull’operazione della Cdp presieduta da Claudio Costamagna (qui l’articolo di Start Magazine con tutte le discussioni sui social), ieri è andato in onda su Twitter un dibattito che animato in particolare giornalisti ed editorialisti del quotidiano il Foglio fondato da Giuliano Ferrara e ora diretto da Claudio Cerasa.

La sorpresa e la rilevanza del dibattito sono date dal nome di chi ha dato il “la” al dibattito: Oscar Giannino, ora editorialista del quotidiano Il Messaggero di proprietà di Francesco Gaetano Caltagirone, voce di Radio 24, noto intellettuale liberista e, fra l’altro, già firma del quotidiano Il Foglio dove per anni è stato responsabile delle pagine di economia e finanza.

Ieri con un tweet che ha fatto rumore nella comunità del Foglio e non solo ha rimbrottato il suo ex giornale per la presa di posizione a sostegno dell’entrata della Cassa depositi e prestiti nel capitale di Tim: ovvero una società controllata dallo Stato, ovvero dal Tesoro, è diventata azionista di una società del tutto privata mentre fra l’altro c’è una contesa in corso per il controllo fra l’attuale azionista di comando, il gruppo francese Vivendi, e lo scalpitante fondo americano Elliott, che dice di perseguire una finalità di public company nel cercare di scalzare Vivendi dal controllo dell’ex Telecom Italia.

A un Giannino sconcertato per la posizione del solitamente e storicamente liberista Foglio pro Cdp in Tim, ha replicato sempre su Twitter il direttore dello stesso quotidiano Cerasa, secondo cui lo Stato può e deve entrare in una società privata se il fine è quello di allargare il mercato; posizione che nei fatti pari collimante con quella del ministro Calenda da sempre molto attento e vicino al Foglio, apprezzato peraltro anche dal suo attuale capo di gabinetto, l’economista Ernesto Somma, già consigliere economico di Raffaele Fitto.

A sostegno di Giannino, sempre su Twitter, si è esposto anche un altro intellettuale liberista, il direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni, Alberto Mingardi, che negli anni ha scritto sul Foglio. Mentre, se si comprende bene la sequenza dei tweet, un altro liberista e dirigente del Bruno Leoni, Carlo Stagnaro, firma del Foglio e già al ministero dello Sviluppo economico, ha difeso il dibattito animato dal Foglio criticando altri e imprecisati quotidiani.

Ma d’altronde, come sanno bene i lettori foglianti, a ogni regola (l’impostazione liberistica) c’è sempre un’eccezione, come ha sempre ammesso lo stesso Ferrara che ha sostenuto la bontà dei finanziamenti pubblici all’editoria di qualità, come il suo Foglio, che negli anni – secondo i recenti calcoli del Fatto Quotidiano – ha incassato 50 milioni di euro di contributi statali in 17 anni.

D’altronde per Ferrara non ci sono dogmi: per l’Elefantino anche il Papa (Bergoglio) non è infallibile.

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