Economia

Leonardo-Finmeccanica, Saipem, Eni e non solo. Come si muoveranno i 5 Stelle di Di Maio

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Sono stati esauditi o no dal Tesoro gli auspici dei Pentastellati sulle nomine nelle partecipate statali come Saipem e Leonardo-Finmeccanica? Fatti, nomi e indiscrezioni nell’articolo di Michele Arnese

Sono stati esauditi o no dal Tesoro gli auspici dei Pentastellati sulle nomine nelle partecipate statali? E’ la domanda che si pongono analisti e addetti ai lavori dopo il post netto del candidato ministro dell’Economia, Andrea Roventini, sul Blog delle Stelle, che prendeva di mira in particolare la Cdp e le nomine in ballo per Saipem, e il post su Facebook del deputato M5S Stefano Buffagni, esponente di spicco del movimento capitanato da Luigi Di Maio che segue con attenzione passato, presente e futuro delle società partecipate o controllate dal Tesoro, direttamente o indirettamente tramite la Cassa depositi e prestiti, in cui auspicava “un segnale di cambiamento, sempre nell’interesse del bene pubblico e degli interessi nazionali, portando novità ed innovazione”.

Nel caso di Saipem, la risposta alla domanda iniziale pare proprio che sia stata negativa: la decisione del governo di confermare da un lato come capo azienda Stefano Cao e dall’altro di indicare alla presidenza Francesco Caio non è stata salutata con favore dai Pentastellati. Per due ragioni, secondo le indiscrezioni raccolte da Start Magazine: una di metodo e una di merito. Ragione di merito: Caio è considerato vicino ai precedenti governi e un manager dalla forte personalità alla presidenza potrà generare un dualismo operativo in Saipem. Ragione di metodo: i Pentastellati, anche sulla base di rassicurazioni pervenute dal Quirinale, si attendevano non mosse unilaterali dell’esecutivo e del Tesoro nella partita delle nomine. Ma il governo avrebbe spiegato che non c’erano i tempi per procrastinare una decisione.

Mentre i tempi ci sarebbero stati per il rinnovo del collegio sindacale di Leonardo, l’ex Finmeccanica capitanata da Alessandro Profumo e presieduta da Gianni De Gennaro, si bisbiglia in M5S. “Il cambiamento e l’aria nuova deve partire anche da lì, da sindaci e revisori”, è il mantra dei Pentastellati. “Vogliono piazzare loro uomini nel collegio sindacale di Leonardo?”, si è chiesto polemicamente il renzianissimo Michele Anzaldi, come ha riportato il quotidiano La Verità, basandosi su due righe di indiscrezioni in un articolo di Start Magazine.

I vertici dei Cinque Stelle ridimensionano il caso sollevato da Anzaldi. I Pentastellati, come ricostruito da Start Magazine, per altri organi e altre partecipate o controllate dal Tesoro porranno una questione: quali sono le procedure che conducono a formare le liste, ad esempio, dei collegi sindacali, come quella presentata nei giorni scorsi dal Mef per Leonardo?

Alti dirigenti del Tesoro hanno spiegato ad interlocutori pentastellati che chi si voleva candidare per il collegio sindacale poteva presentare la propria candidatura sulla piattaforma Cross. Tutti i curricula raccolti dal Tesoro vengono poi esaminati e selezionati da società di head hunter in maniera gratuita. I nomi prescelti dai cacciatori di testa sulla base dei loro criteri sono poi passati al Tesoro per un vaglio anche politico.

Quindi è una decisione politica, secondo i Pentastellati, che si chiedono anche: quali sono i criteri dei cacciatori di teste? Scegliere i soliti noti e chi ha già avuto in passato incarichi nelle società della galassia statale? Perché non preferire giovani professionisti senza padrini politici?

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