Economia

Leonardo-Finmeccanica, ecco come svolazza il dossier Piaggio Aero tra governo e militari

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Piaggio Aero ancora in bilico dopo gli sbuffi dell’Aeronautica sul rifinanziamento per il drone, lo stallo al ministero della Difesa, le perplessità e le oscillazioni del Movimento 5 Stelle, le preoccupazioni dei sindacati e il circoscritto interesse di Leonardo-Finmeccanica per Piaggio Aerospace.

Ecco tutte le ultime novità sulla società ora in amministrazione straordinaria.

IL NIET DELL’AERONAUTICA

Il Capo di Stato Maggiore, il generale Alberto Rosso in audizione alla commissione Difesa alla Camera dei Deputati, ha apertamente escluso un interesse sul drone P1HH prodotto proprio da Piaggio. Rosso ha nei fatti bocciato questo rifinanziamento per il drone dal punto di vista del prodotto perché non adatto alle esigenze del Corpo, mentre non è ancora andata in porto neanche la sua evoluzione: il P2HH.

CHE FA LA DIFESA?

L’autorizzazione all’effettiva erogazione di questi fondi, in un arco di diversi anni, non è mai arrivata nonostante il ripetuto endorsement del ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, che si è spesa per supportare la realizzazione di un velivolo che avrebbe anche funzioni di monitoraggio in situazioni di calamità naturali. La società è precipitata in amministrazione straordinaria con la nomina del commissario Vincenzo Nicastro da parte del ministero dello Sviluppo.

LA CRITICA DI TRICARICO

“250 milioni per un drone che non funziona e non serve. È il prezzo dell’operazione da Prima Repubblica che il vicepresidente del Consiglio e pluriministro Luigi Di Maio vuole addossare alla Difesa italiana per tenere a galla Piaggio Aerospace”, così negli scorsi giorni Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, ha commentato e criticato l’intesa che sarebbe stata raggiunta a livello politico: “Tenere a galla, perché nessuna iniezione di risorse pubbliche potrà salvare un’azienda da troppo tempo in cerca di un vero piano industriale. A pagare sarà l’efficienza operativa delle forze armate, il cui sempre più magro bilancio viene usato come bancomat per favori politici”, ha biasimato Tricarico, ora presidente della fondazione Icsa.

I TIMORI DEI SINDACATI

Su Piaggio Aero ancora un rinvio, dunque: “Si continua a perdere tempo e non si decide. E sono sottovalutate le ricadute sui lavoratori e territorio”, ha detto il segretario generale Fim Cisl Liguria, Alessandro Vella, che in una nota spiega: “Il via libera della commissioni parlamentari sul finanziamento dei 250 milioni per la certificazione e l’acquisto di quattro sistemi P1HH ancora una volta non è stato deliberato. E il rischio della cassa integrazione per i lavoratori è sempre più vicino. Come più volte dichiarato dalla Fim Cisl si continua a sottovalutare l’importanza delle vertenza Piaggio Aero”. E osserva: “Sono trascorsi più di tre mesi da quando la Piaggio Aero è stata posta in amministrazione straordinaria. Emerge sempre di più la necessità di una commessa ‘vera’ per ammodernare la flotta istituzionale dei P180 ‘versione civile’. Sono 37 i velivoli che ad oggi vengono impiegati in servizio operativo, alcuni dei quali sono datati 1994. Resta poco tempo per far ripartire ‘il rumore del lavoro’ nelle linee di produzione”.

CHE COSA SUCCEDE AL MISE SU PIAGGIO

«Frase che ha spiazzato tutti», hanno sottolineato i partecipanti al tavolo genovese. Al Mise era stato annunciato che si sarebbe investito proprio sul P1HH. «Ora, a nemmeno un mese dall’incontro al ministero dello Sviluppo Economico abbiamo scoperto un’altra amara verità – dice amareggiato il sindaco di Albenga Giorgio Cangiano – Non è possibile che negli incontri al Mise vengano illustrate le modalità di intervento e dopo solo alcune settimane si cambino le carte in tavola. Non si può giocare sulla pelle di 1200 lavoratori di Piaggio e sui 100 di Laerh. Noi come loro pretendiamo chiarimenti. Visto che la questione Piaggio interessa più ministeri al tavolo si è deciso di chiedere un confronto diretto col Premier Conte anche perché alle riunioni ministeriali romane non si è mai presentato il responsabile del dicastero Luigi Di Maio».

L’IPOTESI LEONARDO-FINMECCANICA

Resta in ballo l’ipotesi Leonardo (ex Finmeccanica), fornitore e primo creditore di Piaggio Aero con un’esposizione di 117 milioni di euro, che potrebbe decidere di salvare il gruppo inglobandolo nel suo perimetro. Ma l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, ha circoscritto l’eventuale interesse: “Il focus è solo per la parte manutenzione dei motori sui nostri aerei», riferito agli addestratori Mb339.

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