Economia

Le convergenze parellele di Grillo, Zingaretti, Salvini e Meloni sulla rete unica Tim-Open Fiber

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Le posizioni di Grillo, Zingaretti, Meloni e Salvini sullo scorporo della rete Tim e sulla rete unica con Open Fiber

C’è un argomento che pare mettere d’accordo tutte le maggiori forze politiche, nonostante polemiche e dissidi: quello della rete unica.

Beppe Grillo (M5s) e Nicola Zingaretti (Pd), esponenti della maggioranza, premono e spingono per la rete Tim-Open Fiber con perno pubblico.

Sulla stessa lunghezza d’onda di fatto sono anche i principali esponenti dell’opposizionI: Giorgia Meloni (FdI), che ha anche presentato una mozione sul tema, approvata alla Camera, e Matteo Salvini (Lega), se si ricorda dichiarazioni anche del passato recente.

Andiamo per gradi.

LA POSIZIONE DI GRILLO

Partiamo dalle ultime dichiarazioni in merito. Beppe Grillo, sul proprio blog, ieri ha scritto: “E’ ora arrivato il momento per Tim di invertire la rotta rispetto al passato, sviluppando una maggiore focalizzazione sulle attività tecnologiche, anche attraverso la separazione di tali attività dal resto del perimetro aziendale”. “In particolare, è fondamentale che Tim torni ad essere una realtà che investe pesantemente e in maniera integrata nelle tecnologie di comunicazione, sia attuali (come ad esempio la fibra ottica) che prospettiche (come ad esempio il 5G), anche congiuntamente con gli altri operatori del settore in chiave finalmente sistemica”, ha aggiunto il fondatore del Movimento 5 Stelle.

UNA RETE PUBBLICA

Quello che chiede Grillo, come scriviamo in questo articolo di Start Magazine è che venga realizzato un “progetto di creazione di una società unica delle reti e delle tecnologie” “sotto la guida e l’indirizzo di istituzioni pubbliche con un’ottica paziente, che siano in grado di garantire sicurezza, stabilità e sviluppo nel lungo periodo”. Ossia il perno azionario deve essere Cdp (Cassa depositi e prestiti), in sostanza.

LE CONVERGENZE CON ZINGARETTI

Anche l’altra faccia della maggioranza, quella del Pd, spinge per lo scorporo della rete Tim e per il progetto di una rete unica. Almeno questo sarebbe quanto traspare dalle parole recenti del segretario del Partito Democratico sul Corriere della Sera: “E’ necessario puntare alla creazione in Italia di una piattaforma digitale di ultima generazione, che trasformi il Paese rendendolo più connesso, competitivo e sicuro. Ciò non può che avvenire integrando tutte le tecnologie di ultima generazione (fibra ottica, 5G, data center e cloud)”, ha scritto Zingaretti lo scorso luglio.

UN PAESE PIU’ CONNESSO

La piattaforma, è convinto Zingaretti, diventerebbe “un volano per nuove forme di lavoro, sanità e formazione, a tutela dei diritti costituzionali nella nuova era digitale”.

“Un Paese più connesso – ha continuato il segretario del Pd – potrà, ad esempio, aprire nuove frontiere di sviluppo per le aree interne, riportandole al centro del mondo produttivo a costi contenuti”.

LE POSIZIONI DI MATTEO SALVINI

Sull’argomento, in realtà, si trova d’accordo anche Matteo Salvini della Lega. Fin dal 2018, il leader d’opposizione ha visto con favore il progetto dello scorporo della rete Tim.

“Difendere l’interesse nazionale è priorità, difendere infrastrutture strategiche è priorità, e quindi col nostro governo non saremo in vendita, o meglio in svendita, come troppo spesso è accaduto negli ultimi anni”, disse Salvini rispondendo ai giornalisti a margine di un evento elettorale. “Le telecomunicazioni, come i dati sensibili, come il risparmio postale, sono strategiche”, ha aggiunto il leader della Lega.

ANCHE GIORGIA MELONI PER LO SCORPORO DELLA RETE

Stessa posizione per Giorgia Meloni. Il pensiero della leader di Fratelli d’Italia è riassunto sul sito internet della Meloni: “Fratelli d’Italia ha sempre sostenuto la proprietà pubblica di tutte le reti e le infrastrutture e la tutela dell’interesse nazionale nella loro gestione, pubblica o privata che sia. Bene lo scorporo della Rete di telecomunicazione”.

Meloni chiede, sul fronte, “la nascita di una società terza della rete, centrata su Open Fiber e CDP e in cui far confluire le reti TIM, e quindi sotto il controllo pubblico e nazionale.

LA MOZIONE PER LA RETE UNICA APPROVATA ALLA CAMERA

Ed è stata proprio la leader di Fratelli d’Italia a presentare una mozione, approvata alla Camera, che impegna il Governo a lavorare alla creazione di una rete pubblica, unica e wholesale only.  Nel documento approvato si legge che si impegna il governo “ad intraprendere in termini brevi un’iniziativa di impulso e raccordo attraverso l’istituzione di un tavolo operativo di confronto con gli operatori e le autorità competenti”.

IL COMMENTO DEL SOLE 24 ORE

“Quando però si aggredisce il tema del controllo, del futuro di Tim, del ruolo di Cassa depositi e prestiti, insomma della governance, allora si cominciano a intravedere i distinguo”, ha commentato il Sole 24 Ore.

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