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Lagarde (Bce) dice che il rialzo dei tassi non è vicino. I mercati ci crederanno?

Meeting Bce

La Bce si conferma come una delle banche centrali più colomba, che non appare intenzionata ad utilizzare l’arma del rialzo tassi, preparandosi invece a rimodulare il proprio armamentario di politica monetaria nel meeting del 16 dicembre. Il commento di Antonio Cesarano, chief global strategist, Intermonte

 

La riunione della Bce di oggi è stata di fatto interlocutoria prima di quella di dicembre, con comunque alcune indicazioni rilevanti.

In sintesi, i principali punti emersi dalla conferenza stampa di oggi:

  • Inflazione attesa risalire ancora nel breve e poi gradualmente calare nel corso del 2022. Il rialzo dell’inflazione è stato ancora definito dalla Lagarde temporaneo, pur ammettendo che si sta trattando di un rialzo più prolungato di quanto atteso.
  • La fase di inflazione alta sta durando di più di quanto atteso a causa di:
    • prezzi energetici in rialzo
    • ripresa dell’economia dopo le riaperture
    • effetto confronto
  • I colli di bottiglia dell’offerta rendono lo scenario più a rischio, ma sono attesi gradualmente rientrare
  • I prezzi energetici più elevati possono ridurre il potere di acquisto
  •  Rischi per l’economia bilanciati

Se i prezzi energetici rimangono alti e permangono colli di bottiglia, questo può però rallentare l’economia

  • Sul fronte tassi Lagarde ha ribadito che le aspettative di mercato (un primo rialzo nel corso del 2022) non sono in linea con la guidance, che fa riferimento a risposte sui tassi soprattutto se l’inflazione rimarrà sopra al target alla fine del periodo di riferimento, in genere triennale
  • Sul fronte manovre di politica monetaria
    • Attesa di utilizzo del PEPP fino alla scadenza naturale di marzo 2022
    • A dicembre verrà discusso il tema TLTRO per evitare brusco calo della liquidità
  •  Sul tema stagflazione: Lagarde ha escluso questo scenario, dal momento che non siamo in stagnazione

In sintesi:

Lagarde ha cercato di stemperare le crescenti attese di rialzo tassi il prossimo anno, enfatizzando il fatto che non è in linea con i criteri individuati nella guidance recentemente rivista, come dichiarato anche dal capo economista Lane.

Gli operatori stanno però persistendo con la view di un possibile rialzo tassi entro fine 2022, come segnalato dallo spread sui future su tassi Euribor dicembre 21/dicembre 22, come nel grafico sotto riportato.

Complessivamente la Bce si conferma al momento come una delle banche centrali più colomba, che non appare intenzionata ad utilizzare l’arma del rialzo tassi, preparandosi invece a rimodulare il proprio armamentario di politica monetaria nel meeting del 16 dicembre.

 

 

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