Con un’operazione da 29,4 miliardi di euro, la finlandese Kone mette le mani sulla tedesca TK Elevator (Tke), ex divisione ascensori di Thyssenkrupp, dando vita a un gigante globale destinato a cambiare gli equilibri del settore. Questa mossa segna non solo una delle più grandi acquisizioni industriali in Europa degli ultimi anni, ma anche – come sottolineato, tra gli altri, da Bloomberg – la più grande operazione societaria mai realizzata nella storia della Finlandia. “Questa operazione, che rivitalizzerà il settore, unisce due eccezionali aziende globali le cui presenze geografiche e piattaforme di innovazione sono perfettamente complementari”, si legge nella nota congiunta delle due società.
I DETTAGLI FINANZIARI: CONTANTI, AZIONI E NUOVI EQUILIBRI
Nel concreto, l’acquisizione prevede il pagamento di 5 miliardi di euro in cash e l’emissione di 270 milioni di azioni della nuova Kone, per un valore di circa 15,2 miliardi. Gli attuali proprietari di Tke – il consorzio di private equity guidato da Advent e Cinven – si ritroveranno così con una quota del 33,8% del gruppo combinato.
L’operazione rappresenta una delle più grandi dismissioni mai realizzate dal private equity in Europa, con i fondi Advent e Cinven che monetizzano l’investimento in Tke con una maxicessione. Non a caso, Bloomberg sottolinea come l’acquisizione “raddoppi” sostanzialmente il valore industriale di Kone, proiettandola al vertice mondiale del settore davanti a concorrenti come Otis e Schindler.
Le due aziende stimano sinergie annuali pari a circa 700 milioni di euro, generate principalmente da economie di scala, integrazione delle reti di manutenzione e ottimizzazione delle attività industriali.
NASCE IL LEADER GLOBALE: DIMENSIONI E PRESENZA GEOGRAFICA
Dal punto di vista industriale, il nuovo gruppo avrà dimensioni quasi doppie rispetto all’attuale Kone. La nuova entità potrà contare su oltre 100.000 dipendenti distribuiti in più di 100 paesi, con un fatturato annuo pro forma di circa 20,5 miliardi di euro.
La sede resterà in Finlandia e la guida sarà affidata all’attuale ceo di Kone, Philippe Delorme (nella foto). Il gruppo manterrà il marchio Kone, pur continuando a utilizzare brand locali nei diversi mercati.
Dal punto di vista geografico, la logica industriale è evidente: Kone è forte in Asia, mentre Tke ha una presenza consolidata nelle Americhe, in particolare negli Stati Uniti. L’integrazione crea quindi una piattaforma globale bilanciata, con una copertura completa dei principali mercati mondiali.
COSA FANNO KONE E TKE: IL BUSINESS DEL “PEOPLE FLOW”
Kone è uno dei leader mondiali nel settore degli ascensori e delle scale mobili, con un modello di business che copre l’intero ciclo di vita degli edifici. L’azienda sviluppa, installa e mantiene impianti, oltre a offrire servizi di modernizzazione per apparecchiature esistenti.
Nel 2024 il gruppo finlandese ha registrato ricavi per circa 11,1 miliardi di euro, con un utile operativo di 1,249 miliardi e un margine dell’11,3%. La componente più stabile e redditizia del business è quella dei servizi e della manutenzione, che cresce grazie a una base installata di oltre 1,7 milioni di impianti nel mondo.
Kone impiega più di 60.000 dipendenti e opera in circa 70 paesi, servendo oltre 600.000 clienti e trasportando ogni giorno circa 2 miliardi di persone.
TK Elevator, dal canto suo, è uno dei principali operatori globali della mobilità urbana, con attività analoghe che spaziano dalla produzione alla manutenzione di ascensori, scale mobili e sistemi di trasporto orizzontale. Ex divisione di Thyssenkrupp, è stata acquisita nel 2020 da un consorzio guidato da Advent e Cinven. TK Elevator conta circa 50.000 dipendenti, opera in oltre 100 paesi con una rete di più di 1.000 sedi e registra un fatturato intorno agli 8,5 miliardi di euro.
I CONTI DI KONE: CRESCITA MODERATA E FORTE REDDITIVITÀ
I conti del 2024 mostrano una società in buona salute finanziaria, anche se con dinamiche differenziate per segmento. I ricavi sono cresciuti dell’1,3% a 11,1 miliardi di euro, mentre l’utile netto ha raggiunto 961 milioni.
Particolarmente rilevante è il contributo dei servizi, che hanno registrato una crescita del 9,5%, compensando il calo del 7,1% nelle nuove installazioni, soprattutto in Cina. Anche la modernizzazione ha segnato un +10,1%, confermando il progressivo spostamento del business verso attività ricorrenti e a maggiore marginalità.
Il gruppo presenta una solida posizione finanziaria, con cassa operativa di 1,589 miliardi e un indebitamento netto negativo (quindi cassa netta) pari a circa 831 milioni di euro.
AZIONARIATO: IL CONTROLLO RESTA ALLA FAMIGLIA HERLIN
Nonostante la portata dell’operazione, il controllo di Kone resterà saldamente nelle mani della famiglia Herlin. Secondo quanto riportato anche da Bloomberg, il principale azionista Antti Herlin continuerà a detenere oltre il 50% dei diritti di voto nella nuova entità.
Si tratta di un elemento chiave per la governance del gruppo, che garantisce continuità strategica anche dopo l’ingresso dei fondi ex proprietari di Tke con una quota significativa ma non di controllo.
LE IMPLICAZIONI INDUSTRIALI: SCALA, SERVIZI E PRESSIONE SUI RIVALI
Dal punto di vista industriale, l’operazione rafforza in modo decisivo la posizione di Kone nei segmenti più redditizi del settore, in particolare manutenzione e modernizzazione. Come evidenziato anche da alcuni analisti, il deal consente di aumentare la densità della rete di servizi e di migliorare i margini rispetto ai concorrenti.
Allo stesso tempo, la nuova entità diventa il più grande produttore mondiale di ascensori, superando gruppi come Otis e Schindler e aumentando la pressione competitiva su tutto il settore.
Non mancano però i rischi. L’operazione dovrà ottenere il via libera delle autorità antitrust, un processo che potrebbe richiedere fino a 18 mesi e comportare eventuali dismissioni di asset.
Una scommessa industriale da 29 miliardi che può ridisegnare il settore, ma il cui successo dipenderà dalla capacità di integrare Tke e realizzare le sinergie promesse.







