Economia

Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi, Bpm, Bper. Ecco quanto le banche italiane hanno preso con Tltro-3 della Bce

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Numeri e stime sulla quarta asta di rifinanziamento Tltro-3 della Bce per Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca, Banco Bpm e Bper

 

1.308 i miliardi di euro. E’ l’ammontare complessivo che la Banca centrale europea ha assegnato ieri a 742 istituti di credito dell’Eurozona attraverso la quarta asta di rifinanziamento Tltro-3, l’operazione di questo genere con maggior portata nella storia dell’Istituto centrale europeo con sede a Francoforte.

CHE COSA E’ TLTR-3

Tltro-III è in sostanza il nuovo maxi-prestito alle banche a tre anni con tassi che possono arrivare a -1%.

IL COMMENTO DEL SOLE

“Il livello raggiunto ieri vale oltre il doppio rispetto al precedente «record» per le operazioni a lungo termine (Long term refinancing operation, Ltro), che risaliva ormai al marzo del 2012 con 530 miliardi – ha commentato il Sole 24 Ore – Una conseguenza del fatto che stavolta le condizioni erano davvero convenienti per le banche, proprio per spingerle a girare poi quel denaro al sostegno dell’economia reale, sotto forma di prestiti a famiglie e imprese, per contrastare gli effetti di Covid-19″ .

LE CONDIZIONI BCE

Le condizioni super agevolate delle operazioni Tltro, che la Bce ha reso ancora più vantaggiose in aprile stanno restringendo gli spread, ha scritto Repubblica: “E l’Italia, che nel suo Bollettino la Bce indica tra le economie più colpite della zona euro insieme a Spagna e Francia, sarà tra i Paesi che probabilmente ne beneficerà di più, visto che offre i rendimenti più attraenti dell’area, perfino del decennale greco (+1,32% ieri), mentre i titoli a 10 anni spagnoli rendono lo 0,52% e quelli portoghesi lo 0,51%. E quelli di Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Olanda e Germania hanno tassi negativi (il Bund è sceso fino a -0,44%)”.

IL CARRY TRADE

Il meccanismo tecnicamente si chiama «carry trade»: si prende a prestito denaro a tassi negativi (dalla Bce) e si investono in asset a rendimento più alto, per aumentare il guadagno, comprando Btp, che grazie allo scudo Bce sono meno rischiosi di quanto segnala l’economia reale, ha ricordato Repubblica.

STIME DEGLI ANALISTI

In sostanza le banche con il carry trade usa i soldi presi a prestito dalla Bce per guadagnare sul differenziale dato dai rendimenti ben più alti che spuntano comprando titoli di Stato: un aiuto valutato dagli analisti in circa 15 miliardi sui loro utili, ha stimato il Sole 24 Ore.

I NUMERI

Misure d’emergenza che si sommano ai 1.350 miliardi del programma di acquisto titoli per l’emergenza pandemica, il Pepp, ai tassi negativi e all’allentamento delle regole di vigilanza: proprio ieri l’Autorità bancaria europea (Eba) ha prorogato al 30 settembre l’approccio più flessibile sulle moratorie sui prestiti.

GLI SCENARI

“Un ‘avanti tutta’ – quello della Bce – al debito pubblico per rispondere alla crisi con uno stimolo di bilancio, tramite il Pepp con cui la Bce ha dribblato gli ostacoli posti dai giudici costituzionali tedeschi. E un avanti tutta ai prestiti bancari, per un’economia che a dieci anni dalla precedente crisi riceve una batosta record. La stima centrale per il Pil dell’Eurozona – ribadita ieri nel Bollettino economico di Francoforte – è di un -8,7% nel 2020 – ha scritto l‘Ansa – Lo scenario che a Francoforte temono, infatti, è che l’asfissia indotta al lockdown distrugga base produttiva: faccia, cioè, piazza pulita di imprese, specie pmi, di fatto falcidiando la crescita potenziale per anni.

I NUMERI DI INTESA SANPAOLO, UNICREDIT, UBI, BPM E BPER

Quali sono i numeri messi a segno dalle banche italiane come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bper, Banco Bpm e non solo con Tltro-III? In base a un sondaggio del Sole 24 Ore fra i principali istituti di credito italiani, la parte del leone spetta a UniCredit (con 94,3 miliardi totali richiesti, assegnati per 51,3 miliardi alla Spa italiana, per 25,7 miliardi alla tedesca UniCredit Bank Ag, per 15,4 miliardi all’austriaca UniCredit Bank Austria e per ulteriori 1,9 miliardi alle altre banche europee del gruppo) e Intesa Sanpaolo (35,8 miliardi, che porteranno il totale delle Tltro 3 cui il gruppo ha partecipato a 70,9 miliardi). Ma un ruolo di rilievo lo hanno giocato anche Banco Bpm (22 miliardi), Bper (14 miliardi) e Ubi (12 miliardi), arrivando tutte vicine a raggiungere l’importo massimo richiedibile, che per l’Italia nel complesso arriva a 468 miliardi, ha scritto oggi il quotidiano diretto da Fabio Tamburini.

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