Economia

Intesa Sanpaolo, Mps, Unicredit, Banco Bpm, Ubi. Ecco come andranno le banche italiane

di

Tutti i dettagli su conti e scenari per le maggiori banche italiane come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Banco Bpm, Ubi e non solo che emergono da una ricerca del centro studi della Uilca

L’analisi dei conti economici e patrimoniali degli undici principali istituti di credito italiani, relativa al primo trimestre 2018, fa emergere un incremento complessivo del 79% sull’utile netto, rispetto allo stesso periodo del 2017. Quasi tutte le banche sono migliorate in termini di redditività, grazie soprattutto alla contrazione delle rettifiche su crediti, diminuite del 38,2%, (circa 1 miliardo di euro in meno) e all’aumento dei ricavi totali per il 3,1%. E’ quanto emerge da una ricerca del centro studi della Uilca, la federazione dei bancari della Uil.

IL COMMENTO

«Dai dati analizzati» – afferma il curatore della ricerca Roberto Telatin – «si evidenzia un aumento delle commissioni soprattutto nel risparmio gestito, settore in cui l’introduzione della normativa Mifid II, che non ha ancora manifestato a pieno i suoi effetti, potrebbe in futuro evidenziarne una contrazione”.

LE TENDENZE

“Inoltre, abbiamo notato una forte diminuzione delle spese del personale e amministrative, in parte attese in seguito, sia agli esodi programmati del personale, sia per la chiusura degli sportelli bancari. Nella nostra analisi – continua Telatin – emerge la persistente contrazione del margine d’interesse (-1,6%) rilevata da anni (-1,3% nel 2017, -6,9% nel 2016) nonostante la ripresa degli investimenti e il PIL che continua a crescere da parecchi trimestri».

LO SCENARIO

Il responsabile del Centro Studi Orietta Guerra spiega che bisogna comprendere se tale contrazione sia determinata da altri fattori, oltre che dalla “chiusura” dello spread tra tassi di raccolta/impiego, dalla contrazione della domanda/offerta di credito, oppure dalla concorrenza.

DOSSIER NPL

«Sappiamo che la presenza degli NPL nei bilanci delle banche limita l’erogazione del credito» prosegue, «ma questo vincolo inizia a scemare a causa dei progetti di cessione di crediti deteriorati effettuati e annunciati. Inoltre il costo del credito annualizzato risultante dai dati di bilancio è diminuito rispetto agli anni scorsi, come pure i tassi di default, sintomo di un’economia che riprende e in cui diminuiscono i “cattivi pagatori”». Sulla base di questi assunti, dunque, la ricerca volge su diverse questioni: ci troviamo in un’economia che si espande senza utilizzare il credito bancario? Quali canali di finanziamento utilizzano gli imprenditori oggi? Si autofinanziano con il proprio capitale? Oppure è iniziata l’epopea delle disintermediazione creditizia attraverso le le piattaforme peer to peer?

CAPITOLO REDDITIVITA’

«Crediamo che soffermarci esclusivamente sulla redditività del settore, e non sulle prospettive, rischi di comprometterne il suo futuro» dice Telatin, aggiungendo: «Per questo nel sistema bancario italiano si pone un problema non solo di costi (come spesso la Banca d’Italia ricorda), ma soprattutto di tenuta e incremento dei ricavi (questione più difficile da gestire)».

TUTTO TRANQUILLO?

Emerge, dunque, che la positività dei dati economici pubblicati del primo trimestre del 2018 dalle banche italiane analizzate non lascia tranquilli in quanto, dietro il velo di questa nuova redditività trimestrale, non vi è il frutto di un cambiamento sistemico nel settore bancario che, pur utilizzando le nuove tecnologie e i social media per incontrare le nuove abitudini dei clienti, fatica ad essere redditizio. «La redditività oggi è per lo più originata ancora con la contrazione dei costi e con la “lotteria delle rettifiche su crediti» sottolinea il responsabile dello studio.

 

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati