Economia

Intesa Sanpaolo, Mps, Ubi, Banco Bpm, Bper. Ecco quanti titoli di Stato comprano le banche italiane

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L’articolo di Francesco Ninfole, giornalista di Mf/Milano finanza, sull’andamento degli acquisti dei titoli di Stato da parte delle maggiori banche italiane come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Ubi, Banco Bpm

Le banche italiane hanno continuato ad aumentare l’esposizione verso titoli di Stato del Paese, in una fase in cui sono invece in calo gli investimenti dall’estero.

CHE COSA MOSTRANO I DATI DELLA BCE

Gli ultimi dati pubblicati nei giorni scorsi dalla Bce hanno mostrato che a luglio i bond governativi in portafoglio sono saliti a 383,5 miliardi, ovvero 3 in più del mese precedente. Un aumento lieve, ma che segue una tendenza costante che va avanti da fine dicembre, quando l’ammontare era sceso a 334,6 miliardi.

7 MESI CONSECUTIVI DI RIALZI

Da allora ci sono stati sette mesi consecutivi di rialzi, con un aumento dell’esposizione complessiva nel periodo da parte delle banche residenti in Italia di 49 miliardi. L’attuale livello ha raggiunto il massimo da maggio 2017, quando era a quota 396,6 miliardi.

COME E’ CRESCIUTA L’ESPOSIZIONE DELLE BANCHE

L’aumento dell’esposizione delle banche si è concentrato soprattutto a maggio (+11 miliardi) e a giugno (+17 miliardi). Sono stati quelli i due mesi più difficili per il debito italiano, nonostante gli acquisti degli istituti di credito.

COME SI SONO COMPORTATI GLI INVESTITORI ESTERI

Gli investitori esteri hanno ridotto le posizioni su Bot e Btp per i timori sollevati il 15 maggio dalle prime bozze di governo (poi modificate), nelle quali si chiedeva la cancellazione di 250 miliardi di debito italiano detenuto dall’Eurosistema. Da quel giorno i mercati hanno messo l’Italia sotto la lente.

CHE COSA E’ SUCCESSO A MAGGIO

A maggio ci sono state vendite nette di titoli di portafoglio emessi in Italia da parte dei non residenti per 33,4 miliardi. A giugno poi gli investitori esteri hanno venduto azioni per 4,1 miliardi e titoli di debito per 38,3 miliardi (di cui 33 titoli pubblici).

LA FUORIUSCITA DEI CAPITALI

La fuoriuscita di capitali ha causato un aumento del passivo della Banca d’Italia su Target2, salito a maggio e giugno di 55 miliardi (a 481 miliardi, mentre a luglio il saldo è sceso a 471 miliardi).

BANCHE ITALIANE IN DIREZIONE OPPOSTA AI FONDI ESTERI

Le banche italiane sono dunque andate in direzione opposta a quella di molti fondi esteri. Per quale motivo? Gli istituti di credito vedono innanzitutto una possibilità di guadagno, poiché comprano titoli a prezzi giudicati convenienti.

CHE COSA HA DETTO MUSTIER DI UNICREDIT

«Cogliamo le opportunità sullo spread quando la reazione del mercato è eccessiva come a maggio», ha spiegato nei giorni scorsi Jean Pierre Mustier, il ceo di Unicredit, che nel secondo trimestre ha aumentato l’esposizione verso i titoli di Stato italiani da 42 a 44,6 miliardi di euro. «Crediamo che il mercato si calmerà e che la maggior parte degli sviluppi sarà positiva per l’economia italiana», ha aggiunto il banchiere.

COME RIDURRE LA VOLATILITA’ DELLO SPREAD

Inoltre gli acquisti delle banche possono ridurre la volatilità sullo spread, che a catena colpisce le banche riducendo il capitale (come si è visto negli ultimi bilanci semestrali) e aumentando il costo della raccolta. Le emissioni bancarie si sono congelate dopo il 15 maggio: soltanto Intesa è recentemente tornata sul mercato con un bond senior.

I LIMITI AGLI ACQUISTI

È anche vero però che le banche italiane non potranno comprare molti altri titoli di Stato, per non apparire troppo esposte sul debito sovrano, anche alla luce della forte attenzione di regolatori e mercati sul tema. Servirà perciò recuperare la fiducia degli investitori, anche in vista della fine degli acquisti netti di bond pubblici dell’Eurosistema al termine del quantitative easing.

(Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza)

(ECCO CHE COSA FARA’ MUSTIER IN MEDIOBANCA)

(TUTTI I SUBBUGLI POLITICI CONTRO LE MIRE DEI FRANCESI SU UNICREDIT, MEDIOBANCA E GENERALI)

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