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Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo, come vanno costi, ricavi e dividendi

Previsioni e consuntivo sulle principali voci di bilancio di Intesa Sanpaolo. L’articolo di Emanuela Rossi.

I numeri parlano chiaro: Intesa Sanpaolo continua a macinare utili, nonostante il momento difficile per la guerra in Ucraina. Anzi, nel secondo semestre 2022 l’esposizione verso la Russia si riduce di 2,5 miliardi (-68%) e i crediti deteriorati di circa 4,6 miliardi da fine 2021 e di circa 54 miliardi dal picco di settembre 2015.

L’amministratore delegato, Carlo Messina, è molto chiaro durante la conferenza stampa di presentazione dei conti: “Non sono interessato a fare outlook di breve termine per far sognare. Voglio pensare a lungo termine”, nel frattempo “stiamo rispettando tutti gli impegni”, anche quelli con gli azionisti.

Ma vediamo come sono andate le cose rispetto alle previsioni degli analisti.

UTILE NETTO E RICAVI

Lo scorso anno Ca de’ Sass ha messo a segno un utile netto contabile pari a 4,35 miliardi, +4% dai 4,18 miliardi del 2021, dopo le rettifiche di 1,4 miliardi per la Russia. Senza gli accantonamenti l’utile netto si è attestato a 5,5 miliardi, ben oltre l’obiettivo previsto dal Piano di impresa. Cifre che hanno portato il ceo a parlare di “miglior bilancio della storia di Intesa Sanpaolo”.

Le previsioni di Bloomberg erano per un utile netto di 5,63 miliardi di euro e quelle della banca d’affari americana Goldman Sachs di 4,2 miliardi di euro mentre per gli analisti di Banca Akros la chiusura dell’anno era per un utile netto di 4,1 miliardi (-2%), sostanzialmente in linea con il 2021 e con la guidance di almeno 4 miliardi “a conferma della solidità del modello di business della banca”.

Nel quarto trimestre i ricavi sono cresciuti del 13%, oltre le attese di Goldman Sachs che puntava a un +10% rispetto a un anno prima, trainati dal margine di interesse che ha beneficiato di tassi più elevati.

COSTI

Sul fronte dei costi Credit Suisse prevedeva il capitolo in aumento a causa di pagamenti una tantum ai dipendenti e della stagionalità. Effettivamente nel quarto trimestre 2022 i costi sono saliti del 18,6% a 3,13 milioni – inclusi 36 milioni, nelle spese per il personale, di contributo una tantum per mitigare l’impatto dell’inflazione) rispetto ai 2,64 del terzo trimestre. In particolare sono cresciute del 17,7% le spese del personale, del 24,5% le spese amministrative e del 9,9% gli ammortamenti. Su base annua l’incremento è stato invece del 3,2% rispetto ai 3 miliardi del corrispondente trimestre 2021, a causa del +5,2% per le spese del personale, del +2,1% per gli ammortamenti e del -0,5% per le spese amministrative.

Per l’intero 2022, invece, i costi hanno fatto segnare un calo dello 0,4%, a 10,93 milioni, a fronte dei 10,98 milioni dell’anno precedente. In particolare le spese amministrative sono scese del 2,7% e gli ammortamenti sono cresciuti del 3%. Come si ricava dalla nota stampa del gruppo, Intesa Sanpaolo ha chiuso oltre 550 filiali tra il quarto trimestre 2021 e il 2022 in vista del lancio della nuova Banca Digitale.

DIVIDENDI E PATRIMONIALIZZAZIONE

Altro capitolo importante è quello dei dividendi. Ca de’ Sass ha annunciato che distribuirà 1,6 miliardi di saldo dividendi per il 2022, che si aggiungono a 1,4 miliardi di acconto dividendi 2022 pagati lo scorso novembre. Il board della banca ha inoltre deliberato l’esecuzione del buyback per il restante ammontare di 1,7 miliardi di euro autorizzato dalla Bce. Il dividendo per azione deliberato è di 16,06 centesimi, in linea con le attese degli analisti.

Nel dettaglio Bloomberg prevedeva un dividendo per azione di 0,16 euro e Banca Akros di 0,15 euro sulla base del payout ratio del 70% dichiarato da Intesa Sanpaolo con un “solido Cet1 ratio del 12,7% phased-in e del 12,5% fully loaded”. Per Bloomberg, invece, il Cet1 ratio Fully-loaded si posizionava 13%, sempre meno del 13,5% raggiunto dal gruppo e superiore al 12% nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025 secondo le regole di Basilea 3 / Basilea 4.

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