Economia

Intesa Sanpaolo, ecco chi si agita per il vertice della fondazione Cr Firenze. Nomi e rumors

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Tutte le manovre in corso per il dopo Tombari alla presidenza della fondazione Cr Firenze, azionista di Intesa Sanpaolo. I candidati, le indiscrezioni e il ruolo del renziano Carrai

Sono giorni caldi dalle parti di Via Bufalini, a Firenze. Non tanto per il clima quanto per le trame che condurranno all’elezione del nuovo presidente della Fondazione Cr Firenze, guidata negli ultimi cinque anni dall’avvocato Umberto Tombari. Professionista di grido nella città di Dante, Tombari è anche docente di Diritto commerciale all’università e nel suo studio, specializzato in assistenza legale alle imprese, ha svolto il praticantato l’ex ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi (qui tutti i dettagli sui rapporti professionali fra Boschi e Tombari). Tre i papabili in corsa per la successione: Jacopo Mazzei, Giuseppe Morbidelli e Luigi Salvadori.

L’EREDITA’ DI TOMBARI ALLA FONDAZIONE AZIONISTA DI INTESA SANPAOLO

Vicepresidente dell’Acri da poco più di un anno, in un’intervista giorni fa al Corriere della Sera Tombari afferma che la sua scommessa era quella di “ripensare il modello di Fondazione” e si dice “contento di quanto è stato fatto”. Il suo bilancio è positivo, insomma, e dichiara di lasciare al suo successore una Fondazione più forte e più aperta al territorio, al quale dispensa circa 30 milioni l’anno. Una Fondazione che – come da copione secondo l’intreccio banche-fondazioni – è azionista di Intesa Sanpaolo con una quota dell’1,85%, secondo il bilancio 2018 appena approvato della fondazione. Nel consiglio d’amministrazione di Intesa, Cr Firenze esprime un membro, Luciano Nebbia, definito da Tombari “uomo di apertura e di grande dialogo con la città” che ha sempre valorizzato “merito e autonomia”.

COSA DICE DEL SUO SUCCESSORE

Alla domanda su chi sarà il prossimo presidente, l’avvocato e maestro dell’ex ministro Boschi risponde in modo evasivo: “Una persona di valore, ne sono certo, ma io voglio rimanere super partes fino in fondo”. Stessa linea tenuta in un’intervista al Corriere fiorentino. “E’ giusto che io sia neutrale e non vedo alcun rischio al momento, a prescindere da come andrà la votazione – sostiene Tombari -: sono tutte figure di esperienza, tre candidati importanti. Mi auguro che non ci siano spaccature, va garantita la governabilità e l’unità dell’ente. Il presidente non è più un padre-padrone ma il presidente di una struttura complessa”.

IL RAPPORTO CON LA POLITICA

In entrambi i colloqui con i giornali, Tombari sottolinea l’indipendenza di Cr Firenze dalla politica. “La nostra Fondazione ha l’autonomia nel proprio Dna – rileva al Corriere -. Una autonomia che nei miei anni di presidenza non è mai stata minacciata da nessuno e per la quale non vedo rischi oggettivi”. E ancora: “In questi anni non c’è stato nessun tentativo di ingerenza della politica. Noi, consapevoli della nostra autonomia e di un ruolo autorevole, di un ruolo politico con la P maiuscola, ci siamo confrontati con le istituzioni, Palazzo Vecchio per primo, in modo assolutamente virtuoso” sottolinea il presidente che poi aggiunge: “Spesso siamo stati noi a proporre al Comune, non il contrario; anche perché l’ente pubblico, è un dato di fatto non una critica, è più macchinoso nel prendere decisioni. La nostra fondazione, a differenza di altre, è impermeabile alla politica per statuto”.

CHI SONO I PAPABILI ALLA SUCCESSIONE DI TOMBARI

Proprio le parole chiare e dirette sull’autonomia della sua Fondazione dalla politica in realtà sembrano portare all’investitura di Luigi Salvadori. Presidente di Confindustria Firenze in scadenza a luglio, ma pronto a lasciare prima in caso di elezione, secondo quanto risulta a Start Mag Salvadori è candidato dai renziani ed è voluto in particolare da Marco Carrai – presidente degli Aeroporti di Firenze e da tempo attentissimo agli equilibri in Cr Firenze per le ricadute su Intesa Sanpaolo, come scrisse anni fa il Foglio – a scapito di Morbidelli. A sentire il tam tam cittadino, sostiene il Sole 24 Ore, Salvadori è anche il candidato appoggiato dal sindaco – anch’egli renziano – Dario Nardella ed è il più vicino al mondo della politica. In sostanza, dicendo che nessuno lede l’indipendenza della Fondazione, Tombari difenderebbe la candidatura più politica, ovvero la sua: Salvadori avrebbe già un suo standing politico e non avrebbe necessità di appoggi. E in caso di vittoria domenica prossima alle comunali con Nardella, i renziani si sentirebbero più forti anche nella partita della fondazione bancaria.

IL RUOLO DI CARRAI

Diverso il caso di Morbidelli, giurista senza troppi agganci politici, candidato da ambienti accademici e liberi professionisti: “Allievo di Paolo Barile prima e di Alberto Predieri poi all’Università di Firenze ha insegnato, dagli anni Settanta prima essere chiamato alla Sapienza nel ’99, istituzioni di diritto pubblico, diritto amministrativo e infine diritto costituzionale. Un giurista esperto, difficilmente «addomesticabile» dice di lui chi lo conosce bene, e per questo forse meno gradito all’establishment politico fiorentino”, ha scritto di recente il Giornale.

Sullo sfondo Mazzei, che è stato presidente della Fondazione Cr Firenze da novembre 2011 a febbraio 2013, e che – secondo rumors politici raccolti da Start Mag – sarebbe quasi un candidato di disturbo renziano che porta in verità acqua al mulino degli anti Morbidelli. Sarà vero? Di certo – si dice in ambienti bancari – Carrai segue direttamente la partita. D’altronde, come si legge nel suo cv sul sito della Cassa di risparmio di Firenze, ” è il membro più giovane del cda della Fondazione Cr Firenze”.

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