Economia

Ecco cosa faranno Eurizon (Intesa Sanpaolo), Generali e Unicredit in Tim

di

Intesa Sanpaolo

Che cosa ha deciso Assogestioni su Tim, le posizioni di Eurizon (Intesa Sanpaolo), Assicurazioni Generali e Unicredit, e le valutazioni dei proxy advisor dei fondi in vista dell’assemblea dell’ex Telecom Italia. L’articolo di Michele Arnese

Il pendolo si sposta verso Elliott in Tim? E’ la domanda che si stanno ponendo addetti ai lavori e analisti dopo l’ultima mossa di Assogestioni che può spostare gli equilibri degli azionisti in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione dell’ex Telecom Italia ora a guida Vivendi.

Ecco le ultime novità su quello faranno i fondi e come si sono già espressi i proxy advisor, i grandi consulenti dei fondi nelle assemblee delle società quotate. Ma partiamo da Assogestioni, l’associazione che riunisce i fondi comuni di investimento.

CHE COSA HA DECISO ASSOGESTIONI

Assogestioni non presenterà una lista di minoranza per il cda di Telecom Italia. E’ stata questa la decisione all’unanimità ed è arrivata dopo che tutti i proxy advisor si sono schierati a favore del progetto di Ellliott.  Si sta costituendo un fronte compatto? “La decisione di non presentare una lista da parte di Assogestioni – ha scritto Carlo Festa del Sole 24 Ore – consente inoltre di non disperdere voti su altre liste, oltre a quella presentata da Elliott”. In questo modo si realizza l’auspicio espresso da tempo da Asati, l’associazione dei piccoli azionisti di Tim presieduta da Franco Lombardi, per un fronte unico anti Vivendi e dunque per una scelta atarassica di Assogestioni (qui l’intervista di giorni fa di Start Magazine al presidente di Asati).

IL RUOLO DI INTESA SANPAOLO

Particolarmente attivi per questa scelta atarassica, che è pro Elliott e non pro Vivendi, sono stati i vertici dei fondi di Intesa Sanpaolo: è infatti prevalsa – ha scritto Carlotta Scozzari di Business Insider Italia – “la linea del presidente di Assogestioni, Tommaso Corcos, numero uno di Eurizon, una delle società di gestione del risparmio di Intesa Sanpaolo, banca a sua volta tradizionalmente schierata a difesa del sistema Italia e dell’italianità”. Corcos oggi ha aggiunto: “Era giusto che il nostro ruolo fosse quello della difesa degli interessi dei sottoscrittori. E, in questo momento, questo interesse fa propendere per un cambio della governance”.

L’ATARASSIA DI GENERALI E UNICREDIT

Più scettici su questa linea, secondo le indiscrezioni di Start Magazine, erano ad esempio i vertici francesi di Amundi, la società che ha rilevato Pioneer da Unicredit. Mentre i rumors di giorni fa su Assicurazioni Generali e Unicredit – gruppi guidati dai manager francesi Philippe Donnet e Jean-Pierre Mustier – sono stati smentiti nei giorni scorsi, come ha dato conto anche Start Magazine, dal comitato gestori di Assogestioni con questa nota: “In relazione alle recenti notizie di stampa, il Comitato dei gestori rende noto che nessuna entità appartenente ai gruppi Generali o Unicredit ha partecipato al processo decisionale inerente alla formazione e alla presentazione di una lista di candidati per il consiglio di amministrazione della società Telecom Italia”.

CHI SONO GLI ADVISOR DI TIM

Anche Unicredit ha smentito categoricamente nei giorni scorsi un suo ruolo attivo, seppure indiretto, sulla questione. Ma la nota del gruppo bancario ha forse dimenticato di dire che Unicredit è advisor della Tim di Vivendi. Infatti, come ha scritto MF-Milano Finanza, Unicredit e Goldman rivestono “un ruolo di puri advisor industriali e finanziari al fianco del management (senza alcun legame con la partita Elliott, per intenderci) e non è escluso che, grazie al loro contributo, Tim possa apportare alcuni ritocchi al piano da poco presentato alla comunità finanziaria”. “La presenza di Unicredit a fianco di Tim, pur trattandosi di una scelta chiaramente di tipo industriale, potrà fornire nuovi elementi a chi vuole a tutti i costi ricondurre alla narrativa di un asse francese alcuni movimenti intorno a Telecom”, ha aggiunto Mf. Oltre a Goldman Sach e Unicredit anche Credit Suisse consiglia Vivendi in Tim.

CHE COSA HA DETTO CORCOS

“Era giusto che il nostro ruolo fosse quello della difesa degli interessi dei sottoscrittori. E, in questo momento, questo interesse fa propendere per un cambio della governance”. Con questa frase pronunciata oggi il presidente di Assogestioni, Tommaso Corcos, commentando la decisione del Comitato di gestione di Assogestioni di non depositare una lista di candidati per l’elezione dei componenti del consiglio di amministrazione di Tim, nell’assemblea del prossimo 4 maggio, ha confermato indirettamente il favore per Elliott nella sfida per il controllo di Tim. “Ci siamo mossi pensando che la strada più giusta per migliorare la corporate governance era non presentare la lista”, ha continuato il numero uno dell’associazione, oltre che direttore generale di Eurizon Capital. Corcos ha spiegato che “quando è chiaro, e per noi lo è, che il nostro ruolo è quello di fare l’interesse dei nostri sottoscrittori e che quella è la tua ‘stella polare’, le scelte di conseguenza sono tutte più facili”, aggiungendo che “è stato più facile non presentare una lista proprio per il fatto che tutti sapevamo che migliorare la governance dell’azienda era un must, un obbligo”.

(CDP IN TIM, ECCO PAROLE E CAPRIOLE DI GOVERNO E CDP. IL CORSIVO DI ARNESE)

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati