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Perché i mercati in India sono frizzantini

India

I due principali indici azionari in India hanno raggiunto i valori più alti da settimane, trainati dal settore tecnologico e dai metalli. Ma l’inflazione e i prezzi del petrolio oscurano le prospettive secondo gli analisti. Tutti i dettagli

 

Lunedì i due maggiori indici sul mercato azionario indiano hanno toccato in chiusura i valori più alti in oltre due settimane. A far salire la media sono stati, in particolare, i titoli delle imprese che operano nei settori della tecnologia e dei metalli.

I GUADAGNI DEGLI INDICI PRINCIPALI

I due principali indici azionari indiani, il NIFTY 50 e il BSE SENSEX (il primo riferito alla borsa di Mumbai e il secondo a quella di Bombay), sono cresciuti rispettivamente dello 0,85 per cento e dello 0,82 per cento, a 15,832.05 e a 53,161.28. In entrambi i casi, gli indici sono saliti per la terza sessione consecutiva.

L’OTTIMISMO DURERÀ POCO?

Shrikant Chouhan, analista presso Kotak Securities, ha detto però all’agenzia Reuters che “l’ottimismo potrebbe rimanere per un altro paio di sessioni prima che il mercato diventi volatile a causa delle preoccupazioni per il rallentamento dell’economia globale dovuto ai rialzi dei tassi e ai continui deflussi di fondi esteri”.

I buoni risultati del mercato azionario indiano, insomma, potrebbero non durare a lungo. Anche perché finora a giugno gli indici NIFTY 50 e BSE SENSEX hanno perso circa il 4,5 per cento ciascuno per via delle preoccupazioni sull’inflazione. Ed è probabile che – nonostante i recenti guadagni – finiscano per registrare la peggiore performance da marzo 2020, il mese di inizio della crisi pandemica globale.

I GUADAGNI DI INFOSYS (TECH)…

Lunedì, comunque, il sottoindice Nifty IT è stato il migliore alla borsa di Mumbai, segnando un +2,3 per cento che l’ha portato ai massimi dal 10 giugno. A trainarlo è stata la società di servizi informatici Infosys, con sede nel polo tecnologico di Bangalore, il cui titolo è cresciuto del 2,8 per cento.

…E QUELLI DI WELSPUN (ACCIAIO)

Quanto ai metalli, nello stesso giorno l’indice Nifty Metal è salito dell’1,5 per cento, ma a giugno ha perso parecchio valore. Il guadagno è dovuto agli ordini (da 6 miliardi di rupie in tutto) ricevuti da Welspun, conglomerato indiano attivo anche nella produzione di acciaio.

I GUAI DI ZOMATO E NON SOLO

Meno buona è stata invece la performance del produttore di motoveicoli Bajaj Auto, che ha ottenuto un +1,3 per cento ma il suo annuncio di buyback delle azioni sul mercato aperto da 25 miliardi di rupie (circa 319 milioni di dollari) ha deluso gli investitori.

La società farmaceutica Aurobindo Pharma ha perso l’1 per cento dopo aver ricevuto una lettera di avvertimento dalle autorità indiane per non aver rispettato le norme di divulgazione della Food and Drug Administration (l’ente di regolazione farmaceutica del governo statunitense) in merito alla propria unità in America.

Zomato, azienda di consegna cibo e piattaforma di aggregazione di ristoranti, è calata del 6,6 per cento dopo l’accordo da 44,4 miliardi di rupie (circa 568 milioni di dollari) per l’acquisizione di una startup locale di consegna di prodotti alimentari, Blinkit.

COSA FANNO INDIA E RUSSIA

Da quando la Russia ha dato inizio all’invasione dell’Ucraina, lo scorso 24 febbraio, l’India non si è allineata al gruppo delle democrazie americane, europee e asiatiche: non ha condannato l’aggressione di Mosca e non ha imposto sanzioni nei suoi confronti. Al contrario, ha cercato di sfruttare la situazione di maggiore isolamento russo per portare avanti i propri interessi economici.

Così, a maggio la Russia è diventata la seconda maggiore fornitrice di petrolio dell’India, superando l’Arabia Saudita e posizionandosi dopo l’Iraq: è un fatto rilevante, perché prima della guerra Nuova Delhi importava pochissimo greggio da Mosca, circa il 2-3 per cento del totale, pur acquistando all’estero quasi tutto quello che consuma.

La svolta c’è stata proprio con l’invasione dell’Ucraina, che ha fatto crescere ancora di più i prezzi del petrolio; Mosca, sanzionata, ha allora iniziato a vendere il suo greggio Urals con un forte sconto rispetto al Brent, il benchmark internazionale. Le raffinerie indiane stanno utilizzando il greggio russo per aumentare le esportazioni di gasolio con buoni margini di guadagno.

COME VA (MALE) LA RUPIA INDIANA

Oggi la valuta indiana, la rupia, ha toccato un minimo record rispetto al dollaro: c’entrano i timori del mercato sull’inflazione, che si immagina durerà a lungo, riaccesi dall’aumento dei prezzi del petrolio. Come accennato, Nuova Delhi importa più di due terzi del suo fabbisogno nazionale di greggio, e l’aumento dei prezzi dei barili sta facendo crescere il deficit commerciale e nel partite correnti, spingendo in alto l’inflazione.

Attualmente la rupia si scambia a circa 78.75 per 1 dollaro, ma secondo alcuni analisti potrebbe arrivare a 79.50 la prossima settimana se il prezzo del greggio dovesse salire ancora.

Per contenere le perdite della rupia ed evitare di infondere liquidità nel sistema attraverso la valuta nazionale, la banca centrale indiana ha venduto dollari a intermittenza attraverso le banche statali.

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