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Il Sole 24 Ore folgora i ristori made in Conte e Gualtieri

Come e perché il Sole 24 Ore stimmatizza i decreti Ristori

“Effetti collaterali di un modello congegnato in maniera disorganica e frammentata, attraverso l’applicazione di una molteplicità di criteri, la cui puntuale declinazione finisce per determinare difficoltà operative per contribuenti e addetti ai lavori e iniquità di sistema”.

E’ l’accusa senza mezzi termini del Sole 24 Ore su obiettivi ed effetti dei decreti Ristori, che sono in sostanza un fallimento secondo il quotidiano di Confindustria.

È arrivato domenica notte il via libera del Consiglio dei ministri al decreto Ristori quater – firmato lunedì sera dal presidente della Repubblica – che aggiunge altri 8 miliardi alle compensazioni per le attività chiuse per contenere la seconda ondata dell’epidemia. Tra le novità c’è la creazione di un fondo da cui l’anno prossimo si attingerà per dare i promessi contributi a fondo perduto per chi ha perso fatturato pur non avendo i codici Ateco elencati nei primi decreti Ristori.

LE ULTIME MISURE APPROVATE DAL QUARTO DECRETO RISTORI

Le misure? Rinvio delle scadenze fiscali e un ulteriore bonus agli addetti dello spettacolo, del turismo e dello sport, agli stagionali e ai lavoratori intermittenti. Nuovi fondi per il settore delle fiere. E poi ancora: allargamento della platea dei contributi a fondo perduto agli agenti di commercio, risorse per gli straordinari di polizia e vigili del fuoco, un nuovo fondo per “l’esonero totale o parziale dalla ripresa dei versamenti fiscali e contributivi” da destinare nel 2021 a chi abbia registrato una “significativa perdita di fatturato” a causa del Covid-19.

I DECRETI RISTORI ANALIZZATI

Ma l’analisi odierna del Sole 24 Ore di oggi svela manchevolezze e astruserie dei decreti Ristori.  Il quotidiano diretto da Fabio Tamburini rimarca “l’iniquità che deriva dalla disparità di trattamento tra soggetti che si trovano nelle medesime condizioni. O, peggio, la corresponsione di indennizzi a chi, a rigor di logica, non ne avrebbe diritto rispetto a soggetti che, al contrario, pur avendo subito perdite, ne restano esclusi”.

LE CRITICHE DEL SOLE 24 ORE SUI DECRETI RISTORI

È il caso, ad esempio, secondo il Sole, dei collaboratori coordinati e continuativi che per i mesi di marzo e aprile hanno beneficiato di una indennità di 600 euro anche in costanza del rapporto di lavoro, ottenendo una entrata aggiuntiva esentasse rispetto al compenso contrattuale, pur non avendo subito alcun danno economico. O, specularmente, dei liberi professionisti iscritti alle Casse di previdenza che hanno potuto beneficiare delle analoghe indennità soltanto a condizione di aver percepito redditi non superiori a 50mila euro e dimostrando di aver subito pregiudizi economici a causa dell’emergenza pandemica.

ECCO UN ESTRATTO DELL’ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE SUI DECRETI RISTORI:

I lavoratori del turismo e dello spettacolo e gli “atipici” degli altri settori potranno richiedere all’Inps l’indennità Covid-19 di agosto (Dl 104/2020) entro il 15 dicembre, quella di ottobre (Dl 137/2020) entro il 18 dicembre e quella di novembre (Dl 157/2020) entro il 15 dicembre.

Chi ha già percepito l’indennità di agosto riceverà in automatico le indennità di ottobre e novembre, mentre i nuovi beneficiari dovranno presentare istanze autonome, una per l’indennità di ottobre, l’altra per quella di novembre. Ovviamente dopo aver verificato di possedere gli specifici requisiti contemplati dalla decretazione Covid-19, requisiti generalmente variabili a seconda del mese cui si riferisce l’indennità da richiedere.

Pur non entrando nel merito delle varie condizionalità – il solo articolo 9 del decreto Ristori quater contempla ben 16 casistiche – è sufficiente riferirsi a tale intreccio per evidenziare l’estrema parcellizzazione del sistema ideato dal Governo per definire i ristori da assegnare ai lavoratori atipici. Con la conseguenza che il continuo sovrapporsi di criteri e requisiti determina un complesso di disposizioni talmente eterogenee da risultare spesso prive di coerenza logica o addirittura contraddittorie. È il caso, ad esempio, dell’indennità di mille euro assegnata a favore dei lavoratori dello spettacolo, relativamente alla quale il rispetto del requisito dell’assenza della titolarità di rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato viene richiesto a intermittenza (per i mesi di agosto e novembre, ma non per quello di ottobre).

A ben vedere, non si tratta di nulla di nuovo: il modello declinato dai quattro decreti ristori riproduce lo schema utilizzato nei primi decreti emergenziali, esponendolo alle medesime critiche. In buona sostanza, infatti, l’intensa frammentazione delle misure di sostegno al reddito dettate a favore dei lavoratori atipici e delle persone fisiche esercenti attività d’impresa o arti e professioni determina due effetti collaterali di non poco conto.

Innanzi tutto, la difficoltà di individuare i soggetti che hanno diritto di percepire l’indennità, considerando che per le medesime categorie le condizioni soggettive e oggettive richieste variano di decreto in decreto. È il caso, ad esempio, dei lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali per i quali il requisito delle trenta giornate di lavoro ai fini della percezione dell’indennità viene richiesto per i nuovi beneficiari degli indennizzi di ottobre e novembre, ma non per quelli di agosto. Senza considerare che quanti hanno percepito l’indennità di agosto beneficeranno comunque di quelle relative a ottobre e novembre senza dover rispettare la condizione.

 

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