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Il ruolo del welfare aziendale secondo WindTre

Welfare Aziendale Windtre

I servizi di welfare affiancano la componente retributiva e assumono un ruolo sempre più apprezzato da dipendenti e datori di lavoro. Che cosa dice Manuela Giusti, HR Management & Compensation Director di WindTre

Nell’attuale fase di trasformazione del mondo del lavoro, il welfare aziendale rappresenta uno strumento importante a disposizione delle organizzazioni. L’emergenza Covid ha dato il via al fenomeno delle ‘grandi dimissioni’ e accelerato il turnover, ponendo l’attenzione delle imprese sulla necessità di strutturare efficaci politiche di retention per motivare i dipendenti e continuare ad attrarre i talenti.

I servizi di welfare affiancano la componente retributiva e assumono un ruolo sempre più apprezzato da dipendenti e datori di lavoro. Hanno, infatti, l’obiettivo di migliorare la vita privata delle persone, con risvolti positivi sul senso di appartenenza all’azienda. Inoltre, sono esenti da un punto di vista fiscale e contributivo, quindi, a parità di costo per le imprese, assumono un valore maggiore in termini di potere d’acquisto per i dipendenti.

Anche WINDTRE, negli ultimi anni, ha puntato con convinzione in questa direzione, sia con piani di welfare aggiuntivi rispetto alla retribuzione, sia con la possibilità di trasformare il premio di produzione in servizi welfare. Come spiega Manuela Giusti, HR Management & Compensation Director dell’azienda (nella foto), “in entrambi i casi, si tratta di iniziative fortemente apprezzate dalle nostre persone, in particolare per le caratteristiche di flessibilità, personalizzazione e possibilità di scelta che permettono di incontrare le diverse esigenze, individuali e familiari. Nel caso dei piani aggiuntivi, ad esempio, l’85% del credito welfare è stato convertito in buoni acquisto, utilizzabili presso un’ampia varietà di partner, il 10% in rimborsi spese per i costi scolastici o di trasporto. Il restante 5% è stato destinato al Fondo di Previdenza Complementare o a pacchetti per viaggi e divertimento. L’opportunità di trasformare in welfare il premio di produzione, invece, è stata accolta da due dipendenti su dieci, soprattutto con familiari a carico, per attivare rimborsi spese”.

Nel 2022, WINDTRE ha scelto, inoltre, di erogare welfare a titolo di buoni carburante, grazie all’opportunità data dal Decreto Aiuti bis. “Abbiamo assegnato a tutti i dipendenti l’importo massimo erogabile, pari a 200 euro”, prosegue la manager. “La possibilità di elargire il credito sotto forma di buoni carburante completamente esenti da contributi e tasse è stata valutata favorevolmente dalle nostre persone ed è una novità positiva anche per l’azienda”.

Misure governative come questa hanno sicuramente contribuito a dare impulso alle iniziative delle imprese, così come l’innalzamento del tetto dei fringe benefit, elevato a 600 euro con il Decreto Aiuti bis e poi ulteriormente esteso fino a 3000 euro con il Decreto Aiuti quater. “WINDTRE”, aggiunge Giusti, “anche in questo caso, si è attivata immediatamente per cogliere al meglio tale opportunità, nella giusta finestra temporale, erogando a tutte le sue persone 300 euro in buoni acquisto. Un contributo concreto che, in questo anno difficile, si è aggiunto a quello dei buoni carburante. Ciò che riteniamo auspicabile è che tali strumenti, a partire dall’innalzamento dei fringe benefit come anche la possibilità di spesare le bollette per utenze domestiche, vengano resi strutturali ed eventualmente allargati a nuove tipologie di spesa, ad esempio la formazione individuale, che ha un ruolo chiave in un contesto in cui l’aggiornamento delle skill è fondamentale per stare al passo con il mercato del lavoro in trasformazione, o le spese veterinarie, un’esigenza sempre più sentita. Ma anche incentivi alla lettura che vadano oltre il rimborso per i testi scolastici dei figli, o all’attività fisica anche presso strutture non convenzionate, che avrebbero benefici sulla sfera psico-fisica dei dipendenti”.

“Una semplificazione della normativa che disciplina i piani welfare in questo senso sarebbe uno strumento utile per consentire ai datori di lavoro di adattare tempestivamente i propri programmi di retribuzione integrativa, anche in base alle esigenze delle persone dell’azienda e ai mutamenti, attuali e futuri, del contesto socioeconomico. Attraverso il welfare, infatti, conclude Manuela Giusti, istituzioni e aziende possono contribuire concretamente a migliorare il benessere dei dipendenti e delle famiglie, soprattutto in una fase delicata come quella che stiamo attraversando”.

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