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Pubbliche Amministrazioni

Il Pnrr sarà l’ennesima occasione sprecata? Ecco perché le pmi italiane sono preoccupate

Gli imprenditori hanno il dovere dell’ottimismo e sono consapevoli che nessun traguardo possa essere raggiunto senza sacrifici e difficoltà. Non di meno, riteniamo che la classe politica di questo Paese abbia il dovere di non deludere chi ripone fiducia in essa e nel suo operato. E il Pnrr è l’ultima occasione. L'intervento di Isa Gatti, consigliere nazionale Unimpresa

 

In queste ore, raccogliamo, fra i nostri associati, una forte preoccupazione in merito alla gestione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Da giorni, infatti, si susseguono indiscrezioni sulla possibilità, sempre più concreta, che vi sia uno stop all’erogazione da parte dell’Unione europea di una parte consistente di fondi già stanziati. Una riduzione che sarebbe frutto dei ritardi dell’Italia rispetto alla tabella di marcia per l’attuazione dei progetti.

La Corte dei conti ha stimato per il triennio 2020-2022 una spesa più bassa rispetto alle previsioni iniziali di oltre 20 miliardi di euro (-49,7%). C’è da dire che a un ritardo colmabile solo con l’attitudine tutta italiana di operare last minute e in piena emergenza si aggiungono alcune incognite non irrilevanti, a cominciare dalla riforma del Codice degli appalti, approvata questa settimana, sulla quale pende l’incerto giudizio della stessa Unione europea.

Qualcosa non sta funzionando al meglio. Molto dipende, con ogni probabilità, dallo scarso impegno profuso da chi ha ricoperto e, oggi, ricopre incarichi istituzionali e politici. Nulla di paragonabile ai sacrifici e al coraggio che gli imprenditori italiani hanno dimostrato sia durante la pandemia da Covid sia in questo ultimo anno funestato dalla guerra in Ucraina: le profonde incertezze non hanno fermato chi fa impresa. Se agli sforzi profusi dal tessuto produttivo italiano, e con una crisi finanziaria che potrebbe essere ben peggiore di quanto fin qui palesatasi, la politica italiana dovesse rispondere con un clamoroso insuccesso sul fronte del Pnrr, si servirebbe un formidabile assist ai fan dell’antipolitica e del populismo più becero.

Di là da ragionamenti semplicistici e scevri di senso civico, preferiamo restare ottimisti e pensare che il nostro Paese riuscirà a compiere l’ennesimo miracolo, nonostante molti stiano perdendo la speranza: l’Italia riuscirà otterrà i fondi europei e li utilizzerà per costruire infrastrutture migliori, modernizzare il sistema Paese e dare una svolta sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista economico.

Gli imprenditori hanno il dovere dell’ottimismo e sono consapevoli che nessun traguardo possa essere raggiunto senza sacrifici e difficoltà. Non di meno, riteniamo che la classe politica di questo Paese abbia il dovere di non deludere chi ripone fiducia in essa e nel suo operato. E il Pnrr è l’ultima occasione.

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