Una recente revisione della letteratura scientifica internazionale appena pubblicata ha analizzato le evidenze disponibili sugli effetti cardiovascolari dei prodotti contenenti nicotina senza combustione (sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato), rispetto al fumo di sigaretta.
La review è stata condotta dal dottor Silvio Festinese, cardiologo e responsabile ambulatoriale presso ASL Roma 1 e Professore di Farmacologia all’UniCamillus – International Medical University di Roma, e dal dott. Dimitris Richter, responsabile del Dipartimento di Cardiologia dell’Euroclinic Hospital di Atene.
Il lavoro, come spiegato dall’autore in una intervista ad Adnkronos, include studi clinici randomizzati e studi osservazionali, per un totale di 29 studi clinici valutati. L’obiettivo era comprendere se e in quale misura il passaggio dalle sigarette a prodotti senza combustione fosse associato a una riduzione dell’esposizione a sostanze nocive e a un miglioramento del profilo di rischio cardiovascolare.
COSA EMERGE DALLO STUDIO
Le evidenze esaminate, ha spiegato Festinese, indicano che i principali effetti cardiovascolari correlati al fumo derivano dai prodotti della combustione del tabacco, come monossido di carbonio, sostanze ossidanti e numerosi composti chimici tossici. Sebbene la nicotina abbia un impatto cardiovascolare, la tossicità cardiocircolatoria è prevalentemente collegata all’inalazione dei prodotti derivanti dalla combustione del tabacco.
Gli studi clinici analizzati indicano che il passaggio a prodotti privi di combustione è associato a una riduzione significativa dell’esposizione a sostanze dannose e potenzialmente dannose, accompagnata da miglioramenti dei biomarcatori cardiovascolari, tra cui la funzione endoteliale, la rigidità arteriosa, i marker di stress ossidativo, i livelli di carbossiemoglobina, alcuni indicatori infiammatori e indici di funzionalità cardiovascolare, con cambiamenti spesso sovrapponibili a quelli osservati dopo la cessazione del fumo.
Studi controllati di medio termine evidenziano che il passaggio completo a prodotti a tabacco riscaldato determina, già entro pochi mesi, riduzioni dell’esposizione alle principali sostanze dannose dioltre il 90%, rispetto alla prosecuzione del consumo di sigarette tradizionali. Dati osservazionali suggeriscono inoltre che, nel medio termine, i fumatori che sostituiscono integralmente le sigarette con prodotti senza combustione presentano una minore incidenza di eventi cardiovascolari maggiori rispetto a chi continua a fumare. Restano necessari ulteriori studi di lungo termine per confermare queste evidenze.
CHE SUCCEDE IN ALTRI PAESI?
In alcuni Paesi, come Stati Uniti e Grecia, tali evidenze hanno già portato a riconoscimenti regolatori basati su rigorose valutazioni scientifiche. Come ad esempio la recente conferma, da parte della Food & Drug Administration (FDA), di uno dei sistemi a tabacco riscaldato (Tobacco Heating System-THS) quale prodotto del tabacco a rischio modificato.
E IN ITALIA?
Nel nostro Paese proprio negli ultimi giorni nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, sede del Senato della Repubblica, si è tenuto il convegno nazionale dedicato al Safe Hearts Plan — il Piano europeo per la salute cardiovascolare pubblicato dalla Commissione Europea nel dicembre 2025. Il piano, promosso dall’Unione Europea per affrontare in modo coordinato quella che rappresenta la più grande emergenza sanitaria del continente, individua tre direttrici prioritarie di intervento — prevenzione, diagnosi precoce e screening, miglioramento delle cure — e definisce un obiettivo ambizioso ma preciso: ridurre del 25% la mortalità cardiovascolare prematura entro il 2035. E la review appena pubblicata dal dottor Festinese è stata anche citata dal suo firmatario durante l’evento che si è tenuto al Senato.
Il convegno, organizzato con il supporto scientifico dell’INRC – Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari, ha riunito rappresentanti del Ministero della Salute, presidenti di federazioni sanitarie nazionali, cardiologi, medici di medicina generale e associazioni di pazienti, con l’obiettivo di tradurre gli obiettivi europei in una proposta operativa concreta per rafforzare il sistema sanitario italiano.
“Portare il Safe Hearts Plan al Senato non è un atto simbolico: è il primo passo per trasformare un documento europeo in politica sanitaria nazionale. Sappiamo che la maggior parte di queste morti è prevenibile. Oggi disponiamo delle conoscenze scientifiche, degli strumenti clinici e di un quadro programmatico chiaro. La vera sfida è tradurre tutto questo in azioni strutturali e coordinate, capaci di incidere realmente sulla prevenzione e sulla mortalità cardiovascolare nel nostro Paese” ha dichiarato il professor Francesco Fedele, direttore dell’INRC.
SMETTERE DI FUMARE LA SOLUZIONE IDEALE
Alla luce delle conoscenze disponibili, la cessazione completa del fumo deve rimanere la strategia prioritaria e di riferimento per la tutela della salute pubblica. Tuttavia, per i fumatori che non smettono, anche review come quella appena presentata paiono suggerire che il passaggio esclusivo a prodotti contenenti nicotina ma senza combustione potrebbe rappresentare una possibile strategia di riduzione del rischio, basata su una minore esposizione a sostanze dannose o potenzialmente tali, prodotte dal fumo combusto.







