(Financial Times Europe, Joe Leahy e Wenjie Ding, 28 Apr 2026)
La Cina ha minacciato di adottare “contromisure” se le sue imprese saranno danneggiate dalla nuova legge europea Industrial Accelerator Act, uno degli strumenti più ambiziosi dell’Ue per contrastare le importazioni high-tech cinesi a basso costo e rilanciare la manifattura europea, con l’obiettivo di portare il peso del settore dal 14,3% al 20% del Pil entro il 2035. Pechino considera la norma discriminatoria perché impone restrizioni agli investimenti stranieri superiori a 100 milioni di euro nei settori strategici, obbligando a utilizzare almeno il 50% di manodopera Ue, coinvolgere aziende locali e trasferire know-how tecnologico.
Il monito arriva mentre Usa e Cina negoziano una tregua nella loro guerra commerciale e Pechino vuole mantenere aperti i canali con l’Europa, importante mercato di esportazione. Il ministero del Commercio cinese ha criticato duramente la legge, sostenendo che viola i principi di volontarietà commerciale e concorrenza leale, riduce le aspettative di investimento delle imprese cinesi e contrasta con il consenso raggiunto ai massimi livelli tra leader cinesi ed europei sulla gestione delle divergenze.
La norma europea risponde alle pratiche storiche cinesi di joint-venture obbligatorie e trasferimento tecnologico, e alle massicce sovvenzioni statali (tre-nove volte superiori a quelle occidentali secondo l’OCSE) che hanno permesso a Pechino di accumulare enormi surplus commerciali e inondare i mercati esteri, deindustrializzando le economie rivali. L’Ue mira a proteggere settori chiave come batterie, pannelli solari e nucleare dalla concorrenza percepita come sleale.
Minaccia di contromisure cinesi
«La Cina “è disposta a condurre un dialogo e una comunicazione con la parte europea su questa questione”. Ma se l’Ue “ignora i suggerimenti della Cina […], la Cina non avrà altra scelta che adottare contromisure».»
Discriminazione verso gli investitori cinesi
«La legge significa che gli investitori cinesi “subiranno discriminazioni, che vanno contro i principi di base dell’economia di mercato come la volontarietà commerciale e la concorrenza leale”.»
Impatto sulle aspettative di investimento
«La legge “va contro l’importante consenso dei leader cinesi ed europei sulla gestione appropriata delle frizioni e delle differenze, influenzando seriamente le aspettative delle imprese cinesi per gli investimenti in Europa”.»
Risposta alle pratiche cinesi di trasferimento tecnologico
«La legge è vista come la risposta dell’Ue a decenni di pratiche in Cina che richiedono alle aziende straniere di investire insieme a partner in joint-venture e trasferire la loro tecnologia ai produttori locali.»
Obiettivi dell’Ue contro la concorrenza cinese
«L’Ue mira ad aumentare la quota della manifattura nel Pil del blocco al 20% entro il 2035, dal 14,3% dell’anno scorso.»
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)







