Va verso la Cina il futuro di Giochi Preziosi. Dopo mesi di trattative, il gruppo fondato da Enrico Preziosi ha annunciato di aver firmato un investment agreement con il gruppo cinese Super Hisen, destinato a sfociare nel possibile ingresso del produttore asiatico nel capitale della società. L’intesa, annunciata nel corso del tavolo convocato al ministero delle Imprese e del made in Italy, rappresenta uno dei tasselli centrali del piano di risanamento del gruppo, oggi in concordato preventivo davanti al Tribunale di Milano, e punta a mettere in sicurezza la parte industriale dell’azienda, in attesa del via libera dei giudici previsto dopo la presentazione del piano di ristrutturazione del 6 agosto.
L’ACCORDO CON SUPER HISEN E IL PIANO DI SALVATAGGIO
Il Mimit ha confermato che l’accordo è finalizzato al possibile ingresso di Super Hisen nell’azionariato, subordinato all’approvazione del tribunale, mentre la società è ancora alla ricerca di ulteriori investitori che possano apportare le risorse necessarie a sostenere il piano industriale 2027-2031. Il gruppo cinese sarebbe pronto a investire circa 80 milioni di euro sottoscrivendo la quota maggioritaria dell’aumento di capitale destinato a rilanciare Giochi Preziosi. A questa iniezione di risorse dovrebbero aggiungersi altri 60-70 milioni provenienti da ulteriori investitori, tra i quali figurerebbero un fondo italiano e un imprenditore della logistica già legato al gruppo.
L’operazione arriva mentre Giochi Preziosi è impegnata nella procedura di concordato preventivo avviata lo scorso autunno per arginare la pressione dei creditori, dopo il pesante deterioramento della situazione finanziaria. Il Tribunale di Milano ha già concesso una proroga di 60 giorni per consentire la formalizzazione del piano di risanamento e degli accordi collegati all’operazione. Nel decreto, i commissari hanno chiesto ulteriori approfondimenti sulla struttura societaria, sulla consistenza patrimoniale e soprattutto sull’effettiva indipendenza di Super Hisen rispetto al gruppo debitore e alla famiglia Preziosi, un passaggio destinato ad assumere un peso rilevante nella valutazione finale dei giudici.
Se il progetto arriverà in porto, l’assetto proprietario della società cambierà radicalmente. L’ingresso di Super Hisen e degli altri investitori dovrebbe infatti accompagnarsi all’uscita dall’azionariato di Enrico Preziosi, che nel 1978 fondò quella che nel tempo sarebbe diventata la principale realtà italiana del settore dei giocattoli grazie a marchi come Cicciobello, Gormiti, Winx, Canta Tu e Tamagotchi.
IL NODO DEI LAVORATORI E IL CAMBIO DI MODELLO
L’intesa punta soprattutto a garantire la continuità della parte industriale del gruppo. L’accordo mette al riparo soprattutto il comparto wholesale, il cuore dell’attività del gruppo, dove lavorano tra 800 e 900 persone. Più complessa resta invece la situazione del retail: tra i 100 e i 150 dipendenti dei negozi diretti sono ancora in cassa integrazione e il loro futuro sarà oggetto di un nuovo confronto tra azienda, sindacati e istituzioni. Il confronto tornerà al Mimit il 7 ottobre, una volta che il Tribunale si sarà pronunciato sul piano di ristrutturazione. Al tavolo siederanno anche le Regioni interessate dalla presenza dei punti vendita, chiamate a individuare possibili misure di sostegno per i lavoratori coinvolti.
Il piano industriale conferma anche un cambio di modello. Le nuove risorse serviranno infatti a sostenere una strategia che privilegia l’attività all’ingrosso, considerata il principale motore di redditività, mentre la rete dei negozi diretti sarà progressivamente ridimensionata fino a una possibile dismissione. Una scelta che riflette le difficoltà incontrate negli ultimi anni dalla distribuzione tradizionale e che mira a concentrare gli investimenti nelle attività considerate più redditizie.
I CONTI DEL GRUPPO E IL PROGETTO DI RILANCIO
Come già evidenziato a maggio da Startmag, l’ingresso di Super Hisen non rappresenta soltanto un’operazione finanziaria ma anche un progetto di integrazione industriale più ampio. La crisi del gruppo, aggravata negli ultimi anni dalla pandemia, dall’aumento del costo delle materie prime, dall’impennata dei noli marittimi e dei costi energetici, aveva portato il debito complessivo a circa 410 milioni di euro alla fine del 2025, di cui quasi 265 milioni verso banche e istituzioni finanziarie. La capogruppo aveva inoltre registrato una perdita di 97 milioni e un patrimonio netto negativo superiore a 217 milioni. In questo contesto era maturata la scelta del concordato preventivo, poi esteso anche a diverse controllate considerate strategiche.
Il progetto di rilancio ruota attorno alla costituzione di una nuova società destinata a raccogliere attività operative e debiti del gruppo, nella quale dovrebbero confluire capitali, merci e partecipazioni conferiti da Super Hisen e dagli altri investitori. Il disegno industriale guarda anche alla spagnola Famosa, acquisita da Giochi Preziosi nel 2019, con l’obiettivo di rafforzare le sinergie tra le due società nelle attività di marketing, acquisti, logistica, sviluppo prodotto e supply chain. Una razionalizzazione che, secondo quanto ricostruito da Startmag sulla base della documentazione depositata nell’ambito della procedura di concordato, potrebbe generare risparmi superiori a 3 milioni di euro l’anno e sostenere il rilancio internazionale di marchi storici come Cicciobello, Gormiti e Nenuco.
CHI È SUPER HISEN E COSA RESTA DA CHIARIRE
Resta però ancora da verificare il profilo del futuro socio destinato a diventare il principale azionista. Di Super Hisen esistono infatti poche informazioni pubbliche. Il gruppo opera nella produzione e distribuzione di giocattoli tra la Cina, in particolare nell’area di Xiamen, e gli Stati Uniti, ed è da anni uno dei principali fornitori industriali di Giochi Preziosi e della stessa Famosa. Proprio questo rapporto consolidato lungo la filiera produttiva ha favorito l’avvicinamento tra le parti. Adesso, però, l’ultima parola spetta al Tribunale di Milano, chiamato a valutare non soltanto il piano di ristrutturazione ma anche la solidità e l’effettiva indipendenza dell’investitore destinato a ridisegnare gli equilibri di uno dei marchi storici del giocattolo italiano.






