Economia

Il Tesoro batte cassa alla Cassa depositi e prestiti. Fatti, numeri e polemichette

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Nomine

Il governo intima alla Cdp di distribuire tutti gli utili a beneficio del Tesoro. Obiettivo: incamerare risorse per imbellettare i conti pubblici da mostrare a Bruxelles.

E’ quello che è successo in sostanza nelle scorse ore. L’iniziativa dell’esecutivo – con una lettera intestata del Mef a Cdp – ha destato scalpore: anche se non è la prima volta che la Cassa distribuisce il 100% dell’utile disponibile ai soci, come sottolinea Cdp. Ecco tutti i dettagli.

L’assemblea degli azionisti di Cassa depositi e prestiti si riunirà venerdì prossimo per staccare un dividendo aggiuntivo da 960 milioni. A chiederlo, specifica Cdp in una nota, è «l’azionista di maggioranza», cioè il Tesoro, che incasserà 800 milioni per completare la dote da 2,3 miliardi aggiuntivi rispetto allo scorso anno alimentata anche dal super-assegno di Bankitalia e dalle altre partecipate. Il ministero dell’Economia ha l’82,77% di Cdp.

L’assemblea della Cassa del prossimo 28 giugno, per la distribuzione dell’extra dividendo richiesto dal Mef, è convocata in sede ordinaria con la conseguenza che basterà la presenza dell’azionista pubblico per avere il quorum deliberativo e di conseguenza la luce verde per la distribuzione della extra cedola da 959 milioni a valere sull’utile disponibile residuo dello scorso anno.

La richiesta del governo in cda di Cassa spa, secondo alcune indiscrezioni circolate ieri sera, ha colto in qualche modo di sorpresa i soci privati, le Fondazioni bancarie che hanno il 15,93% di Cdp, che solo il mese scorso in assemblea avevano approvato la destinazione del 60% dell’utile di 2,5 miliardi per il pagamento dei dividendi ai soci.

Al di là dell’iniziale sorpresa, comunque, i vertici dell’Acri erano stato informati della mossa del Tesoro che peraltro fa incamerare alle fondazioni bancarie azionisti di Cdp un bel gruzzolo.

Ma come verranno usate le risorse del maxi dividendo? I fondi saranno utilizzati nell’assestamento di bilancio per mostrare il deficit al 2,1% indicato ieri dal premier Conte; e scritti in un atto ufficiale che sarà inviato a Bruxelles la prossima settimana. Ma non vanno trascurate le possibili obiezioni Ue: perché i dividendi extra limano senza dubbio il debito, ma l’impatto sul deficit andrebbe motivato sostenendo un loro carattere “strutturale”.

L’operazione chiesta dal Mef ha indotto il cda di Cdp a soprassedere sulla questione delle nomine ai vertici delle società della galassia Cdp. Secondo le indiscrezioni di Start, sarà un cda straordinario già la prossima settimana con tutta probabilità a sciogliere l’intricato dossier.

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