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Francia, perché la crisi politica fa scricchiolare il mercato immobiliare

Che cosa succede in Francia tra crisi politica, situazione economica e mercato immobiliare. L'articolo del quotidiano francese Le Figaro tratto dalla rassegna di Liturri.

(Le Figaro, JORGE CARASSO, 3 settembre 2025)

Punti chiave:

  • Il mercato immobiliare francese, in ripresa grazie alla discesa dei tassi al 3,2%, è minacciato dall’incertezza politica legata alla possibile caduta del governo Bayrou l’8 settembre.
  • La crisi spinge i tassi delle obbligazioni di Stato (OAT) al 3,5%, con alcune banche che già alzano i tassi sui mutui dello 0,05-0,10%, rallentando il mercato.
  • Nonostante la domanda sostenuta, specie dai primi acquirenti, un aumento significativo dei tassi nel 2026 potrebbe frenare le transazioni, dopo un 2025 previsto a +8,2%.

Il mercato immobiliare francese, dopo due anni difficili, stava riprendendo slancio nel 2025 grazie alla discesa dei tassi sui mutui dal 4,2% al 3,2% su 20 anni, con un aumento delle transazioni previsto dell’8,2% (925.000 vendite) secondo Seloger-Meilleursagents. I prezzi, stabili a livello nazionale (+0,8%), crescono a Parigi (+2,3%), Lione (+2,5%) e Bordeaux (+3,6%), ma calano in città come Rennes (-4%) dopo il boom passato. Tuttavia, la crisi politica, con la probabile caduta del governo Bayrou l’8 settembre e scioperi in vista, getta ombre.

“Queste scadenze sono in tutte le teste”, osserva Éric Massat, agente immobiliare a Tolosa. L’incertezza frena: dopo un’estate attiva, “non sappiamo come evolveranno le cose nelle prossime settimane”, conferma Nathalie Naccache di Keller Williams a Parigi.

L’aumento dei tassi delle obbligazioni di Stato (OAT) al 3,5%, spinto da instabilità politica e debito pubblico, ha spinto banche come Société Générale e Crédit Agricole ad alzare i tassi sui mutui dello 0,05-0,10% ad agosto e settembre.

“Alcune banche potrebbero attendere l’esito dell’8 settembre prima di calibrare le loro offerte”, spiega Sandrine Allonier di Vousfinancer.

Pretto prevede tassi tra 3,25% e 3,5% entro fine anno, ma un balzo al 4,2%, come nel 2023, potrebbe far crollare le vendite. Tuttavia, i tassi BCE, scesi dal 4% al 2% in due anni, e la concorrenza bancaria mantengono i mutui accessibili.

“Gli acquirenti immobiliari si finanziano a meno rispetto allo Stato, un fatto inedito”, nota Loïc Cantin della Fnaim.

La domanda resta forte, specie tra i primi acquirenti, spinti dalla crisi degli affitti e dal ritorno del prestito a tasso zero per l’usato. “Il mercato dei primi acquirenti è molto attivo”, sottolinea Olivier Descamps di IAD France. Tuttavia, i secondi acquirenti esitano a lasciare mutui all’1% per tassi più alti, e a Parigi i prezzi, ancora -11% rispetto al 2020, scoraggiano vendite. Gli investimenti locativi arrancano, ma una riforma fiscale proposta da Bayrou potrebbe rilanciarli, se il governo sopravvive.

“È il momento di acquistare, anche se i tassi salgono un po’”, consiglia Éric Allouche di Era Immobilier. Settembre sarà decisivo: senza impennate dei tassi, il mercato terrà; altrimenti, la ripresa potrebbe subire una brusca frenata.

(Estratto dalla rassegna stampa sul blog di Giuseppe Liturri)

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