Economia

Fincantieri, l’inchiesta della magistratura e la posizione dell’azienda di Bono

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Tutti i dettagli sull’inchiesta su 19 imprese appaltatrici e su alcuni dirigenti di Fincantieri per sfruttamento del lavoro e corruzione. I fatti e la posizione del gruppo guidato da Bono

Corruzione e sfruttamento di manodopera da parte di imprese appaltatrici e dirigenti di Fincantieri. Un’indagine avviata dalla Guardia di Finanza di Venezia su 19 imprese che operano nel settore della cantieristica navale ha scoperchiato un sistema che ha portato anche all’arresto di una persona. Andiamo per gradi.

L’INDAGINE

L’inchiesta, riporta il Sole24Ore, è coordinata dal procuratore capo Bruno Cerchi ed è condotta dagli investigatori del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Venezia. Nelle scorse ore sono state avviate 80 perquisizioni in Veneto, Friuli Venezia Giulia., Liguria, Marche, Campania, Puglia e Sicilia.

UN ARRESTO E 33 INDAGATI

L’indagine, attualmente, ha portato agli arresti domiciliari di un bengalese. Nel registro degli indagati figurano inoltre 33 persone, di cui almeno 10 dirigenti e funzionari di Fincantieri.

SFRUTTAMENTO DEL LAVORO

Le indagini hanno portato alla luce un sistema di sfruttamento di numerosi lavoratori stranieri (per lo più bengalesi e albanesi), dipendenti di imprese gestite da connazionali, come riporta Repubblica.

I dipendenti erano impiegati in lavori connessi alla realizzazione delle navi da crociera nei cantieri di Marghera di Fincantieri.

IL SISTEMA “PAGA GLOBALE”

I dipendenti, secondo quanto emerso dalle indagini, erano retribuiti con il sistema della “paga globale”: nelle buste paga venivano certificati i compensi spettanti in base al contratto nazionale, ma in realtà i compensi erano di gran lunga inferiori.

“I lavoratori avevano denunciato una paga oraria media di 5-6 euro all’ora, che si abbassava anche a 4 euro. Se non accettavano restavano senza lavoro. Il sistema, secondo la finanza, aveva da una parte Fincantieri e dall’altra le società che controllano la manodopera extracomunitaria”, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano.

SISTEMA SVELATO DALL’INTERNO

A svelare cosa accadeva ed il meccanismo paga sono stati Ali Md Suhag, ora agli arresti, e un consulente del lavoro che ha predisposto le buste paga per molte società di Marghera.

“Sono stati loro a chiarire i retroscena del sistema retributivo della cosiddetta paga globale e delle condizioni di sfruttamento. Hanno confermato che il sistema è praticato da gran parte delle aziende a cui vengono commissionate le attività di molatura, saldatura e carpenteria della Fincantieri. Hanno spiegato come i salari modestissimi trovano origine in valutazioni svolte da Fincentieri del numero di ore necessarie per eseguire le attività, nettamente sottostimate”, scrive il Pm, aggiungendo che “il consulente del lavoro ha raccontato l’origine della paga globale, l’esternalizzazione delle lavorazioni povere, la loro assegnazione sottocosto, la consapevolezza di Fincantieri”.

IL CONCORSO DI COLPA DI FINCANTIERI

Secondo la procura, dunque, i dirigenti Fincantieri “appaiono aver concorso allo sfruttamento della manodopera, avendo essi creato le condizioni per tale sfruttamento”.

CORRUZIONE PER APPALTI

Altro fronte di indagine è quello delle mazzette. Allo studio degli inquirenti ci sarebbero tempi e modalità con cui ad alcuni funzionari e dirigenti di Fincantieri le imprese indagate corrispondevano denaro o regali “per essere inseriti nell’albo fornitori di Fincantieri spa, ma anche per ottenere le commesse e per manipolare i documenti di coordinamento delle modifiche”, spiega il Sole24Ore.

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI TANGENTI

Ci sarebbero state tangenti per ogni tipo di atto, spiega Il Sole 24 Ore: “Una prima tipologia è relativa a dazioni una tantum, finalizzate all’inserimento delle società nell’albo fornitori della Fincantieri (l’accreditamento sarebbe agevolato dalla corresponsione di somme di denaro contante o utilità al personale preposto o altre persone aventi una sfera di influenza nei confronti dei responsabili dell’Ufficio preposto). Una seconda tipologia è legata all’affidamento di commesse. Una terza tipologia è strettamente correlata all’assegnazione delle commesse sotto costo: i dirigenti della Fincantieri, avendo contezza della scarsità delle ore lavorative assegnate per le singole commesse alle società esecutrici dei lavori, attraverso la procedura (rimessa alla discrezionalità dei dirigenti Fincantieri) delle cosiddette Dcm (Documento di coordinamento delle modifiche) vengono a riconoscere ore di lavoro integrative e quindi somme aggiuntive, ma spesso per «concedere» tali Cdm pretendono di essere «remunerati» dai titolari delle imprese interessate”.

EFFETTI DISTORSIVI PER CONCORRENZA

Tali comportamenti hanno portato, secondo gli investigatori a “fatti corruttivi gravi che hanno inciso sull’operatività di una società quotata in borsa e principale operatore a livello mondiale nel settore della cantieristica navale”, con “forti effetti distorsivi sulla concorrenza nell’acquisizione dei servizi, in quanto hanno favorito l’accreditamento e l’assegnazione delle commesse alle ditte disponibili a erogare tangenti”.

LA POSIZIONE DI FINCANTIERI

Fincantieri, società guidata da Giuseppe Bono, “rivendica la propria estraneità rispetto ai fatti cui le indagini si riferiscono”.

Fincantieri, si legge nella nota, “sta assicurando piena collaborazione agli inquirenti e auspica che verrà dimostrata la completa estraneità dei propri dipendenti. Laddove invece le accuse venissero confermate, la società adotterà immediati provvedimenti nei confronti di dipendenti che si fossero resi responsabili di condotte illecite, lesive dell’immagine della società. Fincantieri adotta, anche in quanto emittente quotato, gli standard più elevati di compliance operativa e normativa, e impronta costantemente la propria azione a principi etici e di massima trasparenza”.

E sempre da Fincantieri, fanno sapere, che l’azienda “è impegnata in attività di verifica che accompagnano tutto il ciclo della commessa nel sistema degli appalti. La società vigila sul puntuale adempimento, da parte dei propri fornitori, di quanto spetta al personale dipendente, del corretto e puntuale versamento dei contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi previsti dal contratto di lavoro di categoria e dalle normative vigenti. Accanto a questo impegno, l’azienda ha poi sottoscritto nel febbraio 2017 un protocollo nazionale di legalità con il ministero degli Interni”.

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