Economia

Fincantieri, Gucci e non solo: tutte le aziende che riaprono

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Fincantieri

Fincantieri, Gucci (con la consulenza di Burioni), Electrolux e Ariston: ecco le aziende che hanno riavviato le attività. Ai blocchi di partenza anche Piaggio e Whirpool. Scaldano i motori Fca, Ferrari e Marelli

Qualcuno prova ad ingranare la marcia dopo il fermo produzione causa Coronavirus. Fincantieri, che non ha mai fermato le attività di carattere manutentivo degli impianti, connesse alla sicurezza e ai servizi essenziali dei siti, ha riaperto oggi – lunedì 20 aprile – gli stabilimenti. Lo stesso fanno Gucci e lo stabilimento italiano di Eletrolux. Ripresa delle attività anche per Ariston, mentre Piaggio e Whirpool promettono di riaccendere le macchine nei prossimi giorni.

Tutti i dettagli.

FINCANTIERI RIPARTE (IN MODO GRADUALE)

Tra i big italiani che provano a riaprire i battenti (senza averli mai chiusi del tutto per garantire le attività essenziali) c’è Fincantieri, che sceglie di ripartire in modo graduale in tutti gli otto stabilimenti: è rientrato a lavoro, però, solo un decimo dei dipendenti (a Monfalcone, per esempio, rientrano 685 lavoratori). Tanti sono coloro che lavoreranno in smart working.

I dipendenti del gruppo guidato dall’ad, Giuseppe Bono, saranno dotati di mascherine e altri dispositivi di protezione individuale e prima dell’ingresso in azienda saranno sottoposti al controllo della temperatura.

UN BUS DEDICATO

Per assicurare il rispetto delle misure anti-contagio, il sindaco di Sestri Levante, Valentina Ghio, e il consigliere delegato ai trasporti della Città metropolitana di Genova, Claudio Garbarino, hanno pensato di mettere a disposizione dei dipendenti di Riva Trigoso un bus dedicato.

“Sono persone che spesso arrivano da altri Comuni e per i quali si doveva affrontare il problema della mobilità tra stazione ferroviaria e zona industriale. Da domani mettiamo a disposizione una linea dedicata, con 6 corse andata-ritorno, tra stazione e ingresso dei cantieri” nel pieno rispetto delle normative anti Covid. Per molti versi sarà anche un primo esperimento di come si dovrà viaggiare dopo l’avvio della cosiddetta fase 2. Useremo un mezzo da 90/100 posti ma potranno salire a bordo solo 20 persone per volta, oltre all’autista e al controllore. A questo modo all’interno del mezzo si potrà stare seduti nel pieno rispetto del distanziamento sociale previsto dalle normative anti contagio”, ha affermato Roberto Rolandelli, direttore d’esercizio di Atp, l’azienda pubblica di trasporto.

SCIOPERO CONTRO RIAPERTURA A RIVA TRIGOSO

Il riavvio delle attività è stato contestato da Fiom Cgil, che ha proclamato 8 ore di sciopero contro la riapertura del cantiere di Riva Trigoso. Le accuse contro Fincantieri sono quelle di non garantire la sicurezza dei lavoratori dello stabilimento e di non rispettare l’accordo a livello nazionale sulla cassa integrazione sino al 3 maggio, di cui avevamo parlato qui.

Problemi anche allo stabilimento di Muggiano dove, secondo quanto denuncia la Fiom Cgil, questa mattina i lavoratori sono entrati con mezz’ora di ritardo “perché non era possibile rispettare le distanze, dunque passibili di ammenda. Chiediamo all’azienda di soprassedere”.

GUCCI APRE A SCANDICCI

Altro big italiano che apre le porta ai propri dipendenti è Gucci, colosso mondiale della moda, limitatamente alla fabbrica di pelletteria e calzature di Scandicci. L’azienda seguirà le linee guida decise con la consulenza del virologo Roberto Burioni: mezzi pubblici vietati (auto a disposizione di chi ne è sprovvisto), controllo della temperatura prima dell’ingresso in azienda, dispositivi di protezione per ogni dipendente e distanziamento sociale, anche in mensa e negli spogliatoi.

“La riapertura avviene sulla base delle disposizioni dello scorso 10 aprile e dopo un accordo appena raggiunto con i sindacati per rafforzare il protocollo di sicurezza dello scorso 15 marzo, grazie anche alla consulenza del virologo Roberto Burioni dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano”, spiega una nota.

“Così gettiamo le basi per una più ampia riapertura delle nostre sedi produttive e il riavvio della filiera del Made in Italy”, afferma il presidente di Gucci, Marco Bizzarri.

ELECTROLUX PROMETTE TEST SIEROLOGICI

Le misure anti contagio di Electrolux di Porcia, stabilimento italiano della multinazionale svedese produttrice di elettrodomestici, che oggi ha ripreso le attività, prevedono anche l’utilizzo di tamponi e test sierologici ai dipendenti che ne fanno richiesta e utilizzo di una app per il tracciamento.

Proprio allo stabilimento di Porcia si è verificato un caso di positività al Coronavirus tra i dipendenti (nessun contagio si è verificato all’interno della fabbrica).

ARISTON RIAPRE, CON AUTOCERTIFICAZIONE

Ha inviato un’auticertificazione alla prefettura dichiarando il riavvio delle attività (ci saranno le verifiche in seguito) anche lo stabilimento di Fabriano dell’Ariston Thermo Group, multinazionale italiana operante nel settore del comfort termico hi-tech e sostenibile, principalmente con i marchi Ariston, Chaffoteaux, Elco, Racold, Atag, NTI, Cuenod, Ecoflam e Thermowatt. Riapertura anche dei siti di Genga, Arcevia e Cerreto.

WHIRPOOL E PIAGGIO AI BLOCCHI DI PARTENZA

Dovrebbero ripartire nei prossimi giorni, sempre nel rispetto delle misure anti-cotagio, anche le attività di Whirpool, dove è stato siglato con i sindacati un protocollo sulla sicurezza: tutti i dipendenti che accederanno a lavoro saranno soggetti a controllo della temperatura e dovranno indossare i dispositivi di protezione. Sarà favorito, ove possibile, lo smart working.

Guarda alla riapertura a breve anche Piaggio, che ha già avviato tutte le opere di sanificazione dello stabilimento. Anche qui i dipendenti avranno l’obbligo di mascherine e altri dispositivi di sicurezza e dovranno rispettare le misure di distanziamento sociale.

VERSO LA RIPARTENZA ANCHE L’AUTOMOTIVE

In attesa delle disposizioni di Governo, hanno scaldato i motori (siglando i rispettivi accordi con i sindacati) anche Fca, Ferrari e Marelli. Lo stabilimento Ferrari, in realtà, seppur riducendo i dipendenti a lavoro e facilitando lo smart working ove possibile non ha mai arrestato del tutto le sue attività, ma ha adattato la produzione, per far fronte all’emergenza, dando vita a valvole per respiratori polmonari e mascherine con il marchio del Cavallino rampante.

QUI E QUI GLI INTERVENTI DI BENTIVOGLI, LEADER FIM-CISL, SUGLI ACCORDI FIRMATI IN FCA, FERRARI, CNH E NON SOLO

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