Economia

La falla nel sistema della Bce

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Il commento dell’editorialista Guido Salerno Aletta su passato, presente e futuro della Bce

Ha già scritto tutto Mervyn King, Governatore della Banca di Inghilterra, nel suo libro “The End of Alchemy”: la Bce non ha tradizione, non ha cultura, non ha alcuna esperienza storica.

Nessuno che abbia studiato, a differenza di Ben Bernanke e dello stesso King, le grandi crisi finanziarie del primo Novecento, quella del ’17 che colpì la Gran Bretagna per via dei crediti verso le potenze dell’Intesa, e la successiva del ’29 che colpì Wall Street con una duplice caduta della economia.

Le élite europee hanno imposto regole meccaniche, ai bilanci degli Stati ed alla Bce. Abbiamo la costituzione monetaria della Germania sconfitta, a cui era stato tolto persino il potere sulla propria moneta.

La Fed persegue la massima crescita compatibile con la stabilità della moneta. La Banca del Giappone assicura il tasso zero sui titoli a dieci anni.

La Bce lascia scorrazzare la speculazione a danno degli Stati. Si inchina al Dio Mercato.

Vanno avanti così da anni, l’Europa e la Bce, come automi, senza capire le conseguenze a cui si va incontro.

Crisi lunghe e profonde squassano gli equilibri istituzionali e politici.

I popoli maturano attraverso la esperienza una coscienza diversa.

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