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Exor, tutti i giochetti olandesi della famiglia Elkann

Exor

A breve scatterà il meccanismo di voto multiplo previsto in Olanda che garantisce agli azionisti di lungo periodo (come la famiglia Elkann in Exor) maggiori diritti di voto rispetto alla quota di capitale detenuta. Fatti, numeri e scenari

 

Manovre olandesi in casa Exor.

La Giovanni Agnelli B.V., la società presieduta da John Elkann che possiede quote rilevantissime in Stellantis, CNH Industrial, Juventus e nel gruppo editoriale GEDI, aumenterà a breve la sua partecipazione azionaria in Exor: ovvero la holding finanziaria, con sede ad Amsterdam, amministrata sempre da John Elkann.

LE QUOTE IN EXOR

Attualmente, la Giovanni Agnelli B.V. possiede il 53 per cento di Exor. Ma tra poco potrebbe portare la sua quota all’80 per cento circa.

Come spiega Il Sole 24 Ore, “a dicembre si chiudono infatti i cinque anni che limitavano i diritti di voto alla quota di capitale posseduta” dalla Giovanni Agnelli B.V. in Exor. “A partire da quel momento in poi”, prosegue il quotidiano, “scatterà il meccanismo di voto multiplo previsto in Olanda”, dove ha sede Exor, “che garantisce agli azionisti di lungo periodo maggiori diritti di voto rispetto alla quota di capitale corrispondente”.

In sostanza, attraverso il meccanismo del moltiplicatore, la quota di diritti di voto della Giovanni Agnelli B.V. in Exor passerà dal 53 all’80 per cento circa. Il Sole 24 Ore spiega che “tecnicamente è come se la famiglia Agnelli avesse libertà di utilizzare la quota eccedente il 51% per potenziali operazioni di investimento o future alleanze”.

UN POLO DEL LUSSO CON ARMANI?

Grazie all’incremento della quota della Giovanni Agnelli B.V, Exor disporrà di una forza finanziaria maggiore che le consentirà di valutare grossi investimenti.

Il Sole 24 Ore aggiunge che la holding ambisce a creare intorno a sé un “polo del lusso”, magari attraverso un’alleanza con la Giorgio Armani, benché al momento non ci siano trattative concrete in corso. Oppure – stando alle fonti del quotidiano – Exor potrebbe servire agli Agnelli per “liquidare quei rami della dinastia interessati a ‘monetizzare’ le loro quote” in un momento molto positivo per la holding. In questo modo, John Elkann rafforzerebbe il controllo degli asset della famiglia.

LA VENDITA DI PARTNER RE

L’incremento della quota della Giovanni Agnelli B.V. è rilevante anche per il tempismo. Exor è infatti prossima a cedere la società di riassicurazione PartnerRe al gruppo assicurativo francese Covéa per 9 miliardi di dollari. Nelle scorse settimane è stato firmato un memorandum d’intesa. Il contratto vero e proprio dovrebbe giungere entro la fine del 2021, e l’operazione diventerà effettiva verso la metà del 2022.

La trattativa tra Exor e Covéa su PartnerRe risale al 2020, poi bloccatasi a causa della pandemia. Il valore dell’accordo viene giudicato molto alto, ma va specificato che Exor ha promesso investimenti per 625 milioni di euro nei veicoli speciali di Covéa.

Pare che, sempre secondo le fonti del Sole 24 Ore, accanto alla cessione, Exor stesse valutando la quotazione di PartnerRe: l’operazione – ora abbandonata – avrebbe tuttavia comportato numeri di realizzo più bassi, vista la situazione dei mercati.

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