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Evergrande

Evergrande crollerà anche sulle auto elettriche?

È stato arrestato il vicepresidente di Evergrande Nev, la divisione sulle auto elettriche del grande - e indebitatissimo - gruppo immobiliare cinese. Le azioni della società crollano e il suo futuro appare ancora più nero. Tutti i dettagli.

China Evergrande New Energy Vehicle Group, la casa automobilistica specializzata in veicoli elettrici di proprietà del gruppo cinese Evergrande, ha fatto sapere oggi che il vicepresidente e direttore esecutivo Liu Yongzhuo è stato arrestato. La notizia ha avuto un forte impatto sulle azioni della società, che sono calate fino al 23 per cento.

COSA SAPPIAMO DELL’ARRESTO

Le ragioni dell’arresto di Liu, che è sotto indagine giudiziaria, non sono ancora chiare: la società ha dichiarato che è sospettato di “attività illegali”, ma non ha elaborato.

Come scrive Bloomberg, Liu è il terzo dirigente di Evergrande a venire arrestato, dopo il presidente e fondatore Hui Ka Yan e Du Liang, responsabile della divisione di gestione patrimoniale del gruppo.

IL CROLLO DELLE AZIONI

Dopo la pubblicazione del comunicato, lo scambio delle azioni di Evergrande NEV alla borsa di Hong Kong è stato sospeso nella sessione mattutina; nel pomeriggio, una volta riprese le negoziazioni, il titolo ha perso fino al 23 per cento, per poi attestarsi intorno al -7 per cento.

UN BRUTTO MOMENTO PER EVERGRANDE NEV

Non è un buon momento per Evergrande NEV. Solo la settimana scorsa, infatti, ha perso il 19 per cento per via dell’abbandono dei piani di vendita di azioni per un valore di quasi 500 milioni di dollari a NWTN, società statunitense di mobilità “verde”. Attualmente, il valore di mercato della divisione automobilistica di Evergrande è di appena 4,2 miliardi di dollari hongkonghesi, circa 540 milioni di dollari statunitensi.

Come riporta Reuters, Evergrande NEV è in difficoltà finanziarie da quando – intorno alla metà del 2021 – è scoppiata la crisi della società madre. Il gruppo Evergrande è infatti la società di sviluppo immobiliare più indebitata al mondo, con 23 miliardi di dollari in debito estero e passività totali per oltre 300 miliardi. Tra le proposte di ristrutturazione del debito illustrate da Evergrande c’era lo scambio di una parte delle passività con delle quote di Evergrande NEV.

Lo scorso agosto Evergrande ha presentato istanza di fallimento negli Stati Uniti e fatto ricorso a una legge – il Chapter 15 – che la tutela dal pignoramento in cambio dell’avvio di un piano di risanamento e di ripagamento dei creditori. Nel 2024, stando ai calcoli di Moody’s, scadranno obbligazioni per 4,2 miliardi di dollari.

TUTTI GLI OBIETTIVI (MANCATI) DI EVERGRANDE NEV

La crisi della società madre ha impattato negativamente sulle prospettive di Evergrande NEV, che ha detto più volte che potrebbe cessare le attività se non otterrà nuovi fondi: è in ritardo con i pagamenti ai fornitori e ha sospeso l’erogazione degli stipendi. Nella prima metà del 2023 ha riportato una perdita netta di 964 milioni di dollari, che si aggiunge alle perdite per quasi 10 miliardi registrate nel 2021 e nel 2022.

In passato Evergrande NEV si era data l’obiettivo di vendere un milione di veicoli elettrici all’anno entro il 2025, e cinque milioni entro il 2035. Per un periodo la società aveva un valore di mercato superiore a quelli di Ford e General Motors, dovuto esclusivamente alle grandi aspettative del mercato. Nel primo semestre dell’anno scorso, però, ha venduto appena 760 Hengchi 5, il suo unico modello di automobile elettrica (un SUV).

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