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Ericsson Vonage

Il matrimonio tra Ericsson e Vonage è destinato al fallimento?

Il matrimonio, tutt'altro che felice, tra Ericsson e Vonage. E non solo. Tutti i guai del colosso svedese della telefonia

Con ogni probabilità l’operazione che ha portato l’americana Vonage, compagnia di rete VoIp che offre servizi di telefonia con connessione a banda larga, nel portafogli dell’operatore svedese Ericsson è stata la più grande nella storia della public company fondata sul finire dell’Ottocento da Lars Magnus Ericsson. E rischia anche di essere quella più fallimentare.

VONAGE ZAVORRA I CONTI DI ERICSSON

Per farla sua, Ericsson ha speso 6,2 miliardi di dollari, una cifra che già nel 2021 aveva sorpreso più di una analista e che l’operatore svedese – tra i protagonisti europei del vecchio mercato dei cellulari archiviato dall’avvento degli smartphone (settore dominato da società americane e, soprattutto, asiatiche) – aveva motivato con l’esigenza di aprirsi ad altri mercati non strettamente connessi alle reti mobili.

Una spesa che col passare degli anni s’è persino ingigantita. Già nell’autunno 2023 la compagnia svedese aveva registrato una svalutazione da oltre 3 miliardi di euro, legata alle performance della controllata americana, oggi un’altra svalutazione, stavolta di circa 1 miliardo di euro, che ha fatto scendere le sue azioni del 2% nei primi scambi per poi recuperare a metà giornata di circa mezzo punto.

COSA DICONO DA VONAGE

“Dato il deterioramento dell’ambiente di mercato e le decisioni elettive che abbiamo preso per rifocalizzare i nostri investimenti in aree strategicamente prioritarie, abbiamo rivalutato alcune ipotesi di crescita, con conseguente svalutazione non monetaria di 11,4 miliardi di corone svedesi (1,1 miliardi di dollari), ha dichiarato il Ceo di Vonage, Niklas Heuveldop.

LE ALTRE GRANE PER L’OPERATORE SVEDESE

Periodo tutt’altro che facile quest’ultimo per Ericsson che, oltre a essere stata scalzata come produttore di cellulari dagli smartphone americani e asiatici, ha visto i ricavi delle reti mobili diminuire a causa della minore domanda di apparecchiature 5G, mentre parallelamente il prezzo delle azioni si è dimezzato a causa di una storiaccia di tangenti pagate in almeno 19 nazioni, dalla Cina alla Libia, dalla Spagna al Sudafrica con l’accusa, in Iraq, di aver dato soldi persino all’Isis.

I CONTI DEL 2023

E poi appunto l’anno scorso l’onere non monetario di 3 miliardi di dollari per l’affare Vonage. Ericsson ha chiuso il 2023 con una perdita netta di 2,3 miliardi di euro: sui conti del gigante tlc ha pesato particolarmente la svalutazione della controllata americana. Nel 2022, invece, aveva registrato un utile di 1,7 miliardi di euro.

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